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AMD Radeon R9 Fury X, Radeon RX 400 e 500

Ripercorriamo la storia di ATI (oggi AMD) e le sue schede grafiche. Dal primo chip all'ultima GPU Vega.

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Avatar di Tom's Hardware

a cura di Tom's Hardware

@Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 15/03/2015 alle 01:30 - Aggiornato il 24/09/2019 alle 09:32
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AMD Radeon R9 Fury X

Nel 2015 AMD ritoccò nuovamente l'architettura GCN. Il frutto prese il nome di Radeon R9 Fury X, una scheda basata su GPU Fiji con 8,9 miliardi di transistor. La GPU offriva 4096 SP, 256 TMU e 64 ROPs. Questa scheda è una di quelle da ricordare perché è stata la prima con memoria HBM, acronimo di High-Bandwidth Memory. Accanto a Fiji c'erano 4GB di memoria HBM capaci di offrire un bandwidth di 512 GB/s su bus a 4096 bit.

radeon r9 fury x
Questa GPU, prodotta a 28 nanometri, era grande e calda, quindi AMD optò per raffreddarla a liquido. La Radeon R9 Fury X era più veloce della GeForce GTX 980, ma non della GTX 980 Ti. Spesso le schede si scambiavano le posizioni in base a giochi e applicazioni.

AMD Radeon RX 400 e 500

Nel 2016 AMD inaugurò un approccio diverso. Anziché partire dalla fascia alta l'azienda decise di concentrarsi sulla fascia media. La prima scheda ad arrivare sul mercato fu la Radeon RX 480, seguita dalle soluzioni minori RX 470 e RX 460. Da segnalare anche il passaggio al processo produttivo a 14 nanometri FinFET.

radeon rx 480
Clicca per ingrandire

La Radeon RX 480 era basata sulla GPU Polaris 10
 con 2304 stream processor, 144 TMU e 32 ROPs connessi a 4/8 GDDR5 su bus a 256 bit. Il core operava a una frequenza base di 1120 MHz e poteva accelerare fino a 1266 MHz. La GPU aveva anche 2 MB di cache L2 per ridurre la dipendenza dalla GDDR5. Prestazionalmente parlando, se la vedeva con le soluzioni Nvidia GTX 1060 e GTX 970.

Un gradino sotto, ma nemmeno troppo, la RX 470 con solo 32 CU funzionanti, il che portava il numero degli stream processor da 2304 a 2048, mentre le unità texture scendevano a 128. La RX 460, destinata invece a una fascia ancora più bassa, era basata su una GPU chiamata Polaris 11 (nome in codice Baffin) con 896 shader e 56 unità texture.

Nel 2017, in assenza di nuovi progetti, AMD rinnovò l'offerta con la serie Radeon RX 500. Si trattò di un semplice rebrand, con minimi ritocchi, della famiglia RX 400.

Le caratteristiche di RX 580 e 570 rispecchiavano quelle di RX 480 e 470, frequenze a parte, mentre la RX 560 offriva più stream processor (1024 vs 896) della RX 460. L'unica soluzione inedita era la Radeon RX 550 con la nuova GPU di fascia bassa Polaris 12, dotata di con 512 stream processor e 32 unità texture.

Sul finire del 2018 AMD ha deciso di portare un'altra scheda video GCN con GPU Polaris sul mercato, la Radeon RX 590. Si tratta di un modesto aggiornamento della RX 580, con una GPU Polaris 30 a 12 nanometri impostata per lavorare a 1469/1545 MHz contro i 1257/1340 MHz della RX 580.

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