Google sta esplorando un approccio radicalmente diverso alla progettazione delle batterie per dispositivi mobili, come emerge da una domanda di brevetto depositata presso l'USPTO. Il documento descrive un sistema che potrebbe rendere la sostituzione delle batterie significativamente più semplice, senza rinunciare alle caratteristiche che definiscono i dispositivi premium moderni: profili ultrasottili, certificazione di resistenza all'acqua e supporto alla ricarica wireless. Una potenziale evoluzione che arriva in un momento in cui la riparabilità sta diventando un tema centrale sia per le normative europee che per le aspettative dei consumatori.
Il cuore dell'innovazione proposta da Google riguarda l'eliminazione quasi totale degli adesivi ad alta tenuta, sostituiti da un sistema di fissaggio meccanico. La batteria verrebbe integrata in un telaio metallico rinforzato che si aggancia alla struttura del dispositivo attraverso meccanismi di incastro, fermi di taglio e percorsi di carico guidati. Questa architettura permetterebbe alla batteria di resistere meglio a sollecitazioni come torsioni, flessioni e cadute, distribuendo le forze in modo più uniforme rispetto alle attuali soluzioni incollate.
Secondo la documentazione tecnica, il sistema non prevede il ritorno ai coperchi posteriori removibili facilmente dagli utenti, come negli smartphone di una decina di anni fa. La batteria rimarrebbe comunque sigillata all'interno del dispositivo, ma la procedura di rimozione per centri assistenza e tecnici qualificati risulterebbe drasticamente semplificata. Attualmente, sostituire una batteria incollata richiede l'uso di calore, strumenti specializzati e comporta sempre il rischio di danneggiare altri componenti o il display.
Un aspetto particolarmente rilevante della proposta è che la ricarica wireless, la resistenza all'acqua e lo spessore ridotto non verrebbero compromessi. Questi tre elementi rappresentano tradizionalmente i principali ostacoli alla realizzazione di dispositivi facilmente riparabili: le bobine per la ricarica wireless richiedono precisa collocazione, le guarnizioni per la certificazione IP necessitano di sigillature ermetiche, e gli spessori contenuti lasciano poco spazio per meccanismi di fissaggio complessi.
La domanda di brevetto include diagrammi che mostrano l'applicabilità del sistema non solo a smartphone tradizionali, ma anche a dispositivi pieghevoli, tablet, laptop, dispositivi indossabili e altri prodotti elettronici. Questa versatilità suggerisce che Google sta considerando un approccio sistemico alla riparabilità dell'intera gamma di prodotti hardware, dai Pixel agli eventuali futuri Chromebook o smartwatch.
Il contesto normativo europeo rende questa direzione progettuale particolarmente significativa. Il diritto alla riparazione è sempre più al centro delle politiche dell'Unione Europea, con regolamenti che impongono ai produttori di garantire la disponibilità di componenti e la possibilità di riparazioni accessibili. Aziende come Apple hanno già iniziato ad adattare i propri design per facilitare le sostituzioni di batterie e display, seppur con risultati variabili.
Va sottolineato che i brevetti rappresentano idee e direzioni di ricerca, non annunci di prodotto. Molte tecnologie brevettate dalle grandi aziende tecnologiche non raggiungono mai la fase di commercializzazione, per ragioni che spaziano da costi produttivi a complessità manifatturiere o semplicemente perché vengono superate da soluzioni alternative. Tuttavia, il fatto che Google stia investendo risorse nella progettazione di sistemi di batterie più riparabili indica un'attenzione crescente verso la sostenibilità e il ciclo di vita esteso dei dispositivi.