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Apple e il caso dell’app che segnala gli attacchi dei droni

Apple continua a rifiutare sul proprio Store l'applicazione gratuita Metadata+, un vero e proprio tool che invia una notifica all'utente ogniqualvolta un drone, pilotato dalle Forze Armate degli Stati Uniti, colpisce un bersaglio uccidendolo.

Apple ha oggi negato, per la tredicesima volta, l'inserimento nel catalogo dell'App Store dell'applicazione Metadata+. Si tratta di un tool che, una volta installato su iPhone, invia una notifica ogniqualvolta un drone, pilotato dalle Forze Armate degli Stati Uniti, colpisce un bersaglio uccidendolo. Una situazione singolare, soprattutto analizzandone l'evoluzione nel tempo.

Metadata+, inizialmente sotto il nome di Drone+, è infatti sbarcata su App Store nel 2014, rimanendoci tranquillamente per oltre 1 anno, totalizzando tra l'altro oltre 50.000 download. La descrizione dell'app, inserita dal creatore Josh Begley, recitava: "Vogliamo essere connessi con la nostra politica estera esattamente come lo siamo con il nostro smartphone?".

 

Metadata+
L'interfaccia di Metadata+

Apple ha successivamente deciso di rimuovere Metadata+ dallo Store, definendola come "eccessivamente discutibile". Il punto della questione è stato l'utilizzo di immagini e testi particolarmente forti (ritraendo spesso le vittime), violando una delle clausole pensate dall'azienda di Cupertino per gli sviluppatori.

Da quel momento è partita una vera e propria trafila per Begley, che ha dovuto subire altre 12 rifiuti fino ad oggi, quando l'applicazione è stata stranamente riammessa per circa quattro ore, per poi essere nuovamente rimossa per la tredicesima volta.

Drone
Un drone im ambito civile

È evidente come il tema oggetto dell'applicazione sia inevitabilmente molto delicato. Gli Stati Uniti rappresentano senza dubbio il Paese capofila nell'utilizzo dei droni, avendo tra l'altro introdotto una rigida regolamentazione in ambito civile. Dal 21 dicembre 2015 è stata infatti istituita una banca dati dalla FAA (Federal Aviation Administration), che obbliga ad iscriversi ad un registro.

L'iscrizione al registro, a cui è stato dato il nome di Unmanned Aircraft Systems (UAS), ha un costo di 5 dollari. L'obbligo vale per tutti i cittadini americani di età superiore ai 13 anni che possiedono velivoli senza pilota (UAV) di peso compreso tra 0,23 e 25 kg. Una legislazione abbastanza stringente dunque, con una situazione molto differente però in ambito militare.

Drone militare
Il drone militare Predator

In tal senso l'amministrazione Obama è stata parecchio impermeabile circa le operazioni delle Forza Armate portate a termine tramite droni. Anche in questo caso esiste una sorta di registro, ma alcune informazioni ufficiali relative all'attività militare attraverso i velivoli senza pilota sono state rese disponibili solo durante l'estate del 2016, in relazione al periodo 2009-2015.

In ogni caso, Metadata+ pesca le informazioni attraverso il database del Bureau of Investigative Journalism, da sempre sulle tracce delle guerre segrete operate con i droni. Dati già ampiamente pubblici dunque, con il tool che si comporta come una sorta di feed RSS, potendo tra l'altro contare su un account Twitter liberamente consultabile.

droni
I dati del Bureau of Investigative Journalism confrontati con quelli della Casa Bianca

È evidente come la rimozione dell'applicazione da parte di Apple, pur esistendo una motivazione, possa dare adito ad interpretazioni o dietrologie di sorta. Come sempre però è necessario attenersi ai fatti, e le immagini dei luoghi colpiti e delle vittime rappresentano la vera discriminante per l'azienda di Cupertino considerando, tra l'altro, come sia regolarmente disponibile per Android.

In ogni caso, tutto questo rilancia il tema della trasparenza nell'utilizzo dei droni in ambito militare. Basti pensare alla discrepanza tra le informazioni ufficiali rilasciate dalle Forza Armate statunitensi (che parlano, tra il 2009 ed il 2015, di 473 attacchi con 64 vittime civili) e quelle del Bureau of Investigative Journalism (che invece parla di 325 vittime).

Un quadro estremamente complesso, riassumibile però in un dato concreto: il Bureau ha documentato 57 attacchi con velivoli senza pilota durante l'amministrazione Bush, contro i 563 dell'amministrazione Obama. I droni stanno letteralmente stravolgendo lo scenario militare.