La sicurezza dei vaccini a mRNA contro il COVID-19 somministrati durante la gravidanza continua a essere uno dei temi più sensibili nella ricerca medica contemporanea. Nonostante le agenzie sanitarie internazionali ne raccomandino l'utilizzo in tutte le fasi della gestazione, persistevano interrogativi sugli effetti a lungo termine sullo sviluppo neurologico dei bambini. Un nuovo studio prospettico multicentrico condotto all'interno del Maternal-Fetal Medicine Units Network negli Stati Uniti fornisce ora evidenze rassicuranti: non emerge alcuna associazione tra la vaccinazione materna e disturbi dello spettro autistico o altre problematiche dello sviluppo nei primi anni di vita.
Il team di ricerca guidato da George R. Saade, professore e direttore del Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia presso la Macon & Joan Brock Virginia Health Sciences at Old Dominion University di Norfolk, ha seguito 434 bambini di età compresa tra 18 e 30 mesi, la metà dei quali nati da madri vaccinate con almeno una dose di vaccino a mRNA durante la gravidanza o nei 30 giorni precedenti il concepimento. L'altra metà del campione costituiva il gruppo di controllo, composto da bambini le cui madri non avevano ricevuto il vaccino in quel periodo critico. Lo studio, condotto tra maggio 2024 e marzo 2025, ha adottato un approccio metodologico rigoroso per garantire la comparabilità dei due gruppi.
Per ridurre al minimo i fattori confondenti, i ricercatori hanno utilizzato un sistema di appaiamento delle madri vaccinate con quelle non vaccinate basato su parametri specifici: struttura ospedaliera dove è avvenuto il parto, data del parto, copertura assicurativa e appartenenza etnica. Sono state escluse dall'analisi le gravidanze che non hanno raggiunto le 37 settimane di gestazione, quelle gemellari e i casi in cui i neonati presentavano malformazioni congenite maggiori. Questo protocollo ha permesso di isolare l'effetto della vaccinazione materna eliminando variabili che avrebbero potuto influenzare gli esiti dello sviluppo neurologico.
La valutazione dello sviluppo infantile si è basata su strumenti validati e ampiamente utilizzati nella pratica clinica pediatrica. Il questionario principale, l'Ages and Stages Questionnaire Version 3, ha permesso di misurare i progressi in cinque aree cruciali: comunicazione, motricità grossolana, motricità fine, capacità di risoluzione dei problemi e interazione sociale personale. A completamento dell'indagine, il team ha analizzato i risultati della Child Behavior Checklist, della Modified Checklist for Autism in Toddlers e dell'Early Childhood Behavior Questionnaire, strumenti specificamente progettati per identificare segnali precoci di disturbi comportamentali e dello sviluppo, inclusi quelli dello spettro autistico.
Negli Stati Uniti sono attualmente raccomandati due tipi di vaccini anti-COVID-19: quelli basati su tecnologia a RNA messaggero (mRNA) e i vaccini a subunità proteica. Entrambe le formulazioni sono considerate sicure in tutte le fasi della gravidanza e vengono raccomandate dalle autorità sanitarie per proteggere sia la salute materna che quella del nascituro. I vaccini a mRNA, in particolare, hanno rappresentato una delle principali innovazioni farmaceutiche degli ultimi anni, utilizzando una piattaforma tecnologica che istruisce le cellule a produrre una proteina virale innocua che stimola la risposta immunitaria senza utilizzare il virus vivo.
Come ha sottolineato Brenna L. Hughes, professoressa di biologia riproduttiva e pianificazione familiare presso la Duke University di Raleigh e presidente ad interim del Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia, questo studio, condotto attraverso un rigoroso processo scientifico all'interno di una rete di studi clinici del NIH, dimostra risultati rassicuranti riguardo alla salute a lungo termine dei bambini le cui madri hanno ricevuto la vaccinazione COVID-19 durante la gravidanza. La pubblicazione dei risultati è prevista per febbraio 2026 sulla rivista scientifica PREGNANCY, organo ufficiale peer-reviewed della Society for Maternal-Fetal Medicine.
La ricerca è stata finanziata dall'Eunice Kennedy Shriver National Institute of Child Health and Human Development, uno dei principali enti di ricerca biomedica statunitensi. Gli autori hanno specificato che le conclusioni presentate rappresentano le loro valutazioni scientifiche indipendenti e non riflettono necessariamente le posizioni ufficiali dei National Institutes of Health. Questi risultati si inseriscono in un corpus crescente di evidenze scientifiche che supportano la sicurezza della vaccinazione in gravidanza, contribuendo a dissipare timori infondati e fornendo ai professionisti sanitari dati robusti per informare adeguatamente le donne in attesa sulle scelte vaccinali.