Apple sta intensificando lo sviluppo del suo primo smartphone pieghevole, e secondo le ultime indiscrezioni provenienti dalla Corea del Sud, l'azienda di Cupertino starebbe studiando soluzioni tecniche radicalmente diverse rispetto a quelle adottate finora da Samsung per proteggere il display flessibile. La priorità assoluta sembra essere quella di evitare i problemi di affidabilità che hanno caratterizzato i primi modelli della concorrenza, puntando su materiali più costosi ma decisamente più resistenti.
L'attenzione di Apple si concentra in particolare sulla protezione superficiale del vetro ultra-sottile (UTG, ultra-thin glass) che costituisce il cuore di qualsiasi display pieghevole. A differenza di Samsung, che utilizza una pellicola protettiva in polietilene tereftalato (PET) integrata nella struttura dello schermo, Apple starebbe valutando l'adozione di un film trasparente in poliimmide (PI), un materiale significativamente più costoso ma caratterizzato da una durezza superficiale superiore e una resistenza ai graffi nettamente migliore.
La scelta non è casuale. Gli smartphone pieghevoli presentano vulnerabilità strutturali che i dispositivi tradizionali non hanno: la piega centrale del display, lo spessore ridottissimo del vetro flessibile, il meccanismo della cerniera e i cavi flat che collegano le due metà del dispositivo rappresentano tutti potenziali punti deboli. Il rischio più concreto riguarda l'infiltrazione di polvere e microparticelle tra le due superfici del display quando il telefono è chiuso, un problema che può causare crepe progressive e danneggiamenti irreversibili.
Secondo fonti dell'industria sudcoreana citate da The Elec, Apple sta valutando la possibilità di stratificare il film PI sopra quello PET, creando una protezione a doppio strato che offrirebbe un livello di robustezza senza precedenti nel settore dei pieghevoli. Questa strategia di differenziazione si inserisce in un approccio più ampio: un precedente report di questa settimana aveva rivelato che Apple starebbe anche riprogettando completamente il posizionamento dei pulsanti fisici per ridurre lo stress meccanico sui cavi flat durante l'apertura e la chiusura del dispositivo.
Il lancio fallimentare del primo Samsung Galaxy Fold rappresenta ancora oggi un monito per l'industria. Quel dispositivo mostrava problemi evidenti dopo pochi giorni di utilizzo: display che si spezzavano, cerniere che si bloccavano, detriti che penetravano sotto lo schermo. Samsung ha successivamente perfezionato la tecnologia attraverso diverse generazioni di Galaxy Z Fold e Z Flip, ma i pieghevoli rimangono intrinsecamente più fragili degli smartphone tradizionali, specialmente in caso di cadute anche da altezze ridotte.