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Apple Watch toccato con mano: bello sì, utile chissà

Gli hands-on dell'Apple Watch, a distanza di poche ore dalla presentazione di ieri sera, ormai non si contano più online. Una volta calato il sipario allo Yerba Buena Center di San Francisco tutta la stampa specializzata si è lanciata nella sala allestita per il primo contatto. Lo scorso autunno era abbastanza piaciuto sotto il profilo del design, ma ora la famiglia è davvero completa.

Hands-on Apple Watch

Hands-on Apple Watch

In linea di massima Tom's Guide (USA), The Verge, Engadget, iMore e tanti altri concordano sulla qualità dei materiali e l'aspetto. Si tratta di un bell'oggetto, per altro sufficientemente minimal nelle forme da cambiare personalità anche solo intervenendo su cinturino e colore dello chassis. Un po' quello che si chiede alle modelle da sfilata: quasi scomparire per mostrare le qualità di ogni vestito.

Com'è risaputo è disponibile sia in versione da 42 mm che da 38 mm. Nel secondo caso bisogna avere mani di fata perché anche se il touch, rotellina e tasti funzionano bene lo stress da interazione "frustrata" è dietro l'angolo. I giornalisti sostengono che vi sia stato un miglioramento rispetto allo scorso autunno: la fluidità software anche nei filmati pare confermarlo.

Apple Watch

Apple Watch

Tutte le sue funzioni però bisogna imparare a usarle. "Confonde un po' avere sia la corona digitale e il pulsante di comunicazione uno accanto all'altro su un lato", scrive il collega Mark Spoonauer di Laptopmag. "Provando a navigare con l'interfaccia, mi sono trovato a premere uno o entrambi diverse volte, senza sapere quale mi avrebbe portato alla home, uscire da una app o avviare una funzione".

Comprensibile lo spaesamento dato che il Watch ha due modalità di interazione fondamentali. Si può cliccare la coroncina per accedere alla home e selezionare un'app oppure far scorrere il dito sullo schermo per accedere alle anteprime delle app pre caricate. Nella demo di ieri erano presenti Uber, Alarm.com, Starwood hotels, Instagram, Shazam e poche altre. Le "anteprime" richiedono un click che fa avviare l'app correlata con i comandi disponibili. Ad esempio Starwood hotel consente di aprire le camere degli alberghi della catena.

personalizzare home apple watch

Personalizzazione home

Resta il fatto incontrovertibile che la rotellina gestisce zoom e scorrimento con un fare "setoso". Al tatto è davvero piacevole l'interazione. Poi se si vuole esagerare basta premere a lungo il suo tasto per attivare Siri e procedere con i comandi vocali. Da qui in poi ci si può ritrovare a gestire una telefonata, spedire un messaggio, chiedere indicazioni stradali, etc.

Il tasto comunicazioni che ricorda molto quello di avvio dell'iPhone consente l'accesso diretto alla rubrica e quindi la possibilità di spedire note, disegni o il proprio livello di battito a un amico via "Digital Touch". In pratica due Watch possono stabilire un canale di comunicazione privilegiato e diretto. Magari con la fidanzata vi spedite dei disegnini (fatti direttamente sullo schermo in punta di dita) oppure emoticon. E con il collega note, mentre con il compagno di allenamento sfottò e qualche dato.

Peccato non sia presente il GPS, ma i sensori del Watch promettono di riuscire a rilevare comunque le distanze, quando si va a correre. Una specifica funzione fitness monitora costantemente i nostri movimenti ed eventualmente consiglia di darsi una mossa per non perdere tono.

ricarica watch

Dica 33

Poi c'è la questione della personalizzazione che pare essere una caratteristica chiave per rendere il proprio Watch "familiare". Sembra divertente cambiare sfondi, elementi e dati da visualizzare. Magari nei primi tempi si svilupperà anche un po' di dipendenza giocosa, ma alla lunga potrebbe ridursi a strumento utile per rispondere a diverse esigenze ambientali. In una serata elegante magari si privilegerà la versione minimal – solo con le lancette – e durante una sessione in palestra quella più sportiva. Durante il lavoro alert in bella vista; in vacanza le previsioni del tempo.

