image/svg+xml
Logo Tom's Hardware
  • Hardware
  • Videogiochi
  • Mobile
  • Elettronica
  • EV
  • Scienze
  • B2B
  • Quiz
  • Tom's Hardware Logo
  • Hardware
  • Videogiochi
  • Mobile
  • Elettronica
  • EV
  • Scienze
  • B2B
  • Quiz
  • Forum
  • Sconti & Coupon
Offerte & Coupon
Accedi a Xenforo
Immagine di Un terzo del mondo ospita il Toxoplasma nel cervello Un terzo del mondo ospita il Toxoplasma nel cervello...
Immagine di Reddito garantito, le evidenze parlano chiaro Reddito garantito, le evidenze parlano chiaro...

Troppi cibi industriali? Ecco cosa rischi davvero

Gli alimenti ultra-processati dominano le diete americane e sono collegati a infiammazione e malattie cardiache, con rischi maggiori per gli anziani.

Advertisement

Avatar di Antonello Buzzi

a cura di Antonello Buzzi

Senior Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 29/09/2025 alle 08:35

La notizia in un minuto

  • Una ricerca su oltre 9.000 adulti americani dimostra il collegamento diretto tra consumo di alimenti ultra-processati e aumento dell'infiammazione cronica, misurata attraverso la proteina C-reattiva ad alta sensibilità (hs-CRP), principale indicatore di rischio cardiovascolare
  • Gli alimenti ultra-processati rappresentano il 60% delle calorie consumate dagli adulti americani e il 70% nei bambini, con chi ne consuma di più che presenta una probabilità dell'11% maggiore di avere livelli elevati di infiammazione
  • I ricercatori paragonano l'industria alimentare moderna a quella del tabacco del passato, evidenziando la necessità di politiche di salute pubblica per ridurre gli additivi dannosi e promuovere alimenti integrali

Riassunto generato con l’IA. Potrebbe non essere accurato.

Quando acquisti tramite i link sul nostro sito, potremmo guadagnare una commissione di affiliazione. Scopri di più

L'infiammazione cronica rappresenta oggi uno dei principali indicatori di rischio cardiovascolare, e la sua misurazione attraverso la proteina C-reattiva ad alta sensibilità (hs-CRP) è diventata uno strumento diagnostico fondamentale per i medici. Una ricerca della Florida Atlantic University ha ora stabilito un collegamento diretto tra i livelli di questa proteina e il consumo di alimenti ultra-processati, rivelando come la dieta moderna stia letteralmente alimentando un'epidemia silenziosa di infiammazione. Lo studio, pubblicato sull'American Journal of Medicine, analizza i dati di oltre 9.000 adulti americani e fornisce le prime evidenze su scala nazionale di questa preoccupante correlazione.

Il carico nascosto degli alimenti industriali nella dieta americana

I numeri sono impressionanti: negli Stati Uniti, gli alimenti ultra-processati rappresentano quasi il 60% delle calorie consumate dagli adulti e raggiungono il 70% nella dieta dei bambini. Si tratta di prodotti industriali come bibite gassate, snack confezionati e carni lavorate, arricchiti con centinaia di additivi precedentemente sconosciuti all'organismo umano. Questi alimenti vengono progettati per durare a lungo sugli scaffali, ma il prezzo da pagare è la perdita di valore nutrizionale e l'aumento del consumo compulsivo.

La ricerca ha suddiviso i partecipanti in quattro gruppi in base al consumo di alimenti ultra-processati: dal gruppo più virtuoso che ne consuma tra lo 0% e il 19% delle calorie giornaliere, fino a quello più esposto che arriva tra il 60% e il 79%. Il consumo mediano si attesta al 35% delle calorie quotidiane, un dato che già di per sé evidenzia quanto questi prodotti abbiano colonizzato le tavole americane.

L'infiammazione come spia di un problema più grande

I risultati dello studio rivelano un quadro allarmante: chi consuma maggiori quantità di alimenti ultra-processati presenta livelli significativamente più elevati di hs-CRP, un biomarcatore che il fegato produce in risposta all'infiammazione sistemica. Gli individui del gruppo con il consumo più alto mostrano una probabilità dell'11% maggiore di avere livelli elevati di questa proteina rispetto a chi consuma meno alimenti industriali.

Anche il consumo moderato comporta un aumento del rischio del 14%

Particolarmente interessante è la variabilità del rischio tra diverse fasce demografiche. Gli adulti tra i 50 e i 59 anni presentano un rischio del 26% superiore rispetto ai giovani tra i 18 e i 29 anni, mentre l'obesità amplifica il pericolo dell'80%. Anche il fumo contribuisce negativamente con un incremento del 17% del rischio, confermando come diversi fattori di rischio si sommino in una spirale pericolosa per la salute cardiovascolare.

Il parallelo storico con l'industria del tabacco

La dottoressa Allison H. Ferris, autrice principale dello studio e professoressa presso il Dipartimento di Medicina della FAU, sottolinea come questi risultati abbiano implicazioni cruciali sia per la pratica clinica che per le strategie di salute pubblica. I ricercatori tracciano un parallelo illuminante con la storia dell'industria del tabacco, ricordando come siano stati necessari decenni di evidenze scientifiche e l'impegno di funzionari sanitari lungimiranti per arrivare a politiche che scoraggiassero il fumo.

