Il mercato dell’hardware ci ha abituati a montagne russe emotive e finanziarie, ma quello che sta accadendo nel settore delle memorie negli ultimi mesi rasenta l'assurdo. Siamo di fronte a un’impennata che definire "fisiologica" sarebbe un eufemismo: parliamo di un +500% di prezzo.
Avete letto bene: cinquecento percento.
Per dare una dimensione concreta al fenomeno, basti pensare ai kit di memoria DDR5 da 32 GB. Se a metà dell’anno scorso era possibile portarseli a casa con meno di 100 euro, oggi il mercato li propone a 400, 500, arrivando in certi casi a toccare la soglia folle dei 600 euro.
E se pensavate di trovare rifugio nel "vecchio" standard DDR4, purtroppo le notizie non sono migliori. Sebbene non si siano raggiunti i picchi estremi della DDR5, l’impennata è stata brutale: prezzi raddoppiati o triplicati. Insomma, l'idea di risparmiare puntando sulla generazione precedente è diventata impraticabile, a meno che la vostra piattaforma non vi obblighi a tale scelta.
Il motivo di questa deriva è ormai di dominio pubblico, ma vale la pena ribadirlo per inquadrare la gravità della situazione: le big tech sono entrate in una sorta di frenesia collettiva. La corsa alla costruzione di data center mastodontici per l’intelligenza artificiale ha generato ordini infiniti di memoria. I produttori, con la capacità produttiva saturata, hanno alzato i prezzi e le grandi corporation hanno accettato qualsiasi cifra pur di accaparrarsi i componenti. Il risultato? Il mercato consumer è andato serenamente in malora.
Cosa fare, dunque, se il vostro PC inizia a faticare e a "respirare affannosamente" ogni volta che aprite il browser? Quali sono le alternative per tenere duro finché la situazione non tornerà alla normalità (ammesso che i prezzi del passato tornino mai)? Oggi abbiamo pensato potesse esser utile offrirvi qualche suggerimento.
Il problema da risolvere
Prima di tutto è necessario fornire un minimo di contesto tecnico per capire perché la carenza di RAM sia un problema così limitante. Quando utilizzate un’applicazione o un videogioco, il computer compie un'operazione fondamentale: copia nella RAM tutti i dati necessari al funzionamento del software. Questo avviene perché la comunicazione tra RAM e processore è infinitamente più veloce rispetto a quella tra processore e storage (SSD o Hard Disk). Senza questa velocità, ogni singolo click si trasformerebbe in una piccola attesa snervante.
Inoltre, molti software moderni sono progettati architettonicamente per richiedere una specifica quantità di dati residenti in RAM; non è un capriccio degli sviluppatori, ma una necessità strutturale. Cosa succede, quindi, quando la memoria è piena "a tappo"?
Fondamentalmente, accadono due cose spiacevoli. In primis, il sistema deve continuamente "scaricare" dati per far spazio a quelli nuovi. In secondo luogo, se i dati necessari non trovano spazio, il sistema è costretto a caricarli direttamente dal disco. Qui inizia il disastro prestazionale: tutto rallenta, il sistema operativo arranca e alcune applicazioni decidono semplicemente di smettere di collaborare. Come evitare tutto questo senza poter aggiungere fisicamente dei banchi di memoria?
Ottimizza Windows
Ottimizzare Windows è, indubbiamente, la prima mossa fondamentale da compiere e, a dire il vero, dovreste farla a prescindere dal fatto che abbiate o meno problemi di saturazione della RAM.
Senza entrare in un dettaglio eccessivamente chirurgico, vediamo quali sono le aree principali su cui intervenire per recuperare risorse preziose.
La prima cosa su cui mettere mano sono i programmi in avvio automatico: Windows ne carica una quantità imbarazzante appena acceso e molti di questi non li userete mai durante la sessione, finendo per occupare memoria letteralmente "per sport". Aprite il Task Manager, guardate l’elenco e tutto quello che non vi serve disabilitatelo con un click destro, senza avere pietà.
Il secondo punto riguarda i servizi di Windows. Ce ne sono a decine pensati esclusivamente per ambienti aziendali, reti complesse, telemetria, indicizzazione avanzata o funzioni cloud che su un PC da gaming o per uso personale non servono a nulla. Disattivarli non vi libererà gigabyte interi, sia chiaro, ma qui stiamo parlando di una situazione di emergenza in cui bisogna spremere ogni singolo megabyte.
