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ARMv9 in dettaglio, fino al 30% di prestazioni in più per i flagship 2022

Vi avevamo parlato della prima nuova vera architettura presentata dall’azienda inglese dopo oltre 10 anni a marzo di quest’anno ed è finalmente ora di conoscere nel dettaglio quella che sarà ARMv9, la base su cui verranno realizzati molto probabilmente i SoC per i dispositivi top di gamma del 2022.

ARM

ARM, attualmente in fase di acquisizione da parte di Nvidia, è un’azienda che realizza architetture hardware che possono poi essere utilizzate da produttori terzi per la realizzazione di SoC, CPU e GPU di vario genere. Apple M1 è un buon esempio di chip basato su architettura ARM ma lo sono anche i prodotti Qualcomm come lo Snapdragon 888 e lo Snapdragon 778G oppure i SoC Samsung Exynos e Huawei Kirin.

L’azienda di Cambridge ha annunciato la nuova architettura hardware che sostituirà ARMv8 nel marzo scorso, ora ARMv9 è stata raccontata nel dettaglio e ci sono moltissime novità di cui dobbiamo tenere conto in previsione dei futuri smartphone in arrivo nel 2022. È molto probabile, infatti, che ARMv9 diventi la base di partenza dei futuri chip da top di gamma del prossimo anno.

ARMv9

A comporre ARMv9 troviamo il nuovissimo Cortex-X2, successore del core ad altissime prestazioni Cortex-X1 incluso nell’ultimo chip della serie Snapdragon 8xx che abbiamo ormai imparato a conoscere. Corex-X2 guadagna un ulteriore aumento di prestazioni del 30% rispetto alla generazione precedente di smartphone Android. ARM promette prestazioni migliori del 40% in carichi di lavoro single-thread rispetto ai chip per laptop mainstream del 2020, anche se non specifica con quale processore è stato fatto questo confronto.

Questa unità di calcolo ad altissime prestazioni è affiancata da tre core “big” chiamati ARM Cortex-A710, i quali promettono a loro volta prestazioni del 30% in aumento rispetto ai Cortex-A78 che li hanno preceduti. Sia Cortex-X2 che Cortex-A710 sono in grado di garantire performance due volte più alte nelle attività di machine learning. Infine, i core ad alta efficienza prendono ora il nome di Cortex-A510 e ottengono un aumento del 35% delle prestazioni, con il 20% di miglioramento dell’efficienza e un boost di 3x in prestazioni nell’apprendimento automatico.

I nuovi core non sono però l’unico cambiamento annunciato per le CPU ARMv9. A partire dal 2023, ARM ha annunciato che tutte le architetture core realizzate saranno a 64 bit. Non importa se si tratta di core big, LITTLE oppure Cortex-X e nemmeno la fascia di prezzo della CPU, tutti diranno addio ai 32 bit.

ARMv9

ARM ha svelato anche quattro nuove GPU della famiglia Mali. Mali-G710 sarà la top di gamma ed è stata pensata con i mente gli smartphone di fascia alta ed i Chromebook, promettendo un aumento del 20% delle prestazioni e un aumento del 35% nei compiti basati sul machine learning come il miglioramento delle immagini. La Mali-G610 è destinata ad offrire le stesse caratteristiche della Mali-G710 ma ad un prezzo leggermente inferiore.

Mali-G510, la GPU di fascia media, promette un miglioramento delle prestazioni del 100% rispetto alla generazione precedente con un’efficienza migliorata del 22% ed il 100% di prestazioni in più nel ML. Infine la Mali-G310, l’entry level, offre un miglioramento delle prestazioni nelle procedure di texturing di 6 volte, un miglioramento delle prestazioni Vulkan di 4,5 volte e un miglioramento di 2 volte nei contenuti della UI di Android.

ARMv9

Ad unire CPU e GPU di nuova generazione ci pensano CoreLink NI-700 e CI-700. ARM afferma che queste componenti hanno il supporto per le nuove caratteristiche ARMv9-A come la memory Tagging Extension, una migliore sicurezza e una larghezza di banda e latenza migliorate.

Le nuove architetture di CPU e GPU vedranno la luce sicuramente nei prodotti del prossimo anno, esattamente come il core Cortex-X1 è stato utilizzato nel chip Qualcomm Snapdragon 888 che muove i prodotti al vertice della categoria nel 2021.

Maggiori informazioni riguardo CPU e GPU nella pagine dedicate sul sito ARM.

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