OpenAI si prepara a entrare nel mercato dell'hardware di consumo con il lancio del suo primo dispositivo fisico, previsto per la seconda metà del 2026. L'annuncio arriva dal direttore degli affari globali dell'azienda, Chris Lehane, che durante il World Economic Forum di Davos ha confermato che il progetto procede secondo i tempi stabiliti. Una mossa strategica che segna un punto di svolta per l'azienda finora concentrata esclusivamente sul software e sui modelli di intelligenza artificiale come ChatGPT, e che la porterebbe a competere direttamente con colossi dell'hardware come Apple nel segmento degli indossabili smart.
Secondo le indiscrezioni più accreditate, il primo prodotto di OpenAI sarebbe un dispositivo audio dal nome in codice "Sweatpea", concepito per sfidare il dominio degli AirPods nel mercato degli auricolari wireless. Il design si discosterebbe radicalmente dai competitor: la custodia di ricarica avrebbe una forma simile a un "sasso ovale", mentre gli auricolari stessi adotterebbero un formato a pillola che si posiziona dietro l'orecchio anziché all'interno del canale uditivo. Una scelta progettuale che potrebbe offrire vantaggi in termini di comfort durante l'uso prolungato e ridurre i problemi di affaticamento auricolare tipici degli in-ear tradizionali.
Sul fronte delle specifiche tecniche, le voci di corridoio indicano l'utilizzo di un SoC Exynos di Samsung realizzato con processo produttivo a 2 nanometri, una scelta che garantirebbe efficienza energetica superiore e prestazioni elevate per l'elaborazione locale dei modelli di intelligenza artificiale. La produzione sarebbe affidata a Foxconn, partner storico di Apple e Google per iPhone e dispositivi Pixel, suggerendo standard qualitativi di fascia premium. L'integrazione nativa con ChatGPT rappresenterebbe il principale elemento distintivo, trasformando gli auricolari in un'interfaccia vocale avanzata per l'AI conversazionale.
Lehane ha lasciato intendere che il portfolio hardware di OpenAI non si limiterà a un singolo prodotto. Fonti aziendali citate da Axios hanno confermato che i dispositivi – al plurale – rappresenteranno una delle offerte più significative dell'azienda per il 2026, anche se ulteriori dettagli verranno rivelati solo più avanti nell'anno. Questa strategia multi-dispositivo ricorda l'approccio adottato da altre aziende tech nel momento del debutto hardware, diversificando i rischi e testando diversi segmenti di mercato contemporaneamente.
La tempistica di commercializzazione rimane ancora incerta. Mentre la presentazione ufficiale è confermata per la seconda metà del 2026, OpenAI non ha ancora finalizzato quando i prodotti saranno effettivamente disponibili per l'acquisto. Lehane ha specificato che questa decisione dipenderà da "come evolveranno le cose", lasciando aperta la possibilità di un intervallo tra annuncio e disponibilità commerciale, prassi comune nel settore tecnologico per prodotti particolarmente innovativi o complessi da produrre su larga scala.
L'ingresso di OpenAI nell'hardware rappresenta una sfida ambiziosa in un mercato dominato da attori consolidati. Gli AirPods di Apple hanno definito gli standard del settore per design, integrazione ecosistemica e qualità audio, mentre competitor come Samsung, Sony e Bose hanno conquistato nicchie specifiche grazie a funzionalità avanzate. Il valore aggiunto di OpenAI dovrà risiedere nell'intelligenza artificiale integrata, offrendo capacità di elaborazione del linguaggio naturale, traduzione simultanea e assistenza contestuale che vadano oltre quanto attualmente disponibile.