image/svg+xml
Logo Tom's Hardware
  • Hardware
  • Videogiochi
  • Mobile
  • Elettronica
  • EV
  • Scienze
  • B2B
  • Quiz
  • Tom's Hardware Logo
  • Hardware
  • Videogiochi
  • Mobile
  • Elettronica
  • EV
  • Scienze
  • B2B
  • Quiz
  • Forum
  • Sconti & Coupon
Offerte & Coupon
Accedi a Xenforo
Immagine di Testato un nuovo vaccino universale contro COVID e influenza Testato un nuovo vaccino universale contro COVID e influenza...
Immagine di Dopo 100 anni, la teoria dei colori di Schrödinger è completa Dopo 100 anni, la teoria dei colori di Schrödinger è compl...

Creato un risonatore che intrappola luce su chip

Nuova geometria a racetrack con curve di Eulero per minimizzare le perdite di fotoni e aumentare l’intensità del campo luminoso interno.

Advertisement

Avatar di Antonello Buzzi

a cura di Antonello Buzzi

Senior Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 25/02/2026 alle 08:30

La notizia in un minuto

  • Ricercatori della University of Colorado Boulder hanno sviluppato microrisonatori ottici a calcogenuri con prestazioni tra le migliori mai raggiunte, capaci di intrappolare fotoni riducendo al minimo le perdite energetiche durante la circolazione della luce.
  • Due innovazioni chiave guidano il risultato: la geometria a risonatore a pista con curve di Eulero, che minimizza le perdite in curva, e l'uso dei calcogenuri, vetri semiconduttori ad alta trasparenza nell'infrarosso con forti proprietà ottiche non lineari, lavorati con litografia a fascio di elettroni a risoluzione sub-nanometrica.
  • Le applicazioni future spaziano da sensori chimici e biologici compatti a piattaforme per la metrologia quantistica, con l'obiettivo dichiarato di scalare la produzione a centinaia di migliaia di unità per trasformare il risultato di laboratorio in tecnologia concretamente disponibile.

Riassunto generato con l’IA. Potrebbe non essere accurato.

Quando acquisti tramite i link sul nostro sito, potremmo guadagnare una commissione di affiliazione. Scopri di più

Nella fotonica integrata, la capacità di confinare e manipolare la luce a scala micrometrica rappresenta una delle sfide tecnologiche più rilevanti della fisica applicata contemporanea. I microrisonatori ottici sono dispositivi in grado di intrappolare i fotoni in strutture di dimensioni microscopiche, amplificandone l'intensità fino a livelli sufficienti per abilitare processi ottici non lineari con applicazioni che spaziano dalla sensoristica avanzata alla computazione quantistica. Un gruppo di ricerca della University of Colorado Boulder (CU Boulder) ha ora sviluppato microrisonatori ottici ad altissima efficienza, raggiungendo prestazioni che si collocano tra le migliori mai ottenute con la classe di materiali utilizzata, aprendo prospettive concrete per una nuova generazione di sensori compatti e strumenti per la fotonica quantistica.

Il principio fisico alla base di questi dispositivi è relativamente intuitivo: la luce immessa in un microrisonatore circola al suo interno percorrendo un anello chiuso, e ogni volta che compie un giro la sua intensità si somma a quella dei passaggi precedenti, in modo analogo a come un'onda sonora si amplifica in una cavità risonante. Perché questo meccanismo funzioni efficacemente, è però indispensabile ridurre al minimo le perdite di fotoni durante la circolazione. È proprio su questo aspetto critico che il team di Boulder ha concentrato i propri sforzi, con risultati pubblicati sulla rivista Applied Physics Letters.

La prima innovazione riguarda la geometria del dispositivo. I ricercatori hanno adottato una configurazione a risonatore a pista (racetrack resonator), la cui forma allungata ricorda quella di una pista di atletica. In questa architettura, le curve rappresentano i punti critici: la luce, come un veicolo ad alta velocità, non riesce a percorrere curve a gomito senza perdere energia. Per risolvere il problema, il team ha integrato le cosiddette curve di Eulero, un tipo di curvatura a variazione graduale già impiegata nell'ingegneria stradale e ferroviaria. "Queste curve minimizzano le perdite per curvatura," ha spiegato Won Park, Sheppard Professor of Electrical Engineering e co-supervisore del progetto. "La nostra scelta di design è stata un'innovazione chiave di questo lavoro."

