Intel, il colosso che per anni ha dominato il settore non solo per fatturato ma anche per numero di dipendenti, sta vivendo una fase di contrazione senza precedenti che potrebbe presto consegnare lo scettro di maggiore datore di lavoro del comparto a TSMC. Questo passaggio di testimone rappresenta molto più di un semplice dato statistico: è il simbolo tangibile di un'industria in rapida evoluzione, dove i modelli di business tradizionali vengono messi in discussione dall'ascesa dei produttori contrattuali e dalla specializzazione crescente delle aziende fabless.
Dopo due anni di tagli drastici che hanno visto la riduzione di circa 40.000 posizioni lavorative, Intel si ritrova oggi con un organico di 85.100 dipendenti a tempo pieno. Una cifra che, pur rimanendo imponente in termini assoluti, segna una drastica inversione di tendenza rispetto alla crescita costante degli anni precedenti. Per comprendere la portata di questo ridimensionamento, è utile confrontare Intel con i principali attori del settore: AMD conta circa 31.000 dipendenti, NVIDIA ne impiega 36.000, Qualcomm arriva a 52.000, mentre ARM si ferma a 8.330 unità. Sommando AMD, NVIDIA e ARM, Intel supera ancora il totale combinato dei tre competitor, ma il trend è inequivocabile.
La situazione si fa ancora più interessante quando si introduce TSMC nell'equazione. Il gigante taiwanese della produzione su commissione gestisce oggi un numero di stabilimenti produttivi e impianti di packaging superiore a quello di Intel, con un organico in costante espansione che si avvicina rapidamente a quello del produttore americano. Tuttavia, qualsiasi confronto diretto rischia di risultare fuorviante: TSMC opera esclusivamente come foundry, concentrando le proprie risorse sulla manifattura senza sviluppare prodotti proprietari, mentre Intel rimane uno degli ultimi Integrated Design Manufacturers (IDM) in grado di produrre internamente chip realizzati con nodi tecnologici all'avanguardia.
Questa peculiarità strutturale spiega in parte perché Intel necessiti di un organico così esteso. L'azienda mantiene e gestisce molteplici fab e strutture di packaging distribuite in tutto il mondo, conduce attività di ricerca e sviluppo sia sui processi produttivi che sui prodotti finali, e storicamente ha giocato un ruolo fondamentale nello sviluppo di standard industriali come DDR, PCIe, USB e Thunderbolt. Tecnologie che oggi consideriamo scontate ma che richiedono anni di lavoro ingegneristico e investimenti massicci per essere portate a maturazione.
L'entità degli investimenti in ricerca e sviluppo fornisce una prospettiva illuminante sulla complessità operativa di Intel. Nel 2025, nonostante i tagli, l'azienda ha destinato 13,8 miliardi di dollari alla R&D, una cifra superiore a quella di AMD, TSMC o Qualcomm individualmente. Solo NVIDIA potrebbe aver superato Intel nel suo anno fiscale 2026, rappresentando la prima volta nella storia che ciò accade. Apple spende cifre superiori dal 2018, ma il confronto risulta meno significativo dato che la casa di Cupertino concentra gli investimenti prevalentemente sullo sviluppo di prodotti finiti piuttosto che su tecnologie fondamentali e processi produttivi.
La riduzione della forza lavoro si traduce inevitabilmente in un ridimensionamento delle attività di ricerca. Decine di progetti sono stati cancellati o accorpati negli ultimi due anni, e gli analisti si aspettano che il budget R&D per il 2026 subisca ulteriori contrazioni. La domanda cruciale è se Intel riuscirà a mantenere investimenti almeno paragonabili alla somma di quelli di AMD e TSMC, i suoi due principali rivali rispettivamente nel settore dei prodotti e delle tecnologie di produzione.
Le uscite strategiche da mercati come modem 5G, memorie 3D NAND, Optane e server hanno certamente reso l'azienda più snella, ma hanno anche ridotto la sua capacità di investimento complessiva. Nel periodo d'oro tra il 2014 e il 2019, Intel spendeva in R&D più di AMD, NVIDIA, Qualcomm e TSMC messi insieme, un vantaggio competitivo che le permetteva di mantenere la leadership tecnologica su più fronti. Oggi quella supremazia finanziaria si è erosa, e con essa la capacità di Intel di dettare il passo dell'innovazione.
Il budget destinato alla ricerca e sviluppo non è solo un indicatore della salute finanziaria attuale, ma soprattutto una finestra sulle capacità competitive future. I prodotti che Intel lancerà nella seconda metà del decennio e all'inizio degli anni Trenta dipendono direttamente dagli investimenti odierni, tanto sul fronte architetturale quanto su quello dei processi produttivi. La competizione con AMD e NVIDIA sul piano dei processori, e con TSMC sul fronte foundry, richiede flussi di capitale costanti e ingenti.