Il dottor Charles H. Hennekens, co-autore dello studio, evidenzia come le multinazionali che producono alimenti ultra-processati esercitino oggi un'influenza simile a quella delle compagnie del tabacco del passato. Secondo i ricercatori, è probabile che si verifichi una traiettoria analoga, con una crescente consapevolezza che porterà eventualmente ad azioni concrete di sanità pubblica, anche se i cambiamenti potrebbero richiedere tempo a causa della resistenza di questi potenti attori economici.

Verso una rivoluzione alimentare necessaria

Lo studio non si limita a identificare il problema dell'infiammazione cardiovascolare, ma collega il consumo di alimenti ultra-processati anche all'aumento preoccupante dei tassi di cancro colorettale negli Stati Uniti, particolarmente evidente tra i giovani adulti. Questo suggerisce che gli effetti negativi di questi prodotti si estendano ben oltre il sistema cardiovascolare, coinvolgendo potenzialmente diverse patologie gastrointestinali.

I ricercatori sottolineano l'importanza di un approccio coordinato che includa sforzi governativi per ridurre gli additivi dannosi, migliorare l'etichettatura alimentare e promuovere opzioni più salutari nei programmi pubblici e nelle scuole. Allo stesso tempo, riconoscono le sfide che molte persone affrontano nell'accesso a scelte alimentari più sane e economicamente sostenibili, evidenziando la necessità di una risposta di salute pubblica più ampia e strutturata.

Il messaggio per i professionisti sanitari è chiaro: considerare attivamente il dialogo con i pazienti sui rischi degli alimenti ultra-processati e sui benefici dell'aumento del consumo di alimenti integrali potrebbe rappresentare un intervento preventivo di grande impatto, supportato ora da solide evidenze scientifiche su scala nazionale.

Fonte dell'articolo: www.sciencedaily.com

Le notizie più lette

#1
Password manager: cos'è, come funziona, a cosa serve

Hardware

Password manager: cos'è, come funziona, a cosa serve

#2
L’AI non sostituirà gli sviluppatori. Renderà evidente chi lo è davvero.

Business

L’AI non sostituirà gli sviluppatori. Renderà evidente chi lo è davvero.

#3
Ho visto il DLSS 4.5 dal vivo: cambia le regole del gioco

Hardware

Ho visto il DLSS 4.5 dal vivo: cambia le regole del gioco

#4
Kingdom Come Deliverance, abbiamo provato la versione current-gen
9

Videogioco

Kingdom Come Deliverance, abbiamo provato la versione current-gen

#5
Dacia Sandero Stepway GPL: nuovo motore, solita certezza
2

Automotive

Dacia Sandero Stepway GPL: nuovo motore, solita certezza

👋 Partecipa alla discussione!

0 Commenti

⚠️ Stai commentando come Ospite . Vuoi accedere?

Invia

Per commentare come utente ospite, clicca triangoli

Cliccati: 0 /

Reset

Questa funzionalità è attualmente in beta, se trovi qualche errore segnalacelo.

Segui questa discussione

Advertisement

Ti potrebbe interessare anche

Reddito garantito, le evidenze parlano chiaro

Scienze

Reddito garantito, le evidenze parlano chiaro

Di Antonello Buzzi
Un terzo del mondo ospita il Toxoplasma nel cervello

Scienze

Un terzo del mondo ospita il Toxoplasma nel cervello

Di Antonello Buzzi
Fosforo quantistico: la svolta che cambia tutto

Scienze

Fosforo quantistico: la svolta che cambia tutto

Di Antonello Buzzi
Big Crunch, l’universo potrebbe collassare
1

Scienze

Big Crunch, l’universo potrebbe collassare

Di Antonello Buzzi
Depressione e ansia: la cura è nell'esercizio fisico

Scienze

Depressione e ansia: la cura è nell'esercizio fisico

Di Antonello Buzzi

Advertisement

Advertisement

Footer
Tom's Hardware Logo

 
Contatti
  • Contattaci
  • Feed RSS
Legale
  • Chi siamo
  • Privacy
  • Cookie
  • Affiliazione Commerciale
Altri link
  • Forum
Il Network 3Labs Network Logo
  • Tom's Hardware
  • SpazioGames
  • CulturaPop
  • Data4Biz
  • TechRadar
  • SosHomeGarden
  • Aibay

Tom's Hardware - Testata giornalistica associata all'USPI Unione Stampa Periodica Italiana, registrata presso il Tribunale di Milano, nr. 285 del 9/9/2013 - Direttore: Andrea Ferrario

3LABS S.R.L. • Via Pietro Paleocapa 1 - Milano (MI) 20121
CF/P.IVA: 04146420965 - REA: MI - 1729249 - Capitale Sociale: 10.000 euro

© 2026 3Labs Srl. Tutti i diritti riservati.