image/svg+xml
Logo Tom's Hardware
  • Hardware
  • Videogiochi
  • Mobile
  • Elettronica
  • EV
  • Scienze
  • B2B
  • Quiz
  • Tom's Hardware Logo
  • Hardware
  • Videogiochi
  • Mobile
  • Elettronica
  • EV
  • Scienze
  • B2B
  • Quiz
  • Forum
  • Sconti & Coupon
Offerte & Coupon
Accedi a Xenforo
Immagine di Idrogeno verde, risolto il problema nascosto Idrogeno verde, risolto il problema nascosto...
Immagine di Un noto integratore cerebrale accorcia la vita degli uomini Un noto integratore cerebrale accorcia la vita degli uomini...

Buco nero emette un'esplosione radio da record

Osservato per la prima volta un buco nero che distrugge una stella lontano dal centro galattico, con segnali radio in rapido cambiamento.

Advertisement

Avatar di Antonello Buzzi

a cura di Antonello Buzzi

Senior Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 17/10/2025 alle 08:20

La notizia in un minuto

  • Un buco nero supermassiccio è stato osservato per la prima volta mentre divora una stella a 2.600 anni luce dal centro galattico, ribaltando le teorie consolidate sulla loro distribuzione esclusivamente nei nuclei delle galassie
  • L'evento AT 2024tvd ha mostrato emissioni radio straordinariamente rapide e variabili mai registrate prima, con due distinti bagliori separati da mesi che rivelano meccanismi di rilascio di materia finora sconosciuti
  • La scoperta suggerisce che i buchi neri possano "risvegliarsi" episodicamente dopo periodi di inattività e che la loro popolazione nelle regioni periferiche delle galassie sia molto più numerosa del previsto

Riassunto generato con l’IA. Potrebbe non essere accurato.

Quando acquisti tramite i link sul nostro sito, potremmo guadagnare una commissione di affiliazione. Scopri di più

Un buco nero che divora una stella a distanza inusuale dal cuore della galassia che lo ospita: è quanto hanno osservato per la prima volta gli astrofisici studiando un fenomeno noto come evento di distruzione mareale. La scoperta, che ribalta molte convinzioni consolidate sulla distribuzione e il comportamento dei buchi neri supermassicci nell'universo, ha rivelato emissioni radio straordinariamente intense e variabili, suggerendo meccanismi di rilascio di materia finora sconosciuti e ben più complessi di quanto immaginato.

Il team internazionale guidato dal dottor Itai Sfaradi e dalla professoressa Raffaella Margutti dell'Università della California a Berkeley ha identificato questo evento eccezionale, catalogato come AT 2024tvd, analizzando dati provenienti da alcuni dei più potenti radiotelescopi al mondo. Tra i collaboratori figura anche il professor Assaf Horesh del Racah Institute of Physics dell'Università Ebraica di Gerusalemme, ex supervisore dello stesso Sfaradi, che ha coordinato le osservazioni dell'Arcminute Microkelvin Imager Large Array nel Regno Unito.

Ciò che rende questo evento davvero straordinario non è solo la sua posizione anomala, ma soprattutto la rapidità con cui le emissioni radio hanno mostrato cambiamenti mai registrati prima. Il buco nero responsabile si trova infatti a circa 2.600 anni luce dal centro della sua galassia ospite, una distanza che mette in discussione le teorie tradizionali secondo cui i buchi neri supermassicci risiedono esclusivamente nei nuclei galattici. Questa localizzazione inattesa suggerisce che tali oggetti cosmici possano esistere e rimanere attivi in regioni molto più periferiche di quanto si credesse.

Gli eventi di distruzione mareale si verificano quando una stella si avvicina troppo a un buco nero massiccio e viene letteralmente fatta a brandelli dalle immense forze gravitazionali. In questo caso specifico, però, le osservazioni hanno rivelato qualcosa di completamente nuovo: due distinti bagliori radio che si sono evoluti a una velocità senza precedenti, indicando che potenti flussi di materiale sono stati espulsi dall'area circostante il buco nero non immediatamente dopo la distruzione stellare, ma diversi mesi dopo.

Mai osservate emissioni così rapide da un buco nero divoratore di stelle

Le analisi dettagliate dei dati hanno permesso di identificare almeno due eventi di espulsione separati, distanziati di mesi l'uno dall'altro. Questo schema temporale rappresenta una prova inequivocabile che i buchi neri possano "risvegliarsi" episodicamente dopo periodi di apparente inattività, rilasciando materiale attraverso processi ritardati e stratificati che contraddicono i modelli teorici più semplici. Le osservazioni sono state condotte utilizzando strumenti di prim'ordine come il Very Large Array, ALMA, l'Allen Telescope Array e il Submillimeter Array.

