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Beats Studio Buds recensione, l'alternativa con ANC delle AirPods

A chi sono diretti i nuovi auricolari della casa controllata da Apple? Analizziamo la situazione nella nostra recensione completa dei Beats Studio Buds.

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Avatar di Andrea Ferrario

a cura di Andrea Ferrario

Editor in Chief @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 19/05/2022 alle 14:54
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  • Pro
    • + IPX4
    • + Esperienza e qualità Apple molto simile agli AirPods
    • + Buona qualità audio, considerando il prezzo
    • + Pulsante fisico
  • Contro
    • - Non si può regolare il volume
    • - Non si possono cambiare i comandi
    • - Manca la ricarica wireless
    • - Manca il sensore di identificazione dell’orecchio
    • - L’ANC funziona solo discretamente

Il verdetto di Tom's Hardware

Design che convince, buona qualità dell’audio considerando il prezzo, perfettamente integrate nell’ecosistema Apple e utilizzabile senza problemi anche con Android. ANC non così convincente e durata della batteria nella media. Un’ottima alternativa per chi vuole acquistare le AirPods (non Pro), e un prodotto da tenere in considerazione se le trovate in offerta a un prezzo più basso rispetto l’attuale di listino.

Informazioni sul prodotto

Dissipiamo subito tutti i dubbi riguardanti i nuovi auricolari Beats Studio Buds dicendo cosa manca: la custodia non ha la ricarica wireless, manca il sensore di riconoscimento automatico dell’orecchio, quindi quando li toglierete la riproduzione musicale non si fermerà, e non potrete regolare il volume direttamente dagli auricolari.

Sono perfettamente integrati nell’ecosistema Apple, senza sorpresa considerando che la società è di proprietà di Apple, ma rappresentano anche una valida alternativa per tutti gli utenti Android, grazie all’uso del connettore USB Tipo-C per la ricarica (non Lightning), nonché offrono un sistema di connessione veloce per entrambi i sistemi operativi: basterà aprire la custodia e affianco uno smartphone, premere il pulsante e accettare, con un click, la richiesta di connessione.

beats-studio-buds-176090.jpg

La principale differenza tra l’uso con i due differenti OS è la presenza di un’app su Android, mentre come per gli AirPods, su iPhone, anche i Beats Studio sono controllabili dal menù Bluetooth integrato nel sistema. Differentemente dagli AirPods le informazioni degli auricolari non vengono salvate in iCloud, quindi non sarà possibile utilizzarli, senza doverli nuovamente abbinare, su altri dispositivi Apple.

beats-studio-buds-176091.jpg

Le caratteristiche principali di questi auricolari sono il design in-ear molto compatto, la presenza di un pulsante fisico nella parte posteriore dell’auricolare, e ovviamente la presenza della cancellazione attiva del rumore.

Il design è senz’altro un carattere distintivo, e una volta indossati stanno ben fermi nell’orecchio. Sono certificati IPX4, quindi possono essere usati per fare sport, senza paura di perderli durante una corsa.

beats-studio-buds-176094.jpg beats-studio-buds-176095.jpg

La scelta di usare un pulsante fisico è vincente, in quanto limita molto la possibilità di inviare click errati mentre si maneggiano per sistemarli nell’orecchio. Il pulsante è morbido, preciso, e non serve molta forza per attivarlo, un ulteriore pregio considerando che a ogni click spingeremo l’auricolare nell’orecchio, azione che potrebbe diventare fastidiosa.

Purtroppo l’input dei pulsanti è identico su entrambi gli auricolari e l’unica azione che si può cambiare è la pressione lunga, abbinandola all’attivazione di Siri (è possibile attivare l’assistente anche con il comando vocale).

Tale comportamento potrebbe essere considerato un vantaggio considerando che gli auricolari possono essere usati anche singolarmente. È possibile effettuare fino a tre pressioni per controllare il playback e selezionare la traccia successiva e precedente. Una lunga pressione permette invece di passare dalla modalità di cancellazione attiva del rumore a quella di trasparenza audio, o disattivare l’ANC.

beats-studio-buds-176092.jpg beats-studio-buds-176093.jpg

La cancellazione attiva del rumore non è tra le caratteristiche principali per cui consiglieremmo questi auricolari. Abbiamo adottato i gommini più grandi (tre misure incluse nella confezione), per cercare di ottenere un buon isolamento passivo, senza cui l’ANC sarebbe pressoché inutile, riuscendoci. Nonostante questo l’intervento dell’ANC risulta limitato.

