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Antitrust USA: Google potrebbe essere costretta a vendere Chrome

Google potrebbe essere costretta a vendere uno dei suoi servizi più redditizi, Chrome. A riportare la notizia è Politico che riferisce che i pubblici ministeri del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti e i procuratori generali stanno discutendo per trovare un modo per frenare il potere del colosso di Mountain View nel mercato della ricerca online.

La mossa farebbe seguito alle accuse di monopolio dell’Antitrust USA nei confronti dei quattro colossi statunitensi Google, Apple, Amazon e Facebook. Il Dipartimento di Giustizia sta così indagando su presunte violazione delle leggi antitrust da parte di Big-G. La battaglia legale antimonopolistica dovrebbe prendere il via già la prossima settimana, secondo quanto riferito dalle fonti di Politico, ponendo l’attenzione sul modo in cui Google utilizzerebbe il suo sistema operativo Android per rafforzare il suo motore di ricerca.

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A quanto pare, i regolatori avrebbero chiesto ai rivali e ad altre aziende quali attività di Google dovrebbero essere messe in vendita, ad esclusione del mercato della tecnologia, e la risposta sarebbe stata proprio il browser Chrome. Per il momento, non ci sono commenti da parte dei protagonisti. Se ne saprà sicuramente di più nel corso delle prossime settimane.

Non c’è dubbio comunque che i regolatori dei vari Stati stiano intensificando le loro azioni per cercare di controllare le attività dei big-tech. Il fatto che potrebbe essere preso di mira proprio Google Chrome non dovrebbe sorprendere. Il browser infatti è costantemente criticato dai concorrenti che accusano Big-G di utilizzare la cronologia di ricerca degli utenti per le proprie attività pubblicitarie, a discapito delle società rivali.

Critiche che si sono intensificate a gennaio quando il colosso californiano ha annunciato che avrebbe rimosso l’uso di cookie di terze parti da Chrome entro due anni per proteggere la privacy degli utenti. Una mossa che farebbe ridurre le entrate pubblicitarie di coloro che mostrano annunci sul browser di Big-G. “Il modello di business basato sulla pubblicità di Google può far sorgere dubbi sul fatto che gli standard che Google sceglie di introdurre siano in ultima analisi progettati principalmente per servire i propri interessi“, si legge nel rapporto pubblicato la scorsa settimana da House Judiciary Committee. “I soggetti attivi nel mercato temono che, sebbene Google elimini gradualmente i cookie di terze parti necessari ad altre società di pubblicità digitale, possa comunque fare affidamento sui dati raccolti in tutto il suo ecosistema”.

Oltre alla vendita, Google potrebbe essere sottoposta a un maggiore controllo da parte delle autorità competenti per limitare il modo in cui vengono utilizzati i dati derivati da Chrome per favorire gli altri prodotti della società californiana. Insomma, sembra l’inizio di una battaglia legale senza precedenti.

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