Apple si prepara al lancio dei prossimi MacBook Pro equipaggiati con i nuovi chip della serie M5, e le prime conferme arrivano direttamente dal codice di macOS 26.3 Release Candidate. La build candidata al rilascio pubblico contiene infatti riferimenti espliciti a due nuove varianti che potrebbero debuttare molto presto sui portatili professionali di Cupertino, alimentando le aspettative di chi attendeva un aggiornamento sostanziale della gamma high-end.
L'analisi del codice di macOS 26.3 RC ha rivelato due identificativi SoC inediti: T6051 e T6052, associati rispettivamente ai codici piattaforma H17C e H17D. Seguendo la nomenclatura utilizzata finora da Apple per l'intera famiglia di processori Apple Silicon, questi identificativi corrisponderebbero quasi certamente ai chip M5 Max e M5 Ultra. La progressione dei codici è infatti sistematica: il chip M5 standard utilizza già l'identificativo T8142 con piattaforma H17G, mentre le varianti Pro delle generazioni precedenti hanno sempre adottato il suffisso "S" nei codici piattaforma (H13S per M1 Pro, H14S per M2 Pro, H15S per M3 Pro, H16S per M4 Pro).
Particolarmente significativa è l'assenza di qualsiasi riferimento all'M5 Pro, che secondo la logica nomenclatura dovrebbe utilizzare gli identificativi T6050/H17S. Questa mancanza nella Release Candidate, che teoricamente dovrebbe coincidere con la build finale destinata al rilascio pubblico, solleva interrogativi sulla tempistica di lancio delle diverse varianti. Potrebbe trattarsi di una strategia di rilascio scaglionato, con M5 Max e M5 Ultra destinati ai modelli di punta mentre la variante Pro potrebbe arrivare successivamente, oppure di un semplice ritardo nell'integrazione dei riferimenti software.
La tempistica suggerita dalle fonti di settore, in particolare Bloomberg, indica che i nuovi MacBook Pro sono programmati per il ciclo software di macOS 26.3, il che colloca il possibile annuncio nell'arco delle prossime settimane. La presenza degli identificativi nella Release Candidate conferma che il sistema operativo è già stato ottimizzato per supportare le nuove architetture, un passaggio tecnico necessario prima di qualsiasi lancio hardware. Questa sincronizzazione tra rilascio software e hardware è prassi consolidata per Apple, che garantisce così il pieno supporto alle funzionalità avanzate dei nuovi chip sin dal primo avvio.
La genealogia dei chip Apple Silicon mostra una progressione costante: dalla serie M1 lanciata nel 2020 con identificativo T8103, passando per M2 (T8112), M3 (T8122) e M4 (T8132), fino all'attuale M5 (T8142). Le varianti Pro, Max e Ultra hanno sempre seguito una numerazione parallela nella famiglia T6xxx, con incrementi sistematici a ogni generazione. L'M5 Max rappresenterebbe quindi l'evoluzione naturale dell'M4 Max (T6041/H16C), destinato ai MacBook Pro da 14 e 16 pollici nelle configurazioni più potenti, mentre l'M5 Ultra dovrebbe equipaggiare i futuri Mac Studio e Mac Pro, sostituendo l'attuale M2 Ultra che non ha ancora visto un successore nelle generazioni M3 e M4.
Dal punto di vista architetturale, i nuovi chip dovrebbero basarsi sul processo produttivo a 3 nanometri di seconda generazione di TSMC, garantendo miglioramenti in termini di efficienza energetica e prestazioni rispetto alla prima generazione utilizzata per la serie M4. Le aspettative puntano su un incremento del numero di core prestazionali, configurazioni di memoria unificate ancora più capienti e ottimizzazioni specifiche per carichi di lavoro legati all'intelligenza artificiale, in linea con la strategia Apple Intelligence che richiede potenza di calcolo locale sempre maggiore.