La distribuzione del grasso corporeo potrebbe rivelarsi un indicatore più affidabile della salute cerebrale rispetto al semplice peso o all'indice di massa corporea. Una ricerca pubblicata sulla rivista Radiology della Radiological Society of North America ha identificato due configurazioni di accumulo adiposo precedentemente sconosciute che mostrano correlazioni particolarmente forti con alterazioni cerebrali e declino cognitivo. Lo studio, condotto presso l'Affiliated Hospital della Xuzhou Medical University in Cina, rivoluziona l'approccio tradizionale all'obesità spostando l'attenzione dalla quantità alla localizzazione del tessuto adiposo.
Gli scienziati hanno analizzato i dati di risonanza magnetica di 25.997 partecipanti provenienti dalla UK Biobank, un'ampia banca dati che raccoglie scansioni MRI anonimizzate insieme a informazioni su parametri fisici, marcatori di malattia, storia clinica e stili di vita. Questo approccio ha permesso di confrontare gli esiti neurologici tra diversi profili di distribuzione del grasso, superando i limiti delle classificazioni soggettive basate esclusivamente sul peso corporeo o sull'indice di massa corporea.
La metodologia ha sfruttato la capacità della risonanza magnetica di quantificare con precisione il grasso nei vari compartimenti corporei, compresi gli organi interni. Come spiega Kai Liu, professore associato presso il Dipartimento di Radiologia dell'ospedale e coautore dello studio, il sistema di classificazione basato sui dati ha inaspettatamente scoperto due tipi di distribuzione adiposa mai definiti prima che meritano maggiore attenzione. Tra tutti i pattern identificati, due configurazioni si sono distinte per le loro associazioni con perdita di materia grigia, invecchiamento cerebrale accelerato, declino cognitivo e rischio elevato di malattie neurologiche.
Il primo profilo, definito "pancreatico predominante", è caratterizzato da livelli di grasso insolitamente elevati nel pancreas rispetto ad altre parti del corpo. Le persone con questa configurazione mostrano una frazione di densità protonica del grasso di circa il 30% nel pancreas, un valore da due a tre volte superiore rispetto ad altre categorie di distribuzione adiposa e fino a sei volte più alto rispetto agli individui magri con basso contenuto complessivo di grasso. Curiosamente, nonostante questi livelli elevati di grasso pancreatico, il grasso epatico non risulta significativamente aumentato in questo gruppo rispetto ad altri profili.
Il secondo profilo critico, denominato "skinny fat" (grasso nascosto), presenta caratteristiche particolarmente insidiose. Gli individui appartenenti a questa categoria accumulano alti livelli di grasso nella maggior parte delle aree corporee, ad eccezione di fegato e pancreas, con una tendenza all'accumulo nella regione addominale. La peculiarità di questo pattern risiede nel fatto che non corrisponde all'immagine tradizionale di una persona molto obesa: l'indice di massa corporea medio di questo gruppo si colloca infatti solo al quarto posto tra tutte le categorie identificate. L'incremento riguarda principalmente la proporzione di grasso, caratterizzandosi per un rapporto peso-muscolo elevato, specialmente negli individui di sesso maschile.
Le correlazioni negative con la salute cerebrale si sono manifestate in modo consistente sia negli uomini che nelle donne, sebbene siano emerse alcune differenze tra i sessi. Entrambi i profili di distribuzione adiposa hanno mostrato associazioni robuste con parametri neurologici compromessi, indipendentemente dal peso corporeo complessivo. Questa scoperta suggerisce che il cervello risponde in modo diverso a seconda di dove il grasso si accumula nel corpo, piuttosto che alla semplice quantità totale.
La ricerca si è concentrata specificamente sulle relazioni tra distribuzione del grasso e rischi neurologici e cognitivi, ma gli autori sottolineano la necessità di ulteriori indagini per comprendere come questi pattern possano influenzare altri esiti sanitari, compresi quelli cardiovascolari e metabolici. Il riconoscimento di queste diverse tipologie di distribuzione adiposa potrebbe consentire agli operatori sanitari di offrire indicazioni più personalizzate e interventi precoci mirati alla protezione della salute cerebrale. Come conclude Liu, la salute del cervello non dipende solo da quanto grasso si ha, ma anche da dove si accumula, aprendo nuove prospettive per strategie preventive che vadano oltre la semplice perdita di peso e considerino la ricomposizione corporea come obiettivo terapeutico primario.