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È truffa “aggravata” anche se la compravendita è online

La Cassazione ieri ha confermato che chiunque faccia acquisti sui mercatini online, come ad esempio Subito.it, è sempre totalmente garantito in presenza di truffe.In pratica, anche se la distanza e l'anonimato sono considerati presunti rischi per ogni operazione non vuol dire che questa consapevolezza pregiudichi ogni diritto.

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La sentenza della Cassazione riguarda il caso di un residente a Roma che aveva venduto due PC e un iPad a prezzi convenienti su Subito.it. Agli acquirenti però aveva recapitato beni totalmente differenti, pur avendo ricevuto regolare bonifico su una carta a lui intestata.

Scattata la denuncia e avviato l'iter giudiziario presso il tribunale di Sassari, i giudici non avevano riconosciuto la truffa aggravata – che prevede la possibilità di arresto o sequestro dei beni per "rifondere" le vittime di raggiro.

A loro parere i siti di compravendita online determinano dei rischi correlati al fatto che si rinuncia a visionare i beni e ci si affida alla buona volontà dell'interlocutore virtuale. Questa "rinuncia" non porrebbe l'acquirente in una condizione di "minorata difesa" poiché la distanza accomuna entrambe le parti in gioco.

La Corte Suprema ha ribaltato la tesi, spiegando che Internet è una "realtà virtuale e smaterializzata", ma il reato di truffa si consuma nel momento in cui si consegue fisicamente il profitto. La circostanza oggettiva della distanza e il pagamento che normalmente avviene prima della consegna pone il venditore in una posizione di forza rispetto all'acquirente. Per altro una dinamica truffaldina che "de visu" non potrebbe concretizzarsi con altrettanta facilità.

Ecco quindi la decisione, con sentenza 17937 depositata oggi presso la Sesta Sezione Penale, di accogliere il ricorso contro il "no" alle misure cautelari.