image/svg+xml
Logo Tom's Hardware
  • Hardware
  • Videogiochi
  • Mobile
  • Elettronica
  • EV
  • Scienze
  • B2B
  • Quiz
  • Tom's Hardware Logo
  • Hardware
  • Videogiochi
  • Mobile
  • Elettronica
  • EV
  • Scienze
  • B2B
  • Quiz
  • Forum
  • Editor's Choice
  • Sconti & Coupon
Offerte & Coupon
Accedi a Xenforo
Immagine di Denti di 2700 anni svelano la vita nell'età del ferro Denti di 2700 anni svelano la vita nell'età del ferro...
Immagine di Svelati i segreti nei barattoli di Darwin Svelati i segreti nei barattoli di Darwin...

Il T. rex impiegava 40 anni per raggiungere la taglia adulta

Nuova ricerca sfida le stime consolidate sulla crescita del T. rex: l'animale raggiungeva le otto tonnellate non a 25, ma intorno ai 40 anni di età.

Advertisement

Avatar di Antonello Buzzi

a cura di Antonello Buzzi

Senior Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 06/03/2026 alle 08:40

La notizia in un minuto

  • Una nuova ricerca su 17 esemplari di tiranosauridi ribalta le stime precedenti: il T. rex non smetteva di crescere a 25 anni, ma continuava per circa 40 anni, raggiungendo fino a otto tonnellate di peso.
  • Grazie a tecniche innovative di imaging a luce polarizzata e modelli statistici avanzati, sono stati scoperti anelli di crescita ossea finora invisibili, suggerendo che i protocolli standard dell'intera disciplina potrebbero necessitare una revisione.
  • Lo studio riapre il dibattito sul complesso di specie Tyrannosaurus rex: i fossili "Jane" e "Petey" mostrano pattern di crescita statisticamente anomali, alimentando l'ipotesi che appartengano a specie distinte come Nanotyrannus.

Riassunto generato con l’IA. Potrebbe non essere accurato.

Quando acquisti tramite i link sul nostro sito, potremmo guadagnare una commissione di affiliazione. Scopri di più

La ricostruzione della biologia del Tyrannosaurus rex continua a riservare sorprese alla comunità scientifica. Da oltre un secolo, i paleontologi studiano gli anelli di crescita annuali conservati nelle ossa fossilizzate di questo grande predatore cretaceo, analogamente a quanto si fa con i cerchi di accrescimento nei tronchi degli alberi. Tuttavia, una nuova ricerca pubblicata sulla rivista peer-reviewed PeerJ sfida in modo sostanziale le stime precedenti, ridisegnando la curva di crescita del T. rex con una metodologia senza precedenti per ampiezza e precisione statistica. Il risultato più sorprendente: l'animale non raggiungeva la sua massa adulta a 25 anni, come si credeva, ma continuava a crescere per circa 40 anni, fino a un peso massimo di circa otto tonnellate.

Lo studio, condotto da Holly Woodward, professoressa di anatomia alla Oklahoma State University, e dal matematico e paleobiologo Nathan Myhrvold di Intellectual Ventures, rappresenta l'analisi più dettagliata mai realizzata sulla storia vitale di T. rex. Il gruppo di ricerca ha esaminato 17 esemplari di tiranosauridi, spaziando da giovani giovanissimi fino agli adulti di dimensioni massime, combinando la microscopia delle sezioni ossee con modelli statistici avanzati. Come ha dichiarato la stessa Woodward, "questo è il più grande dataset mai assemblato per Tyrannosaurus rex", ottenuto esaminando gli anelli di crescita preservati nelle ossa fossilizzate per ricostruire la storia di accrescimento anno per anno di ciascun individuo.

Una delle principali difficoltà metodologiche di questo tipo di ricerca risiede nel fatto che il record fossile non conserva l'intera traiettoria di vita di un singolo animale. Una sezione trasversale di osso di T. rex cattura tipicamente solo gli ultimi 10-20 anni della vita del dinosauro, lasciando lacune significative nelle fasi giovanili. Per superare questo ostacolo, il team ha sviluppato un approccio statistico originale: unire i dati di crescita di esemplari di età diverse per costruire una curva di accrescimento composita dell'intera specie. Secondo Myhrvold, "la curva di crescita composita offre una visione molto più realistica di come Tyrannosaurus cresceva e di quanto variasse nelle dimensioni".

Un contributo tecnico altrettanto rilevante riguarda l'imaging delle sezioni ossee. I ricercatori hanno scoperto che la luce circolarmente polarizzata e quella a polarizzazione incrociata permettono di rivelare anelli di crescita precedentemente non rilevabili con le tecniche standard. Questa metodologia ha consentito di identificare marcatori nascosti che avevano portato in passato a sottostimare il numero degli anelli di accrescimento, e quindi l'età degli esemplari. Le implicazioni sono rilevanti per l'intera disciplina: come ha sottolineato Myhrvold, "i protocolli tipicamente usati negli studi di crescita potrebbero necessitare di una revisione", poiché l'interpretazione di anelli ravvicinati era stata fino ad oggi sistematicamente sottovalutata.

Una fase di crescita protratta per quarant'anni potrebbe aver permesso ai giovani tiranosauridi di ricoprire una varietà di ruoli ecologici all'interno del loro ambiente, contribuendo al loro dominio come carnivori apicali alla fine del Cretaceo.