Il contributo del team dell'Università Ebraica di Gerusalemme si è rivelato fondamentale per documentare l'evoluzione insolitamente rapida delle emissioni radio, caratteristica distintiva di questo evento e indizio cruciale per comprenderne la natura fisica. "Questa è una delle scoperte più affascinanti a cui abbia partecipato", ha dichiarato il professor Horesh, sottolineando con orgoglio che la ricerca sia stata guidata dal suo ex studente e che rappresenti un ulteriore traguardo che colloca Israele all'avanguardia nell'astrofisica internazionale.

Secondo quanto affermato dal dottor Sfaradi, autore principale dello studio pubblicato su The Astrophysical Journal Letters, non era mai stata osservata un'emissione radio così intensa proveniente da un buco nero divoratore situato lontano dal centro galattico, né tantomeno con una velocità di evoluzione simile. Queste caratteristiche costringono la comunità scientifica a riconsiderare profondamente le conoscenze consolidate sul comportamento dei buchi neri e sui meccanismi che regolano il rilascio di energia dopo eventi catastrofici come la distruzione di una stella.

Fonte dell'articolo: www.sciencedaily.com

Le notizie più lette

#1
Perplexity Computer: ho speso 200 euro in 12 ore così non devi farlo tu
2

Business

Perplexity Computer: ho speso 200 euro in 12 ore così non devi farlo tu

#2
RDNA 5 AT0, la top AMD torna per i gamer
9

Hardware

RDNA 5 AT0, la top AMD torna per i gamer

#3
Il MacBook low-cost avrà queste limitazioni
3

Hardware

Il MacBook low-cost avrà queste limitazioni

#4
SwitchBot AI Hub rivoluziona la smart home con OpenClaw

Altri temi

SwitchBot AI Hub rivoluziona la smart home con OpenClaw

#5
Samsung Galaxy S26 e S26 Ultra, perfettamente bilanciati
4

Anteprima

Samsung Galaxy S26 e S26 Ultra, perfettamente bilanciati

👋 Partecipa alla discussione!

0 Commenti

⚠️ Stai commentando come Ospite . Vuoi accedere?

Invia

Per commentare come utente ospite, clicca triangoli

Cliccati: 0 /

Reset

Questa funzionalità è attualmente in beta, se trovi qualche errore segnalacelo.

Segui questa discussione

Advertisement

Ti potrebbe interessare anche

Un noto integratore cerebrale accorcia la vita degli uomini
1

Scienze

Un noto integratore cerebrale accorcia la vita degli uomini

Di Antonello Buzzi
Idrogeno verde, risolto il problema nascosto
5

Scienze

Idrogeno verde, risolto il problema nascosto

Di Antonello Buzzi
Risolto il mistero del nitrito dei cavalli

Scienze

Risolto il mistero del nitrito dei cavalli

Di Antonello Buzzi
Simboli di 40.000 anni riscrivono le origini della scrittura

Scienze

Simboli di 40.000 anni riscrivono le origini della scrittura

Di Antonello Buzzi
Prostata: microplastiche trovate nel 90% dei tumori

Scienze

Prostata: microplastiche trovate nel 90% dei tumori

Di Antonello Buzzi

Advertisement

Advertisement

Footer
Tom's Hardware Logo

 
Contatti
  • Contattaci
  • Feed RSS
Legale
  • Chi siamo
  • Privacy
  • Cookie
  • Affiliazione Commerciale
Altri link
  • Forum
Il Network 3Labs Network Logo
  • Tom's Hardware
  • SpazioGames
  • CulturaPop
  • Data4Biz
  • SosHomeGarden
  • Aibay
  • Coinlabs

Tom's Hardware - Testata giornalistica associata all'USPI Unione Stampa Periodica Italiana, registrata presso il Tribunale di Milano, nr. 285 del 9/9/2013 - Direttore: Andrea Ferrario

3LABS S.R.L. • Via Pietro Paleocapa 1 - Milano (MI) 20121
CF/P.IVA: 04146420965 - REA: MI - 1729249 - Capitale Sociale: 10.000 euro

© 2026 3Labs Srl. Tutti i diritti riservati.