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RaspBerry Pi senza bollo CE, consegne bloccate

La trepidante attesa per il RaspBerry Pi è destinata a protrarsi: la nuova fornitura dei mini computer da 35 dollari che in molti hanno ordinato via Internet è ferma nei magazzini per un problema di certificazione CE. Sembra nato sotto una cattiva stella il computer più desiderato degli ultimi tempi: la prima fornitura è andata a ruba in un paio d’ore, e la seconda ha avuto un ritardo di produzione per colpa di un errore tecnico, ma ora i duemila pezzi sbarcati nel Regno Unito sono bloccati.

I RaspBerry Pi pronti peressere consegnati

Stando a quanto riportato da SlashGear, infatti, RS Components ed  Element 14 si sono rifiutati di spedire i prodotti fino a quando non riporteranno la marcatura CE, il contrassegno che deve essere apposto dal fabbricante su alcuni prodotti per certificare la conformità ai requisiti essenziali per la commercializzazione e l’utilizzo nell’Unione Europea. 

Il produttore orientale sostiene che non si tratta di un prodotto finito (ricordiamo che è una scheda senza contenitore), e per questo non è necessario il marchio CE.  La posizione è condivisa dalla fondazione Raspberry, secondo cui il prodotto dovrebbe essere venduto alle stesse condizioni della Beagleboard e degli altri prodotti analoghi, distribuiti senza il marchio CE. 

Il blocco da parte dei distributori tuttavia ha costretto la fondazione a mettere da parte le questioni di puntiglio e a correre ai ripari per non far imbufalire i clienti in attesa. L’azienda sta quindi lavorando per farsi riconoscere la certificazione CE al più presto, e per importare la parte restante del lotto di produzione senza queste grane fastidiose. 

Per la spedizione occorre il marchio CE

Element 14 ha spiegato che “tutte le consegne sono in attesa del risultato del test di conformità in corso”. C’è stato anche un piccolo giallo sulla data di disponibilità, che sembrava posticipata ad agosto. In realtà Element 14 ha specificato che “per evitare di indurre in errore le persone, durante i tempi del test di conformità il nostro sistema ha impostato la data agosto, ma ovviamente è un’indicazione errata”.

Scusandosi per la confusione, il distributore ha aggiunto che “le ordinazioni saranno spedite nell’ordine in cui sono state ricevute, e le code di consegna non subiranno modifiche in attesa della distribuzione.” Una magra consolazione, dato che i RaspBerry Pi avrebbero dovuto essere recapitati agli utenti da un paio di settimane almeno.