Siamo nel 2026, l'anno che una parte del mondo aspettava e il motivo è uno solo: Grand Theft Auto 6. I possessori di PlayStation 5 e Xbox Series X|S potranno (salvo rimandi dell'ultimo minuto) vivere il sogno americano distorto di Lucia e Jason a partire dal 19 novembre 2026, ma per i giocatori PC questo non sarà possibile.
Ancora una volta, Rockstar ha deciso di rimandare la versione PC di almeno un anno, per cui niente GTA VI su Steam al day one . È la solita, vecchia strategia del "doppio incasso" (anche conosciuto come double dipping) che conosciamo dai tempi di GTA V e Red Dead Redemption 2.
Non è tutto perduto. Vero, per GTA VI gli utenti "master race" dovranno attendere, ma in tutto questo potrebbe esserci un "salvatore inaspettato". No, chiaramente non indossa una camicia hawaiana e non impugna una pistola, ma sicuramente avrà un'armatura di piastre, brandisce una spada magica e al 100% potrà prendere a calci una gallina (virtuale, si intende...).
Sto parlando di Fable. In questo 2026, il reboot firmato Playground Games non è sembra solo "un altro RPG", ma qualcosa di decisamente più ambizioso. Vero, uscirà anche su console, ma su PC potrebbe divenire quel qualcosa in più (anche grazie al modding) che non capitava dai tempi di un certo The Witcher 3. A conti fatti (salvo anche qui rimandi) Fable è il GTA VI dei giocatori PC. E vi spiego perché questa non è una provocazione, ma una verità tecnica e filosofica.
La sete di libertà
Perché giochiamo a GTA? Sì, per la satira sociale, per la guida, per le sparatorie. Ma il motivo primordiale, quello che ci tiene incollati allo schermo per centinaia di ore, è la simulazione di libertà. È la possibilità di entrare in un mondo coerente e di piegarlo alla nostra volontà, nonché il desiderio di vedere come il sistema reagisce se decidiamo di infrangere le regole. Se parcheggio l'auto in mezzo all'autostrada, cosa succede? Se tiro un pugno a un passante, la polizia interviene? Se entro in quel negozio, posso interagire con il commesso?
Fable, nella visione ambiziosa di Playground Games, risponde esattamente a questa stessa fame atavica, solo declinandola in un dialetto diverso. Se GTA VI è il simulatore definitivo del crimine americano, Fable si candida a essere il simulatore definitivo della vita (e della malvagità) fantasy. Non avremo auto sportive, ma avremo un sistema di interazione sociale che promette di far impallidire qualunque gioco attualmente disponibile sul mercato. Playground ha parlato di mille NPC con routine uniche, "scritti a mano". Questo significa che il mondo di Albion non è un fondale di cartone, ma bensì un ecosistema reattivo.
In GTA rubi un'auto e scappi che è sempre molto divertente, ma in Fable, potremmo sedurre la moglie del sindaco, comprarne la casa, sfrattarlo, diventare il nuovo proprietario del bordello locale e poi andare a caccia di mostri.
La densità di interazione promessa da questo reboot è l'unica cosa, nel panorama attuale, in grado di competere con la complessità sistemica di un titolo Rockstar (anche se ovviamente non li sto confrontando direttamente). Per il giocatore PC che cerca quel brivido di onnipotenza, quella sensazione di dire "Chissà se il gioco mi permette di fare questa cosa orribile/divertente", Fable sembra essere l'unica risposta valida nel 2026.
Satira
Un altro punto di contatto sorprendente tra i due titoli è il tono. GTA è famoso per la sua satira corrosiva della cultura americana: il consumismo, le celebrità, i social media, la politica. È uno specchio deformante della realtà. Fable, storicamente e nella sua nuova incarnazione, fa la stessa identica cosa, ma con la cultura britannica e i topos del fantasy.
L'umorismo di Fable è cinico, dissacrante, spesso volgare. Mentre in GTA VI rideremo della parodia di un influencer di TikTok o di un politico corrotto della Florida, in Fable rideremo dell'eroe decaduto che si lamenta dei reumatismi, del contadino che ci insulta con un accento cockney incomprensibile, o della burocrazia assurda della Gilda degli Eroi.
Entrambi i giochi rifiutano la solennità e rifiutano di essere "epici" nel senso noioso del termine. Ci invitano a ridere del mondo e di noi stessi. Per un giocatore PC che cerca una narrativa matura, non nel senso di "drammatica" alla The Last of Us, ma nel senso di intelligente e stratificata, Fable potrebbe divenire il rifugio perfetto. Un po' come la commedia nera che controbilancia il dramma nonché il parco giochi dove le regole morali sono fatte per essere piegate.
Il modding
Non possiamo parlare di PC gaming senza parlare di mod. Sappiamo che GTA VI, quando arriverà su PC tra un anno o due, avrà una scena modding incredibile. Ma per ora, su console, è un gioco "chiuso". Quello che Rockstar offre, noi giochiamo.
Fable, arrivando su PC (e conoscendo la community Xbox/Windows), si aprirà molto prima alla creatività degli utenti. Non parlo solo di mod grafiche o di "Thomas il Trenino" al posto dei draghi (anche se succederà). Parlo di ribilanciamenti, di nuove quest, di interfacce personalizzate. La natura sandbox di Fable si presta già di base e meravigliosamente al modding.
Mentre gli utenti console saranno vincolati alle patch ufficiali di Rockstar, su PC potremo iniziare a plasmare Albion a nostra immagine e somiglianza fin dalle prime settimane. È un livello di possesso del software che consola (in parte) dalla mancanza del gioco Rockstar.
Un'alternativa, non un ripiego
Sarebbe ipocrita dire che Fable sostituirà GTA VI: nessun gioco può sostituire un evento culturale di quella portata. Quando i nostri amici parleranno della rapina alla banca di Vice City, i giocatori PC si sentiranno un po' esclusi e sarà inevitabile.
Ma definire Fable un semplice "contentino" sarebbe un errore madornale. Playground Games sta costruendo qualcosa che, per certi versi, è ancora più ambizioso di GTA. Creare una città realistica è difficile, ma creare un mondo fantasy che reagisce organicamente al fatto che tu sia buono o cattivo, che si ricorda se hai preso a calci quel pollo tre giorni fa, o che cambia l'economia in base a quanti negozi hai comprato... questa è una sfida di design immensa.
In questo 2026 orfano di Rockstar su Windows, Fable diventa il manifesto del PC gaming. È il gioco che permetterà di perdersi, di vivere una seconda vita, di essere chi si vuole. Magari non potremo rubare un'auto da corsa e scappare dalla polizia a tre stelle, ma potremo rubare una spada leggendaria, comprare il castello del Re e farci adorare (o temere) da un'intera nazione. E onestamente, tra il puzzo di benzina e polvere da sparo della Florida e l'aria frizzante e magica di Albion, forse quest'anno i giocatori PC non sono poi così sfortunati.