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Whatsapp, Telegram… l’evoluzione passa da blockchain?

Kakaotalk è un app di messaggistica istantanea lanciata nel 2010 dall'azienda sudcoreana Kakao corp. Ha impiegato svariati anni per presentarsi al pubblico internazionale, diventando popolare in tutto il mondo grazie alle chiamate VOIP, utilizzabili da un gruppo di massimo 5 persone. KakaoTalk è l'app del suo genere più utilizzata in corea del sud. Ha battuto […]

Kakaotalk è un app di messaggistica istantanea lanciata nel 2010 dall'azienda sudcoreana Kakao corp. Ha impiegato svariati anni per presentarsi al pubblico internazionale, diventando popolare in tutto il mondo grazie alle chiamate VOIP, utilizzabili da un gruppo di massimo 5 persone. KakaoTalk è l'app del suo genere più utilizzata in corea del sud. Ha battuto i rivali probabilmente a causa delle funzionalità aggiuntive che la rendono simile ad un social network e altri diversi servizi come giochi e transazioni finanziarie.

Una di queste funzioni è la ricerca di persone all'interno dell'app stessa: si può trovare qualcuno con cui parlare inserendo criteri molto specifici, e ciò è possibile perché in fase di registrazione vengono richiesti molti dati personali. Una scelta che spaventa le persone che vogliono tutelare la propria privacy. Tant'è che nel 2014 Telegram riuscì a strappare molti utenti a Kakaotalk grazie alla crittografia end-to-end e a un contesto favorevole.

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Sempre nel 2014, infatti, kakaotalk fu oggetto di uno scandalo inerente alcuni commenti negativi diretti al Presidente del Paese. Il governo tentò di farli sparire, e sembra che Kakao agevolò l'operazione rivelando dati personali dei propri utenti. Telegram diventò così l'app più popolare della Corea del Sud: loro registravano 610.000 nuovi utenti mentre kakaotalk ne perdeva 400.000.

Blockchain per ripartire

È una storia come tante, quella di un'azienda che ha fatto poca attenzione alla privacy dei suoi utenti e che ne ha pagato le conseguenze. Le soluzioni possibili sono molte, non tutte convincenti, e il dirigente di kakaotalk Joh Su-yong ha pensato bene di giocarsi la "carta blockchain".

Il recente annuncio ci dice che sarà creata una nuova divisione di persone esperte del settore, per sviluppare una piattaforma blockchain entro la fine dell'anno. In particolare prevedono di attingere dai mercati esteri attraverso le sue proprietà intellettuali come musica, cartoni animati, giochi e video.

"Continueremo a migliorare il nostro potenziale di crescita integrando perfettamente i servizi della società Kakao corporation e promuoveremo attivamente la presenza nel mercato globale. Il progetto in questione sarà denominato kakao 3.0", ha dichiarato Joh in una conferenza stampa a Seoul, insieme al co-CEO Yeo Min-soo as. "Ground X, è il nuovo il team di Kakao specializzato sulla blockchain, esplorerà la tecnologia con l'obiettivo di conquistare la leadership tecnologica in Asia", ha affermato la società.

Kakao corp. ha già esperienza nel mondo delle cryptovalute, avendo intregrato i suoi servizi di messaggistica con uno degli exchange sudcoreani più famosi e utiizzati, Upbit.

Usando blockchain in effetti sarebbe possibile garantire la riservatezza dei messaggi e anche il modo in cui i dati vengono utilizzati – applicando principi simili a quelli di cui abbiamo parlato a proposito del sistema elettorale. Potrebbe essere un miglioramento della privacy? Questo resta da vedere, così come il successo dell'operazione di kakaotalk. Se dovesse funzionare, d'altra parte, i sistemi di comunicazione personale potrebbero seguirne le orme molto velocemente. Oppure potrebbe essere un tentativo di attirare le persone con una delle parole del momento – blockchain – e sarà tutto un fuoco di paglia. Secondo voi?

Mattia Franzoni

foto mattiaImprenditore, Blockchain Enthusiast, transumanista, Biohacker, Miner. Mattia passa la vita a studiare nuove tecnologie che potrebbero risolvere molti problemi della vita attuale. Scrittore della prima rivista italiana che parla di criptovalute e blockchain. Copywriter presso NovaMining, una startup blockchain che ha sviluppato un protocollo per incrementare trasparenza e competitività tra le pool. Lo trovate su Facebook.