Google si prepara a rivoluzionare l'interazione con Gemini introducendo una funzionalità che potrebbe trasformare l'assistente AI in una guida turistica personale di nuova generazione. Un'analisi approfondita del codice nell'ultima versione dell'app ha rivelato l'arrivo imminente di un pulsante dedicato che permetterà agli utenti di allegare regioni geografiche direttamente ai prompt dell'intelligenza artificiale, aprendo scenari inediti per le query basate sulla posizione. Questa innovazione rappresenta un'evoluzione significativa nell'ecosistema dei servizi Google, unendo le capacità conversazionali di Gemini con la potenza cartografica di Google Maps in un'integrazione che promette di semplificare radicalmente la scoperta di luoghi e servizi.
Il meccanismo alla base della novità è tanto semplice quanto potente: invece di dover digitare descrizioni testuali spesso imprecise come "trova caffetterie a New York", gli utenti potranno selezionare visivamente un'area sulla mappa e allegarla al proprio prompt. Questa modalità di input visuale garantirà un controllo molto più preciso sui confini della ricerca, eliminando le ambiguità legate alle denominazioni geografiche e permettendo di definire zone specifiche che non corrispondono necessariamente a entità amministrative predefinite. Il pulsante Map è già presente nella sezione degli allegati dell'interfaccia di Gemini, accanto alle opzioni per immagini e documenti, anche se al momento risulta disattivato e non risponde all'interazione.
Le stringhe di codice scoperte dall'analisi APK rivelano dettagli illuminanti sulle funzionalità in sviluppo. Tra i comandi più interessanti emerge "Explore this area" (Esplora quest'area), che suggerisce l'implementazione di una modalità di scoperta attivabile con un singolo tocco. Questa funzione permetterebbe a Gemini di interrogare automaticamente il servizio di mappe sottostante per identificare punti di interesse nell'area selezionata, trasformando l'AI in uno strumento proattivo per la scoperta territoriale. Le altre stringhe individuate includono riferimenti alla "posizione corrente" e all'utilizzo della "posizione precisa", elementi che indicano un'integrazione profonda con i servizi di localizzazione del dispositivo.
L'architettura della funzionalità si basa sul concetto di "Map Area" come tipo di allegato, estendendo il paradigma già consolidato di Gemini che consente di arricchire le conversazioni con file multimediali di vario genere. Questa scelta progettuale si inserisce perfettamente nella filosofia di Google di rendere l'interazione con l'AI il più naturale possibile, sfruttando modalità di input diverse dal solo testo. La capacità di processare informazioni geografiche strutturate potrebbe aprire scenari applicativi che vanno ben oltre la semplice ricerca di attività commerciali, abbracciando la pianificazione di itinerari complessi, l'analisi demografica di aree urbane o la valutazione di servizi territoriali.
Dal punto di vista tecnico, questa integrazione rappresenta un ponte significativo tra i Large Language Model conversazionali e i database geografici strutturati. Mentre Gemini eccelle nell'elaborazione del linguaggio naturale e nella generazione di risposte contestualizzate, Google Maps dispone di un patrimonio informativo senza eguali su milioni di punti di interesse, recensioni, orari e dati di affluenza in tempo reale. La sinergia tra questi due asset potrebbe generare un servizio ibrido capace di comprendere richieste complesse in linguaggio naturale e tradurle in query geografiche precise, restituendo risultati arricchiti da analisi AI e raccomandazioni personalizzate.
L'interfaccia riprogettata di Gemini che ospiterà questa funzionalità non è ancora disponibile pubblicamente, e Google non ha rilasciato comunicazioni ufficiali né tempistiche di lancio. Come spesso accade con le funzionalità individuate attraverso l'analisi del codice, esiste la possibilità che la feature subisca modifiche sostanziali o non raggiunga mai la versione finale dell'applicazione. Tuttavia, la presenza di stringhe multiple e di un pulsante già integrato nell'interfaccia suggerisce uno stadio di sviluppo avanzato, rendendo probabile un rilascio nei prossimi mesi, presumibilmente attraverso il consueto rollout graduale che caratterizza gli aggiornamenti dei servizi Google.