La durata prolungata dello sviluppo somatico non è solo un dato biologico interessante in sé, ma ha implicazioni ecologiche profonde. Jack Horner, coautore dello studio e ricercatore della Chapman University, ha sottolineato come una fase di crescita di quattro decenni possa aver permesso agli esemplari più giovani di occupare nicchie ecologiche differenziate rispetto agli adulti pienamente sviluppati. Questa struttura demografica complessa potrebbe essere uno dei fattori che consentirono ai tiranosauridi di dominare come carnivori apicali durante la tarda parte del periodo Cretaceo, circa 66-68 milioni di anni fa.

Lo studio ha anche affrontato uno dei dibattiti più accesi nella paleontologia dei tiranosauridi: se alcuni fossili attribuiti a T. rex appartengano in realtà a specie distinte. Il campione analizzato è stato deliberatamente inquadrato come appartenente al "complesso di specie Tyrannosaurus rex", un termine che riconosce esplicitamente la possibilità che i fossili rappresentino specie o sottospecie correlate. Alcune proposte avanzate in letteratura ipotizzano che certi esemplari più piccoli appartengano a una specie separata denominata Nanotyrannus, piuttosto che a individui giovanili di T. rex; altri ricercatori hanno persino suggerito che i maggiori esemplari potrebbero rappresentare due o tre specie distinte, ipotesi ancora controverse nella comunità scientifica.

Particolarmente indicativa è l'analisi di due fossili noti con i soprannomi "Jane" e "Petey": i loro pattern di crescita si discostano in modo statisticamente significativo rispetto agli altri 15 esemplari del dataset. Sebbene la sola analisi degli anelli di crescita non possa dimostrare l'appartenenza a una specie separata, la divergenza è abbastanza marcata da sollevare interrogativi legittimi. Notevolmente, uno studio indipendente di Zanno e Napoli, condotto con tecniche diverse, ha raggiunto una conclusione analoga, identificando Jane e Petey come rappresentanti di due specie distinte di Nanotyrannus: una convergenza di risultati che rafforza la plausibilità dell'ipotesi, pur senza renderla ancora definitiva.

Il quadro complessivo che emerge da questa ricerca è quello di un animale più longevo, ecologicamente più complesso e biologicamente più variabile di quanto le precedenti stime lasciassero intendere. La combinazione di un campione fossile ampliato, nuovi strumenti analitici statistici e tecniche di imaging avanzate apre prospettive metodologiche che potranno essere applicate ad altri dinosauri e, più in generale, ad altri vertebrati estinti. Le domande rimaste aperte riguardano soprattutto la reale consistenza tassonomica del complesso T. rex: futuri studi potranno chiarire se le differenze nei pattern di crescita osservate corrispondano effettivamente a confini di specie o riflettano semplicemente la variabilità intraspecifica tipica di un grande predatore territoriale distribuito su vaste aree geografiche.

Fonte dell'articolo: www.sciencedaily.com

Le notizie più lette

#1
NordVPN - Recensione
4

Hardware

NordVPN - Recensione

#2
Surfshark VPN - Recensione
2

Hardware

Surfshark VPN - Recensione

#3
CyberGhost VPN - Recensione
4

Hardware

CyberGhost VPN - Recensione

#4
ExpressVPN - Recensione
4

Hardware

ExpressVPN - Recensione

#5
Truffa CPU nei laptop di un noto brand cinese
4

Hardware

Truffa CPU nei laptop di un noto brand cinese

👋 Partecipa alla discussione!

0 Commenti

⚠️ Stai commentando come Ospite . Vuoi accedere?

Invia

Per commentare come utente ospite, clicca quadrati

Cliccati: 0 /

Reset

Questa funzionalità è attualmente in beta, se trovi qualche errore segnalacelo.

Segui questa discussione

Advertisement

Ti potrebbe interessare anche

Svelati i segreti nei barattoli di Darwin
1

Scienze

Svelati i segreti nei barattoli di Darwin

Di Antonello Buzzi
Denti di 2700 anni svelano la vita nell'età del ferro

Scienze

Denti di 2700 anni svelano la vita nell'età del ferro

Di Antonello Buzzi
L'Alzheimer può nascere da infiammazioni periferiche

Scienze

L'Alzheimer può nascere da infiammazioni periferiche

Di Antonello Buzzi
Creata una molecola a nastro di Möbius inedita

Scienze

Creata una molecola a nastro di Möbius inedita

Di Antonello Buzzi
Nuovo fotorilevatore cattura luce in 125 picosecondi

Scienze

Nuovo fotorilevatore cattura luce in 125 picosecondi

Di Antonello Buzzi

Advertisement

Advertisement

Footer
Tom's Hardware Logo

 
Contatti
  • Contattaci
  • Feed RSS
Legale
  • Chi siamo
  • Privacy
  • Cookie
  • Affiliazione Commerciale
Altri link
  • Forum
Il Network 3Labs Network Logo
  • Tom's Hardware
  • SpazioGames
  • CulturaPop
  • Data4Biz
  • SosHomeGarden
  • Aibay
  • Coinlabs

Tom's Hardware - Testata giornalistica associata all'USPI Unione Stampa Periodica Italiana, registrata presso il Tribunale di Milano, nr. 285 del 9/9/2013 - Direttore: Andrea Ferrario

3LABS S.R.L. • Via Pietro Paleocapa 1 - Milano (MI) 20121
CF/P.IVA: 04146420965 - REA: MI - 1729249 - Capitale Sociale: 10.000 euro

© 2026 3Labs Srl. Tutti i diritti riservati.