Grazie a questa geometria ottimizzata, i fotoni riescono a percorrere traiettorie più lunghe all'interno della struttura senza dissiparsi, aumentando significativamente il numero di cicli utili e, di conseguenza, l'intensità del campo luminoso interno. Bright Lu, dottorando al quarto anno in ingegneria elettrica e informatica e primo autore dello studio, ha precisato il significato applicativo di questo risultato: "Il nostro lavoro riguarda l'utilizzo di una minore potenza ottica con questi risonatori per usi futuri. Un giorno questi microrisonatori potranno essere adattati a un'ampia gamma di sensori, dalla navigazione all'identificazione di sostanze chimiche."

Il secondo elemento distintivo della ricerca riguarda la scelta del materiale. I dispositivi sono stati realizzati utilizzando i calcogenuri, una famiglia di vetri semiconduttori caratterizzati da elevata trasparenza nell'infrarosso e da forti proprietà ottiche non lineari. Questi materiali consentono alla luce intensa di propagarsi con perdite minime per assorbimento, una caratteristica fondamentale per il funzionamento ad alte prestazioni dei microrisonatori. "I calcogenuri sono materiali eccellenti per la fotonica grazie alla loro alta trasparenza e non linearità," ha sottolineato Park. "Il nostro lavoro rappresenta uno dei dispositivi con le migliori prestazioni mai realizzati con i calcogenuri, se non il migliore in assoluto."

"Stavamo inseguendo questo tipo di risonatore da molto tempo, e quando abbiamo visto le risonanze acute su questo nuovo dispositivo abbiamo capito subito di aver finalmente risolto il problema." — James Erikson, dottorando in fisica, CU Boulder

La lavorazione dei calcogenuri è però notoriamente complessa e richiede un controllo estremamente preciso durante la fabbricazione. Come ha evidenziato la professoressa Juliet Gopinath, che collabora con Park su questo progetto da oltre dieci anni: "I calcogenuri sono materiali difficili ma gratificanti per i dispositivi fotonici non lineari. I nostri risultati hanno dimostrato che minimizzare le perdite per curvatura consente di ottenere dispositivi a perdite ultraridotte, comparabili allo stato dell'arte nelle altre piattaforme di materiali."

La fabbricazione dei microrisonatori è avvenuta presso la sala bianca del Colorado Shared Instrumentation in Nanofabrication and Characterization (COSINC), utilizzando un sistema di litografia a fascio di elettroni di nuova generazione. Questa tecnica supera i limiti fisici imposti dalla litografia ottica tradizionale: mentre quest'ultima è vincolata dalla lunghezza d'onda della luce utilizzata per incidere i pattern, il fascio di elettroni non ha tale limitazione e consente di raggiungere risoluzioni sub-nanometriche. "Con gli elettroni possiamo realizzare le nostre strutture con una risoluzione sub-nanometrica, che è critica per i nostri microrisonatori," ha spiegato Lu, che ha descritto il processo di fabbricazione come una delle esperienze più soddisfacenti del progetto, sottolineando il fascino di trasformare un sottile film di vetro in un circuito ottico funzionante.

La caratterizzazione sperimentale dei dispositivi è stata condotta da James Erikson, dottorando in fisica specializzato in misurazioni laser. Erikson ha allineato con precisione sorgenti laser a guide d'onda microscopiche per iniettare e raccogliere la luce dai risonatori, monitorandone il comportamento interno. Il segnale diagnostico cercato erano le cosiddette "buche di risonanza" (dips): cali nella luce trasmessa che indicano l'intrappolamento e la circolazione dei fotoni all'interno della struttura. "L'indicatore più evidente della qualità del dispositivo è la forma delle risonanze, e vogliamo che siano profonde e strette, come un ago che perfora il segnale di fondo," ha descritto Erikson.

Un aspetto metodologico importante riguardava la distinzione tra luce assorbita e luce trasmessa: all'aumentare della potenza laser, il dispositivo si riscalda e le proprietà del materiale possono variare, alterando il comportamento del risonatore o rischiando di danneggiarlo. Comprendere e controllare questi effetti termici è stato dunque parte integrante del processo di valutazione delle prestazioni del dispositivo.

