Il mercato degli smartphone di punta si prepara a un lancio piuttosto controverso: il Galaxy S26 Plus di Samsung entrerà in produzione di massa entro fine gennaio, ma secondo fonti dell'industria coreana il dispositivo sarà sostanzialmente identico al suo predecessore. Una scelta che solleva interrogativi sulla strategia del colosso sudcoreano in un segmento di mercato sempre più competitivo, dove anche miglioramenti incrementali possono fare la differenza nelle preferenze dei consumatori.
Secondo quanto riportato da The Elec, testata specializzata nell'industria tecnologica coreana, il Galaxy S26 Plus manterrà lo stesso display da 6,66 pollici utilizzato sul Galaxy S25 Plus. Una decisione che rappresenta una significativa inversione di rotta rispetto ai piani iniziali: Samsung aveva infatti valutato l'implementazione di un pannello OLED di nuova generazione, lo stesso sviluppato per il Galaxy S26 Edge, modello che dovrebbe debuttare come novità assoluta della lineup. I piani sono stati però accantonati, lasciando spazio solo a possibili miglioramenti negli strati interni del pannello OLED, senza modifiche sostanziali alle specifiche visibili dall'utente finale.
La ragione di questa staticità evolutiva affonda le radici in una serie di ripensamenti strategici che hanno caratterizzato lo sviluppo della serie S26. Samsung aveva originariamente pianificato di ridisegnare completamente la propria gamma, eliminando il modello Plus per lanciare una lineup più snella: il Galaxy S26 base sarebbe stato sostituito da un Galaxy S26 Pro, mentre il Plus avrebbe lasciato il posto all'Edge. Questa ristrutturazione è stata però annullata solo a fine ottobre, costringendo l'azienda a tornare precipitosamente alla tradizionale configurazione a tre modelli. Il risultato? Tempi di sviluppo drammaticamente ridotti che non hanno permesso una vera riprogettazione del Galaxy S26 Plus.
L'unico aggiornamento significativo riguarderà infatti il cuore pulsante del dispositivo: il SoC Exynos 2600 per i mercati europei e asiatici, oppure lo Snapdragon 8 Elite Gen 5 per altre regioni, proseguendo la strategia di differenziazione geografica che Samsung applica da anni e che continua a generare discussioni nella community tech. Dal punto di vista estetico e costruttivo, il Galaxy S26 Plus sarà praticamente indistinguibile dal suo predecessore, una mossa inusuale per un'azienda che tradizionalmente punta sull'innovazione incrementale annuale per giustificare i cicli di aggiornamento.
Ben diverso il discorso per il Galaxy S26 Ultra, che riceverà invece un trattamento più generoso in termini di innovazione. Il modello di punta della serie monterà il nuovo pannello Samsung M14 OLED, caratterizzato da consumi energetici ridotti e da funzionalità di privacy implementate a livello hardware, un aspetto sempre più rilevante nel contesto europeo dove le normative sulla protezione dei dati personali sono particolarmente stringenti. Questa differenziazione tecnologica si riflette anche nelle previsioni produttive: Samsung pianifica di produrre circa 3,6 milioni di unità del Galaxy S26 Ultra, a fronte di appena 700.000 unità per il modello base e 600.000 per il Plus.
I numeri della produzione pianificata raccontano una storia chiara: Samsung punta decisamente sul segmento ultra-premium, dove i margini sono più elevati e i consumatori mostrano maggiore propensione all'acquisto di tecnologia all'avanguardia. La sproporzione produttiva tra l'Ultra e i modelli inferiori è emblematica di un cambio di strategia che vede il Plus sempre più relegato a un ruolo marginale, quasi di "riempitivo" della gamma. Una situazione che potrebbe spingere molti utenti a orientarsi direttamente verso il modello base, più economico e sostanzialmente equivalente, o a fare il salto verso l'Ultra per giustificare la spesa con innovazioni concrete.
Il lancio è atteso per la fine di febbraio, ma l'entusiasmo degli appassionati appare già smorzato dalle anticipazioni. In un mercato dove competitor come Xiaomi, OPPO e Honor stanno aggressivamente investendo in innovazioni concrete su tutta la gamma, la scelta di Samsung di mantenere invariato un modello di fascia medio-alta potrebbe rivelarsi rischiosa.