Per anni abbiamo assistito a una guerra di logoramento, una trincea in cui Microsoft e Sony si sono scambiate colpi a suon di teraflops, esclusive e acquisizioni milIonarie. Mentre la polvere della gestione di Phil Spencer si posa e la nuova leadership di Asha Sharma inizia a delineare i contorni del futuro, ci rendiamo conto di una verità che ormai sembra più chiara che mai: la "console war", per come l'abbiamo conosciuta, studiata e vissuta, è morta.
PlayStation ha vinto la battaglia tradizionale della scatola chiusa sotto il televisore. Ma Microsoft, invece di ritirarsi, ha semplicemente deciso di cambiare campo di battaglia.
Project Helix è la prossima iterazione dell'hardware Xbox e non sarà una semplice console più potente, ma si preannuncia come un cambio di paradigma totale, un vero e proprio cavallo di Troia progettato per abbattere le mura classiche e portare l'ecosistema aperto del PC direttamente nel nostro salotto.
Con una mossa che riscrive le regole del mercato, Microsoft non sta più cercando di competere con la futura PlayStation 6. Il nuovo avversario, o per meglio dire, il nuovo modello di riferimento, è la Steam Machine di Valve.
Il nuovo futuro
Microsoft ha capito che per salvare la divisione hardware doveva smettere di pensare come un produttore di console e iniziare a pensare come un fornitore di piattaforme aperta.
Per questo motivo è molto probabile che Project Helix si configurerà come un PC ingegnerizzato con l'estetica e la semplicità "plug-and-play" di una console, ma mosso da una versione di Windows ottimizzata per i televisori e spogliata delle sue barriere commerciali.
L'obiettivo di Asha Sharma è chiaro: se non possiamo vincere vendendovi i nostri giochi, vinceremo diventando l'unico hardware di cui avete bisogno. Se comprate un gioco su Epic (o magari Steam, GOG e così via) e lo giocate su Helix, Microsoft non prenderà il 30%, ma vi terrà nel suo ecosistema, vi venderà il Game Pass, e raccoglierà i vostri dati.
Questa ibridazione, inoltre, forzerà quasi certamente la mano a Microsoft sull'annosa questione del multiplayer a pagamento: diventando un PC a tutti gli effetti, l'online non potrà che tornare gratuito, assestando un colpo d'immagine devastante a chi, come Sony, continua a blindare i giocatori dietro abbonamenti obbligatori.
Tuttavia non bisogna dimenticarsi della nuova Steam Machine. Ricordo la prima volta che ho letto del progetto Steam Machine nel 2013: 'idea di liberare il PC gaming portandolo in soggiorno con un sistema operativo basato su Linux era romantica, ma si tradusse in ben presto in un mezzo flop, questo a causa di un coacervo di macchine terze parti, con specifiche confuse e un OS acerbo.
Per questo, la mia prima reazione all'annuncio di Valve è stata di scetticismo. Eppure, questa volta è maledettamente diverso , perché Valve vuole di fatto dare vita all'atto finale di un piano decennale che ha avuto nel formidabile Steam Deck il suo "beta test" globale.
Se Microsoft pensa di poter dominare il concetto di "PC da salotto" con Project Helix, rischia di trovarsi di fronte a ben più di un mero competitor. Il Deck è stato il cavallo di Troia di Valve: ha reso Proton lo strumento capace di far girare migliaia di titoli AAA per Windows su Linux, cancellando il problema della mancanza di giochi.
Ha perfezionato SteamOS, creando un'esperienza console matura, scattante e priva del bloatware che da sempre affligge Windows. E ha introdotto il programma "Verified", eliminando l'ansia da compatibilità tipica del PC gamer.
È qui che si infiamma la vera guerra della prossima generazione. Microsoft lancerà il suo PC da salotto (Project Helix) in un mercato dove Valve offrirà già un dispositivo equivalente (Steam Machine) con un sistema operativo enormemente più leggero, ottimizzato per il gaming e privo degli aggiornamenti forzati o della confusione di Windows.
Microsoft ha dalla sua la potenza immensa del Game Pass e l'apertura a store come Epic, ma Valve possiede il cuore e il portafoglio dell'utenza PC mondiale.
PlayStation che farà?
E in tutto questo, che ruolo gioca Sony? PlayStation 6 continuerà a essere un ecosistema chiuso, il modello Apple del gaming. Esclusive dal taglio cinematografico, un ecosistema premium e un hardware chiuso.
A ogni modo, sebbene l'evoluzione di Valve sia innegabile e la strategia di apertura totale di Microsoft con Helix sia rivoluzionaria, decretare la morte di Sony o del concetto di console tradizionale sarebbe un errore grossolano.
Le console chiuse offrono un'esperienza utente diversa, basata su un'immediatezza "plug and play" che molti utenti, lontani dalle logiche del PC gaming, continuano a preferire. Evitare le complicazioni dei launcher multipli, delle impostazioni grafiche e dei potenziali conflitti hardware è un lusso per il quale il mercato di massa è ancora disposto a pagare.
Inoltre, il successo di queste nuove macchine ibride dipenderà ferocemente dal prezzo. Se la Steam Machine o Project Helix si posizioneranno nella fascia dei 900-1200 euro, richiederanno un investimento importante che non tutti saranno pronti ad affrontare a cuor leggero, specialmente se la concorrenza risponderà con macchine tradizionali più aggressive sul costo o con servizi rinnovati.
Senza contare che colossi come Sony non resteranno a guardare passivamente mentre Valve e Microsoft smantellano il concetto di hardware chiuso. I giapponesi hanno dimostrato più volte di sapersi reinventare, potenziando servizi come il PlayStation Plus o sfruttando la fidelizzazione decennale al loro brand.
La "Console War" binaria tra scatole di plastica dai colori diversi è finita. Quello che ci aspetta è uno scontro ben più affascinante tra filosofie: ecosistema chiuso contro le piattaforme aperte di Microsoft e Valve. Project Helix e la nuova Steam Machine non si limiteranno a contendersi le porte HDMI dei nostri televisori, ma cercheranno di ridefinire il concetto stesso di possesso digitale e di libertà di fruizione.
Se Microsoft riuscirà a gestire la complessità di Windows in un ambiente da salotto, e se Valve manterrà le promesse fatte con l'hardware e con SteamOS, assisteremo a una rivoluzione senza precedenti per quanto concerne l'ambiente videoludico.
Il mercato sarà costretto a migliorare, a innovare e, finalmente, a mettere la libertà del giocatore al centro dell'equazione. In questa nuova era, l'unico vero vincitore garantito, per una volta, sembra essere l'utente finale. E in un mercato che negli ultimi anni ci ha abituato a rincari, chiusure e licenziamenti, questa è senza dubbio la notizia più esaltante che potessimo sperare di leggere.