Infine il capitolo Apple Pay: davvero immediato. Selezioni l'app, scegli la carta, avvicini lo smartwatch al POS del negozio. Fatto.

Per quanto riguarda la batteria Apple promette 18 ore di autonomia, che sulla carta vogliono dire poco anche se l'azienda si è preoccupata di immaginare più scenari d'uso. Sul sito ufficiale si parla di 3 ore di conversazione (sì, monta microfono e altoparlante), 7 ore di allenamenti oppure 6,5 ore di riproduzione audio. In condizioni ideali potrebbe arrivare a 48 ore, a patto di gingillarlo poco.

In linea di massima varrà la regola di mettere in caricamento l'orologio quasi ogni giorno sfruttando l'accessorio (calamitato) a induzione. A guardarlo forse è il componente meno riuscito: ricorda il fonendoscopio dei medici.

Ma davvero riusciremo ad adattarci tutti a questa richiesta? Già oggi bisogna ricaricare il tablet, lo smartphone, il portatile, magari il rasoio elettrico. Non è che si può spendere la vita in questo modo.  

 

Il modello più economico è lo Sport con un prezzo di 349 dollari (si prevede 399 euro). Chassis in alluminio e vetro Ion-X fanno la loro figura ma si potrebbe anche rimanere non troppo colpiti. L'Apple Watch con chassis in acciaio e vetro zaffiro parte da 599 dollari (si prevede 649 euro) ma regala tutt'altro effetto, anche se è perennemente a rischio di ditate. Il Watch Edition con oro 18 carati è un gioiello da 10mila dollari: non è per tutti.

Avrà successo l'Apple Watch? Secondo i primi report previsionali sì, ma non bisogna aspettarsi un boom di vendite al pari di altre categorie di prodotto come smartphone e tablet. In linea di massima, a mio parere, l'Apple Watch ha un marcia in più rispetto ai prodotti avversari per il design, il marchio, la sinergia con l'iPhone e perché nessuno è ancora riuscito a eguagliare Apple nelle campagne marketing.

 

Ieri i video proiettati durante la presentazione avrebbero galvanizzato anche un luddista.

Oggi la maggioranza degli utenti può sopravvivere benissimo senza uno smartwatch, quindi di fatto il colosso di Cupertino sta cercando di creare (nuovamente) un'esigenza. Il design strizza l'occhio a chi bada alla dimensione fashion senza disdegnare la tecnologia – che è diventata essa stessa moda. Nessuno ti chiederà mai di fargli vedere uno smartwatch – a parte l'amico geek impallinato – ma è probabile che di fronte a un Apple Watch la curiosità monti alle stelle. Quindi almeno in questa fase in alcuni ambienti sarà considerato uno status symbol.

Sull'utilità si può dibattere, ma è evidente che nel tempo almeno qualche app utile (o funzione) per ogni categoria di cliente verrà alla luce. Qualcuno potrà ritenere fondamentali gli alert sull'orologio oppure chattare perennemente con gli amici oppure avere la possibilità di comunicare con il mondo lasciano lo smartphone in tasca o in borsa.

Una base di listino superiore ai 350 euro – inutile farsi illusioni con la conversione da dollari a euro – esclude molti potenziali acquirenti. Ma a pensarci bene per il Natale prossimo si trasformerà in regalo perfetto. È un bell'oggetto, può fare più cose, si sposa bene con l'iPhone. La reale utilità è un attributo secondario. L'abbiamo già imparato sulla nostra pelle circondandoci di gadget inutili e super strumenti tecnologici pensati per vendere più che essere usati. Ci promettono sempre che faremo più cose, avremo nuovi poteri. E alla fine ne diventiamo schiavi, come l'anello di Sauron che Bilbo Baggins tiene in tasca.