Terzo passo: via tutti gli ammennicoli grafici. Effetti, animazioni e trasparenze sono belli da vedere, ma non aggiungono nulla all’esperienza reale e, soprattutto, mangiano risorse che potreste destinare ad altro.
Passate poi a impostare correttamente il file di paging. Quando la RAM è piena, il sistema sposta alcuni dati sul disco: assicuratevi quindi che il file di paging sia posizionato sull’SSD più veloce che avete a disposizione. Se ne avete uno solo, beh, almeno assicuratevi che sia quello.
Infine, prestate molta attenzione alle applicazioni in background. Non parlo solo dell’avvio automatico, ma di quelle che aprite voi stessi e poi dimenticate di chiudere. Se avete l'abitudine di lasciare spesso il PC in standby, sforzatevi di chiudere tutto quello che non state usando attivamente. Sul controllo dei processi non mi dilungo oltre, sia perché esistono guide specifiche, sia perché oggi basta interrogare Google o un chatbot AI per sapere esattamente cosa fare in base alle proprie esigenze.
Prendi un SSD più veloce
In linea generale, un SSD più veloce non stravolge l'esperienza d'uso nella maggior parte delle applicazioni comuni, poiché è raro che un software saturi la velocità sequenziale massima. Tuttavia, lo scenario cambia drasticamente quando il sistema ricorre spesso al file di paging o ad accessi diretti allo storage per compensare la mancanza di RAM.
Fortunatamente, sebbene anche gli SSD stiano subendo rincari, non hanno raggiunto i livelli folli della memoria RAM. Se possedete ancora un vecchio disco meccanico o un SSD obsoleto rispetto agli standard supportati dalla vostra scheda madre, questo potrebbe essere un investimento sensato per mitigare i colli di bottiglia.
Prendi una scheda grafica con più memoria
C’è stato un tempo in cui la quantità di VRAM (la memoria della scheda video) era il fattore decisivo nelle scelte d'acquisto. Dopo anni di relativo disinteresse, quel momento è tornato. In ambito gaming, i titoli moderni sono estremamente esigenti: esattamente come la CPU si aspetta i dati nella RAM, la GPU necessita della sua memoria dedicata.
Se la VRAM è insufficiente, si innesca un ciclo continuo di carico e scarico dati che grava ulteriormente sulla RAM di sistema, già al limite. Invece di spendere 600 euro per un kit di RAM DDR5, potrebbe avere più senso investire una parte di quella cifra in una GPU con un quantitativo di memoria video superiore, capace di tamponare meglio il problema nei carichi di lavoro grafici.
Reinstalla Windows (o passa a Linux)
Se l'ottimizzazione non basta e il sistema appare compromesso, una mossa drastica ma efficace è la reinstallazione pulita di Windows. Partire da zero, ottimizzando il sistema immediatamente dopo l'installazione, garantisce la miglior base di partenza possibile in termini di gestione risorse.
Per chi volesse fare un passo ulteriore, specialmente su macchine più datate dove il budget per l'aggiornamento è stato polverizzato dai prezzi attuali, Linux rappresenta una valida alternativa. Oggi la compatibilità con i videogiochi è migliorata drasticamente e la leggerezza intrinseca del sistema operativo rispetto a Windows può rappresentare una vera boccata d'aria per un PC con poca RAM.
Passa al cloud
Se l'obiettivo primario è il gaming e il vostro PC non riesce più a stare al passo (magari non solo per la RAM, ma per un'obsolescenza generale), considerare il cloud gaming è oggi una scelta razionale. Aggiornare un intero PC in questo momento storico significa cambiare piattaforma e pagare i componenti a peso d'oro.
Le piattaforme cloud offrono oggi prestazioni eccellenti e non richiedono connessioni stratosferiche: una comune FTTH è più che sufficiente. Non avrete la stessa libertà del gioco eseguito localmente, ma l'esperienza è diventata sorprendentemente solida e matura, permettendovi di "saltare" questo ciclo di prezzi folli senza rinunciare ai vostri titoli preferiti.
Il mercato dell'usato, purtroppo, non è un porto sicuro poiché è influenzato a cascata dalle storture del nuovo. Tuttavia, seguendo questi accorgimenti, è possibile trovare soluzioni concrete per tirare avanti e superare questa fase di instabilità economica del settore hardware.