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Qual è il suono dei pianeti?

Nel 2022, le persone sulla Terra sono state in grado di sentire i suoni planetari di Marte grazie a due microfoni installati a bordo del rover Perseverance della NASA.

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a cura di Alessandro Crea

@Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 24/03/2022 alle 16:30
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Nel 2022, le persone sulla Terra sono state in grado di sentire i suoni planetari di Marte grazie a due microfoni installati a bordo del rover Perseverance della NASA. Le clip audio di questi suoni catturati nello spazio vanno da una raffica di vento marziano al suono scattante del laser del rover che colpisce una roccia.

Secondo la NASA, questi suoni sono sottilmente diversi da quelli che si sentirebbero sulla Terra, essendo più silenziosi e più ovattati a causa della minore densità e della diversa composizione dell'atmosfera marziana. Anche così, chiunque si aspetti che altri pianeti suonino in modo veramente "alieno", potrebbe essere deluso da quanto invece ordinari siano i suoni delle registrazioni di Perseverance. Ma ci sono altre possibilità. I suoni planetari che sentiamo, sono vibrazioni ondulate di molecole d'aria che si verificano all'interno della gamma di frequenze a cui le nostre orecchie sono sensibili, secondo la BBC.

Tuttavia, è possibile elaborare elettronicamente qualsiasi altro tipo di onda o oscillazione, ridimensionandola a frequenze udibili e quindi convertendola in un'onda sonora. Questo può essere fatto praticamente con qualsiasi tipo di dati astronomici, spesso con risultati decisamente spettrali. Il processo di trasformazione dei dati non acustici in suoni udibili, chiamato sonificazione, può avere benefici per gli astronomi coinvolti nell'analisi dei dati, secondo Scientific American.

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Uno degli esempi più noti è venuto dalla missione Rosetta dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Questa particolare sonificazione, rilasciata durante l'incontro nel novembre 2014, si basava su oscillazioni a bassa frequenza nel campo magnetico della cometa, che sono state poi scalate di un fattore di 10.000 per renderle udibili, secondo l'ESA. Chiamato "The Singing Comet" e ascoltato oltre 5 milioni di volte, questo è stato uno dei primi clip audio puri a diventare virale quando è stato pubblicato su SoundCloud, secondo la National Public Radio.

Un'altra promettente fonte di "suono" nello spazio esterno è la radioastronomia. Uno dei primi usi della radio qui sulla Terra è stato per la trasmissione del suono, e proprio come un segnale audio può essere trasportato da un'onda radio, così i dati del radiotelescopio possono essere trasformati in suoni udibili. Uno dei pionieri dell'"astronomia acustica" è Fiorella Terenzi, che la utilizzò inizialmente come ausilio all'analisi dei dati, e successivamente come forma di divulgazione scientifica.

Secondo Popular Mechanics, Terenzi ha iniziato a convertire le onde radio provenienti da galassie lontane in forma audio quando era una studentessa nel 1987. Ora professore alla Florida International University, Terenzi ha applicato tecniche simili ad altri dati astronomici, comprese le emissioni radio dai pianeti Giove e Saturno e la magnetosfera terrestre. Una selezione di clip audio può essere ascoltata sul suo sito web. Mentre i radiotelescopi terrestri ascoltano i segnali provenienti da grandi distanze, i sensori montati su veicoli spaziali interplanetari possono "sentire" le onde radio, e altri tipi di segnale, in situ.

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