Nelle acque costiere del Pacifico settentrionale, tra Vancouver e Seattle, una popolazione di orche a rischio estinzione ha mostrato un comportamento sorprendente, più vicino alle pratiche di benessere umane che alle abitudini marine. I Southern Residents, come vengono chiamati, usano le alghe kelp per veri e propri massaggi reciproci: mordono e modellano i pezzi di alga fino a creare strumenti tubolari con cui strofinano il corpo dei compagni. Questo comportamento, osservato per la prima volta con droni, è un raro esempio di utilizzo di strumenti nei mammiferi marini e una testimonianza della loro complessa vita sociale.
Una scoperta nata da osservazioni mirate
Il Center for Whale Research, guidato da Michael Weiss e Darren Croft dell’Università di Exeter, ha registrato il fenomeno durante dodici giornate di studio tra aprile e luglio 2024, documentando 30 episodi di “massaggio con kelp”. “Quando posizioniamo un drone sopra di loro, vediamo quasi sempre almeno una coppia impegnata in questa attività”, ha spiegato Weiss alla BBC News. Le orche scelgono tipi specifici di alghe, le staccano dalla base rocciosa e le modellano in tubi, poi li usano per massaggiare varie parti del corpo di un altro individuo.
Gli studiosi hanno coniato il termine “allokelping”, ispirato all’allogrooming dei primati. Come accade tra scimmie e grandi antropomorfe, anche qui il contatto fisico sembra avere una funzione duplice: migliorare l’igiene e rafforzare i rapporti sociali. “Il contatto fisico è fondamentale per costruire e mantenere le relazioni sociali, e queste orche sono incredibilmente sociali”, ha osservato Croft.
Un patrimonio culturale unico
I Southern Residents sono tra le orche più studiate al mondo, grazie a oltre cinquant’anni di monitoraggio iniziato da Ken Balcomb. L’osservazione costante ha svelato dinamiche uniche, dal ruolo delle femmine anziane al sostegno offerto ai figli maschi. Il massaggio con kelp aggiunge un ulteriore tassello a questa ricca “cultura” di gruppo, sottolineando l’importanza di proteggere la popolazione.
La scoperta mostra che le orche non solo usano oggetti, ma li modificano e pianificano il loro impiego, un comportamento finora documentato soprattutto in primati e alcuni uccelli. Resta da capire se la pratica sia limitata ai Southern Residents o diffusa altrove. L’uso di droni consente oggi di osservare queste interazioni senza disturbare gli animali, aprendo nuove prospettive per studiare la complessità sociale dei mammiferi marini. Lo studio è stato pubblicato su Current Biology.