Le prospettive aperte da questi risultati sono molteplici e si estendono su un orizzonte temporale che ancora richiede sviluppo e consolidamento sperimentale. Nel breve termine, i microrisonatori potrebbero contribuire alla realizzazione di microlaser compatti e di sensori chimici e biologici ad alta sensibilità. Nel medio termine, la loro integrazione con altri componenti fotonici — modulatori, rilevatori, sorgenti laser — potrebbe portare alla costruzione di piattaforme fotoniche integrate per la metrologia quantistica e le reti di comunicazione quantistica. L'obiettivo dichiarato del gruppo è quello di sviluppare dispositivi sufficientemente robusti e riproducibili da poter essere affidati a un produttore per la fabbricazione su scala di centinaia di migliaia di unità: un passaggio necessario per trasformare un risultato di laboratorio in una tecnologia concretamente disponibile.

Fonte dell'articolo: www.sciencedaily.com

Le notizie più lette

#1
Vola negli USA per comprare un HDD e risparmia: siamo all'assurdo
4

Hardware

Vola negli USA per comprare un HDD e risparmia: siamo all'assurdo

#2
AWS, l’AI Kiro causa un'interruzione di 13 ore: ha cancellato e ricreato l'ambiente di produzione
1

Business

AWS, l’AI Kiro causa un'interruzione di 13 ore: ha cancellato e ricreato l'ambiente di produzione

#3
Fare domande furbette ai colloqui è inutile, ecco le prove
2

Business

Fare domande furbette ai colloqui è inutile, ecco le prove

#4
Intel lavora alle CPU next-gen a core unico
5

Hardware

Intel lavora alle CPU next-gen a core unico

#5
Dopo 100 anni, la teoria dei colori di Schrödinger è completa
1

Scienze

Dopo 100 anni, la teoria dei colori di Schrödinger è completa

👋 Partecipa alla discussione!

0 Commenti

⚠️ Stai commentando come Ospite . Vuoi accedere?

Invia

Per commentare come utente ospite, clicca cerchi

Cliccati: 0 /

Reset

Questa funzionalità è attualmente in beta, se trovi qualche errore segnalacelo.

Segui questa discussione

Advertisement

Ti potrebbe interessare anche

Dopo 100 anni, la teoria dei colori di Schrödinger è completa
1

Scienze

Dopo 100 anni, la teoria dei colori di Schrödinger è completa

Di Antonello Buzzi
Testato un nuovo vaccino universale contro COVID e influenza
7

Scienze

Testato un nuovo vaccino universale contro COVID e influenza

Di Antonello Buzzi
Alzheimer, un semplice test stima l’esordio clinico

Scienze

Alzheimer, un semplice test stima l’esordio clinico

Di Antonello Buzzi
Atlantico, una forza profonda ha creato un canyon di 500 km
1

Scienze

Atlantico, una forza profonda ha creato un canyon di 500 km

Di Antonello Buzzi
Perché il Sistema Solare esterno è pieno di “pupazzi”

Scienze

Perché il Sistema Solare esterno è pieno di “pupazzi”

Di Antonello Buzzi

Advertisement

Advertisement

Footer
Tom's Hardware Logo

 
Contatti
  • Contattaci
  • Feed RSS
Legale
  • Chi siamo
  • Privacy
  • Cookie
  • Affiliazione Commerciale
Altri link
  • Forum
Il Network 3Labs Network Logo
  • Tom's Hardware
  • SpazioGames
  • CulturaPop
  • Data4Biz
  • SosHomeGarden
  • Aibay
  • Coinlabs

Tom's Hardware - Testata giornalistica associata all'USPI Unione Stampa Periodica Italiana, registrata presso il Tribunale di Milano, nr. 285 del 9/9/2013 - Direttore: Andrea Ferrario

3LABS S.R.L. • Via Pietro Paleocapa 1 - Milano (MI) 20121
CF/P.IVA: 04146420965 - REA: MI - 1729249 - Capitale Sociale: 10.000 euro

© 2026 3Labs Srl. Tutti i diritti riservati.