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Ubuntu in Cina è pronto a spodestare Microsoft e Google

Ubuntu diventerà il sistema operativo di riferimento per le istituzioni cinesi, con il nome di Ubuntu Kylin. Succede grazie a un'alleanza tra Canonical e il Ministero dell'Industria e dell'Information Technology, più in particolare con il CSIP (China Software and Integrated Promotions Center).

"Il CIPS ha selezionato Ubuntu di Canonical come base per l'architettura di riferimento così da offrire un sistema operativo aperto, flessibile, ampiamente usato e standardizzato", si legge nella nota diffusa da Canonical. "L'annuncio fa parte del programma quinquennale del governo cinese che mira a promuovere il software open source e ad accelerare la crescita dell'ecosistema aperto in Cina".

Oltre a questo accordo, che di per sé ha una portata enorme, Canonical dovrebbe anche partecipare – con il ministero per la Tecnologia di Difesa, alla creazione del CCN Open Source Innovation Joint Lab a Pechino. Si tratta di un laboratorio che raccoglierà personale specializzato con l'obiettivo di sviluppare la "versione cinese" di Ubuntu, con l'obiettivo dichiarato di dare vita a un sostituto di Windows.

Questo nuovo sistema operativo si chiamerà Ubuntu Kylin, e sarà dotato di funzioni e caratteristiche specifiche per il mercato cinese  e per gli usi a cui è destinato: ecco quindi la tastiera e il calendario cinesi, ma anche il collegamento con servizi musicali nazionali, le mappe di Baidu, sistemi di pagamento locali e altro.

"Il team di Ubuntu Kylin sta collaborando con WPS, la più popolare suite da ufficio in Cina, e sta creando un sistema per la modifica di fotografie e strumenti di gestione che potrebbero trovare spazio anche in altre versioni di Ubuntu in tutto il mondo", spiegano i rappresentanti di Canonical.

La prima versione di Ubuntu Kylin dovrebbe arrivare già il mese prossimo, e secondo alcuni questa iniziativa può potenzialmente arrecare un danno sostanziale a Microsoft. Di certo l'azienda non vede di buon occhio la possibilità di perdere milioni di dollari in licenze nel mercato più redditizio, proprio mentre investe per arginare il problema della pirateria nel paese asiatico.

E forse anche Google deve preoccuparsi. Canonical ha infatti specificato che Ubuntu Kylin, proprio come la versione "normale", arriverà anche su altre piattaforme oltre al PC, vale a dire smartphone e tablet. Considerato che Pechino non vede di buon occhio il predominio di Android, si capisce che questa novità è una minaccia più che concreta.

I dirigenti di Canonical saranno ovviamente soddisfatti, visto che con questo nuovo accordo Ubuntu potrebbe fare il grande salto e raggiungere una diffusione enorme. Vale la pena tuttavia di notare che c'è almeno una criticità: come coniugare lo spirito del software libero con lo stretto controllo e le regole censorie che vigono in Cina?