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Nuovo ittiosauro riscrive il Giurassico inferiore

Un ittiosauro del Pliensbachiano scoperto nel Dorset svela nuovi dettagli sull'evoluzione dei rettili marini del Giurassico antico.

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Avatar di Antonello Buzzi

a cura di Antonello Buzzi

Senior Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 25/02/2026 alle 09:05

La notizia in un minuto

  • Scoperta la nuova specie Xiphodracon goldencapensis, il "Drago Spada di Dorset": un ittiosauro lungo circa tre metri risalente al Pliensbachiano (Early Giurassico), rimasto inosservato per oltre vent'anni dopo il ritrovamento del 2001 lungo la Jurassic Coast britannica.
  • L'esemplare, straordinariamente completo, colma una delle lacune più critiche nel registro fossile degli ittiosauri, suggerendo che il grande ricambio faunistico del gruppo avvenne molto prima di quanto si ritenesse, riscrivendo le tappe evolutive tra le faune pre e post-Pliensbachiane.
  • Lo scheletro conserva tracce di lesioni traumatiche e segni di una probabile morsicatura inferta da un predatore di taglia superiore, offrendo uno spaccato inedito sulle dinamiche di vita e morte negli oceani giurassici.

Riassunto generato con l’IA. Potrebbe non essere accurato.

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Nel panorama della paleontologia dei rettili marini mesozoici, una scoperta proveniente dalle celebri scogliere del Dorset apre una finestra su un periodo evolutivo ancora largamente oscuro: il Pliensbachiano, una fase dell'Early Giurassico compresa tra 193 e 184 milioni di anni fa. Un esemplare straordinariamente completo di ittiosauro, classificato come nuova specie e nuovo genere, consente oggi ai ricercatori di ridisegnare alcune tappe fondamentali nell'evoluzione di questi rettili marini che per decine di milioni di anni dominarono gli oceani del Mesozoico. La scoperta, pubblicata sulla rivista internazionale Papers in Palaeontology, è il risultato di un lavoro condotto da un team internazionale di paleontologi guidato dal dottor Dean Lomax, Honorary Research Fellow presso l'Università di Manchester e 1851 Research Fellow all'Università di Bristol.

Il fossile fu recuperato nel 2001 dal collezionista del Dorset Chris Moore nei pressi di Golden Cap, lungo la Jurassic Coast britannica — il tratto di litorale che dal XVIII secolo ha restituito migliaia di resti di ittiosauri, a partire dai leggendari ritrovamenti della paleontologa pioniera Mary Anning. Nonostante la sua eccezionale qualità di conservazione, lo scheletro rimase privo di studio approfondito per oltre vent'anni, fino a quando non fu acquisito dal Royal Ontario Museum di Toronto, che ospita una delle più grandi collezioni mondiali di ittiosauri. È proprio lì che i ricercatori hanno potuto analizzarlo in dettaglio e riconoscerne la straordinaria unicità tassonomica.

La nuova specie è stata battezzata Xiphodracon goldencapensis — il "Drago Spada di Dorset" — un nome che racchiude due riferimenti precisi: xiphos, termine greco per "spada", allude al muso allungato e appuntito dell'animale, mentre dracon, comune al greco e al latino, richiama la tradizione di oltre duecento anni che vuole gli ittiosauri chiamati "draghi marini". L'animale, lungo circa tre metri, aveva dimensioni paragonabili a un delfino moderno e si nutriva verosimilmente di pesci e cefalopodi: alcuni ricercatori ipotizzano che tracce del suo ultimo pasto possano essere ancora conservate all'interno dei resti.

Dal punto di vista anatomico, lo scheletro si distingue per una serie di caratteristiche mai documentate in nessun altro ittiosauro. Particolarmente notevole è la morfologia di un elemento osseo prossimo alla narice — il lacrimale — che presenta sporgenze simili a protuberanze o biforcazioni, una struttura senza precedenti nel registro fossile del gruppo. Il cranio mostra inoltre un'orbita oculare di dimensioni notevolmente ampie e un muso allungato a forma di lama, elementi che insieme hanno guidato la diagnosi della nuova entità tassonomica.

Il contesto stratigrafico del ritrovamento è ciò che conferisce alla scoperta il suo peso evolutivo più significativo. I ricercatori sanno da tempo che le faune di ittiosauri precedenti e successive al Pliensbachiano sono profondamente differenti tra loro: diverse famiglie si estinsero durante questo intervallo e nuove famiglie emersero, eppure le dinamiche precise di questa transizione erano rimaste largamente sconosciute per la scarsità di fossili risalenti a questo periodo. Come ha spiegato la co-autrice professoressa Judy Massare della State University of New York at Brockport: "Migliaia di scheletri completi o quasi completi di ittiosauri sono noti dagli strati sia precedenti sia successivi al Pliensbachiano. Le due faune sono nettamente distinte, senza specie in comune, pur mostrando un'ecologia simile. Un cambiamento rilevante nella diversità delle specie avvenne in questo intervallo, ma non sappiamo ancora perché."

Xiphodracon è più strettamente imparentato con specie del Toarciano, il successivo piano del Giurassico inferiore, e la sua scoperta suggerisce che il grande ricambio faunistico degli ittiosauri avvenne molto prima di quanto si ritenesse.

Questa collocazione filogenetica precisa, emersa dall'analisi delle relazioni evolutive tra Xiphodracon e le altre specie note, è il contributo più rilevante della ricerca al dibattito scientifico sull'evoluzione degli ittiosauri. Il dottor Lomax ha sottolineato come, al momento della prima osservazione dello scheletro nel 2016, l'eccezionalità dell'esemplare fosse già evidente, ma il suo ruolo nella ricostruzione della transizione faunistica del Pliensbachiano si è chiarito solo nel corso dell'analisi sistematica. Questo esemplare è oggi considerato il rettile preistorico più completo mai rinvenuto riferibile a questo piano stratigrafico.

Lo scheletro non racconta soltanto una storia evolutiva: restituisce anche un quadro vivido delle condizioni di vita negli oceani giurassici britannici. Secondo la co-autrice dottoressa Erin Maxwell del Museo di Storia Naturale di Stoccarda, alcune ossa degli arti e diversi denti presentano anomalie morfologiche riconducibili a lesioni traumatiche o patologie contratte durante la vita dell'animale. Ancora più significativo è il fatto che il cranio rechi i segni di ciò che appare come una morsicatura inferta da un predatore di dimensioni molto maggiori — con ogni probabilità un'altra specie di ittiosauro di taglia superiore — evento che potrebbe rappresentare la causa diretta della morte dell'individuo.

Si tratta del primo nuovo genere di ittiosauro del Giurassico inferiore descritto dalla Jurassic Coast in oltre un secolo, un dato che testimonia quanto il registro fossile di questo periodo rimanga ancora lacunoso nonostante secoli di ricerche sistematiche lungo quel tratto di costa. La scoperta di Xiphodracon non chiude il capitolo, ma lo riapre: le domande sui meccanismi ecologici e ambientali che determinarono il grande ricambio faunistico del Pliensbachiano restano aperte e richiedono l'identificazione di ulteriori esemplari che possano integrare la finestra temporale ancora quasi del tutto priva di evidenze fossili. Lo scheletro del "Drago Spada di Dorset" sarà presto esposto al pubblico presso il Royal Ontario Museum di Toronto, dove continuerà a stimolare nuovi studi e nuove domande sul mondo perduto degli oceani mesozoici.

Fonte dell'articolo: www.sciencedaily.com

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