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Sicurezza digitale rafforzata dalle memorie quantistiche

L'integrazione in protocolli di quantum money dimostra che le memorie quantistiche possono gestire applicazioni complesse per il networking quantistico.

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Avatar di Antonello Buzzi

a cura di Antonello Buzzi

Senior Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 23/09/2025 alle 12:45

La notizia in un minuto

  • Ricercatori parigini hanno integrato per la prima volta una memoria quantistica ottica in un protocollo crittografico completo, dimostrando la creazione di "token monetari quantistici" impossibili da falsificare basati sul principio del non-clonaggio quantistico
  • La piattaforma ha raggiunto prestazioni da record con efficienza quasi unitaria e rumore estremamente basso, superando i rigorosi requisiti di sicurezza e aprendo la strada a transazioni digitali teoricamente inviolabili
  • Questo breakthrough va oltre i ripetitori quantistici, abilitando applicazioni avanzate come comunicazione anonima e calcolo quantistico distribuito, rappresentando un passo cruciale verso sistemi quantistici scalabili e interconnessi

Riassunto generato con l’IA. Potrebbe non essere accurato.

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Il mondo delle memorie quantistiche ha appena superato una soglia cruciale che potrebbe rivoluzionare il futuro delle transazioni digitali sicure. Un team di ricercatori del Laboratorio Kastler Brossel di Parigi è riuscito per la prima volta a integrare con successo una memoria quantistica ottica all'interno di un protocollo crittografico completo, dimostrando che questa tecnologia è finalmente matura per applicazioni di rete estremamente sofisticate. L'esperimento, pubblicato su Science Advances, rappresenta un punto di svolta nell'evoluzione della tecnologia quantistica applicata alla sicurezza informatica.

La moneta inviolabile di Wiesner prende vita

Il concetto alla base di questo esperimento affonda le radici negli anni '80, quando il fisico Stephen Wiesner immaginò di sfruttare le leggi della meccanica quantistica per creare banconote impossibili da falsificare. La sua intuizione si basava su un principio fondamentale della fisica quantistica: gli stati quantistici sconosciuti non possono essere copiati senza essere alterati. Questo "teorema del non-clonaggio" garantirebbe una sicurezza teoricamente inviolabile, molto superiore a qualsiasi metodo di protezione classico.

A differenza delle dimostrazioni precedenti che evitavano la fase di archiviazione, l'esperimento parigino ha incorporato un passaggio intermedio di memorizzazione, elemento essenziale per le applicazioni del mondo reale dove i dati quantistici devono essere conservati e rilasciati su richiesta. I ricercatori hanno utilizzato impulsi luminosi deboli la cui polarizzazione codificava le informazioni, memorizzandoli in un grande insieme di atomi neutri raffreddati con laser.

Una piattaforma tecnologica d'avanguardia

La piattaforma di memoria quantistica utilizzata dal team ha raggiunto prestazioni da record, combinando un'efficienza quasi unitaria con un rumore estremamente basso. Dopo la fase di archiviazione, gli stati quantistici sono stati recuperati e fatti passare attraverso il resto del protocollo, dove dovevano essere validati secondo rigorose soglie di sicurezza. Il sistema ha dimostrato di poter soddisfare i requisiti stringenti della transazione, consentendo con successo la creazione e la verifica di "token monetari quantistici".

"Questa è la prima volta che una memoria quantistica viene integrata in un protocollo crittografico completo", spiega Hadriel Mamann, ex dottorando presso il LKB e primo autore dello studio. L'esperimento ha combinato diversi progressi chiave sia nell'implementazione fotonica che nella fase di memorizzazione, raggiungendo l'alta efficienza e il basso rumore richiesti dal protocollo.

Le memorie quantistiche possono ora gestire uno dei test più impegnativi

Oltre i ripetitori quantistici: nuovi orizzonti applicativi

Sebbene le memorie quantistiche siano principalmente conosciute come componenti fondamentali per i ripetitori quantistici, che consentirebbero la distribuzione dell'entanglement su lunghe distanze per un futuro internet quantistico, la loro utilità si estende molto oltre. Possono sincronizzare processori quantistici, allocare l'entanglement attraverso una rete e, come dimostrato in questo studio, abilitare compiti precedentemente considerati irraggiungibili.

La professoressa Eleni Diamanti, co-responsabile dello studio e direttrice del Paris Center for Quantum Technologies, sottolinea l'importanza di questo risultato: "Questa dimostrazione apre la strada a una gamma molto più ampia di applicazioni, dai protocolli sicuri multi-parte alla comunicazione anonima". L'impatto va oltre la crittografia, aprendo la strada a funzionalità avanzate di networking quantistico, dove le memorie fungono da buffer e sincronizzatori essenziali.

Verso sistemi quantistici scalabili e interconnessi

Questo breakthrough tecnologico si basa sui precedenti progressi del gruppo del professor Laurat, come la dimostrazione di memorie quantistiche altamente efficienti per l'entanglement, e del gruppo della professoressa Diamanti, come l'implementazione ottica della moneta quantistica verificabile. La ricerca rappresenta un elemento chiave per il calcolo quantistico distribuito e per la costruzione di sistemi quantistici veramente scalabili e interconnessi.

L'integrazione di memorie quantistiche in protocolli crittografici completi segna un momento storico per la tecnologia quantistica applicata. Quello che fino a ieri era considerato un concetto teorico affascinante ma impraticabile, oggi si trasforma in una realtà sperimentale concreta, promettendo di rivoluzionare il modo in cui concepiamo la sicurezza nelle transazioni digitali del futuro.

Fonte dell'articolo: phys.org

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