Se dovessimo dare alcune cifre, possiamo dire che l’isolamento passivo permette di attenuare di circa il 25% la rumorosità ambientale, e l’ANC aggiunge un ulteriore 25%, unicamente sulle frequenze più basse. Voci o qualsiasi altro suono sopra i 1000Hz circa, vengono attenuati molto poco. Non è un risultato totalmente da buttare, ma è sotto alla media di mercato. Dovrete abbinare queste prestazioni alla riproduzione di tracce audio di mascheramento del rumore se vorrete eliminare i rumori attorno a voi.

La qualità audio, al contrario, non è male, seppur non perfetta. La resa delle medie frequenze è un po' più attenuata del desiderabile, comportamento che si traduce in voci un po’ sottotono, mentre la parte alta dello spettro è ottima, così come le basse frequenze, che non diventano mai troppo vibranti o coprenti. Decente la gamma dinamica.

Non abbiamo approfondito la prova d’ascolto oltre alle tracce principali che usiamo, in quanto è chiaro che siamo di fronte a un paio di auricolari dalle prestazioni soddisfacenti per la maggior parte delle persone, che si adattano facilmente a più generi musicali, senza tuttavia segnare alcun nuovo record. Lo stesso possiamo dire per i microfoni, abbiamo effettuato molte chiamate telefoniche e videocall senza rilevare problemi, ma senza che nessuno si entusiasmasse per un’audio particolarmente buono.

Beats parla di 5 ore di autonomia, valore a cui ci siamo avvicinanti molto durante la nostra prova, con ANC abilitato. Anche in questo caso è un valore in media; ci sono molti altri modelli in grado di fare di meglio. Il totale dell’autonomia, grazie alla batteria inclusa nella custodia, è di circa 22-24 ore. Con 5 minuti di ricarica otterrete un’ora di autonomia.

beats-studio-buds-176089.jpg

Verdetto

I Beats Studio Buds si posizionano in una fascia di mercato non semplice, considerando il prezzo di 150 euro, che non permette di confrontarli con gli attuali top di gamma e nemmeno con gli AirPods Pro. Tuttavia a quel prezzo ci sono prodotti come i FreeBuds Pro di Huawei o i Jabra Elite 75t, o anche i Galaxy Buds, che sono in grado di offrire prestazioni simili e anche migliori sotto il profilo dell’isolamento acustico o ANC (nei modelli che lo offrono).

I Beats Studio Buds dovrebbero essere visti come un’alternativa agli AirPods, la versione normale, non Pro. Poiché allo stesso prezzo, anzi meno, offrono un’integrazione simile con il mondo Apple, prestazioni audio superiori e cancellazione attiva del rumore, seppur non da primi della classe.

Se invece l’ANC è per voi la funzione più importante o siete utenti Android, dovreste considerare altri modelli o scegliere questi Beats Studio Buds solo se riuscirete a trovarli a un prezzo più basso, attorno al centinaio di euro o poco più, magari in qualche offerta.

Aggiornamento

A partire da maggio 2022, è stata aggiunta la funzione "Trova i miei Beats", e i widget all'interno dell'app per Android, al fine di completare le numerose funzionalità che ottimizzano l'esperienza d'ascolto sia per gli utenti iOS, sia Android. Questi ultimi potranno usufruire delle comode funzionalità già disponibili per gli utenti iOS, quali localizzare gli auricolari, ottenere le informazioni sulla durata della batteria e controllare le modalità d ascolto direttamente dal proprio dispositivo. Questi aggiornamenti riguardano tutti i prodotti compatibili con l'app Beats, inclusi gli Studio Buds.

È possibile acquistarli nelle colori nero, bianco, e nelle loro nuove varianti Grigio lunare, Rosa tramonto e Blu oceano.

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