Non tutti gli smartphone hanno bisogno di essere potenti per essere speciali. Alcuni, semplicemente, devono durare. Devono resistere a giornate interminabili, a viaggi, a pioggia, a mani bagnate, a tasche troppo piene, a notti in cui vengono dimenticati sul comodino... e se c’è un telefono che in queste settimane mi ha ricordato quanto sia liberatorio non preoccuparsi mai della batteria, quello è senza dubbio l'HONOR 400 Smart.
Lo avevo preso con curiosità, quasi per caso. Un modello da meno di 200 euro, con una promessa che sembrava troppo audace per essere vera: 69 ore di autonomia dichiarata, una batteria da 6.500 mAh, 105 megapixel nella fotocamera principale e una struttura capace di resistere a cadute fino a due metri di altezza.
Numeri, certificazioni, promesse. Tutto molto interessante, ma è solo sul campo che uno smartphone rivela davvero chi è. Così ho deciso di metterlo alla prova nel modo più naturale, e onesto, possibile: portandolo con me per una due giorni di fuoco. Dal mattino del sabato, fino all'alba del lunedì seguente, ad accompagnare il mio daily driver in un viaggio che dall'est europa mi avrebbe portato nella mia città natale per un matrimonio "all'ultimo minuto".
Una sola regola: usarlo il più possibile in maniera naturale, senza risparmiarlo e, soprattutto, senza caricarlo.
Sabato mattina: si comincia
Mi sveglio e stacco il 400 Smart dal caricabatteria e nel mentre preparo la borsa per il viaggio, lo faccio lavorare in autonomia per configurare tutte le impostazioni del mio account Google.
Nel mentre che preparo borse, vestiti e quant'altro, il 400 Smart finisce nelle mani di mia figlia che, immancabilmente lo fa cadere rovinosamente. Controllo... nemmeno un graffio ne sulla scocca in plastica, né sul display da 6,77 pollici.
Esco di casa, mi aspetta un trasnfer parecchio lungo e il mio volo sarà solamente fra 5 ore e mezza. Lascio il mio daily driver nella borsa, sfruttando la sua connessione in hotspot per usare il 400 smart per tutto quello che sono contenuti multimediali.
Durante il viaggio verso l'aeroporto, tra GPS, musica in streaming, video su YouTube e messaggi su WhatsApp, il display a 120 Hz mi accompagna senza mai affaticare la vista. È fluido, luminoso, con colori piacevoli anche sotto il sole che filtra dal finestrino. Un pannello TFT, certo, ma ottimizzato come pochi nella sua categoria.
Quando arrivo, dopo quasi tre ore e mezza di utilizzo misto, la batteria segna un ottimo 90%. Dentro di me inizia a crescere quella sensazione di tranquillità che avevo dimenticato da tempo: la certezza di non dover più pensare all’ansia del 20%, del “dove trovo una presa?”, del “meglio portarsi un power bank”.
Sabato sera: fra ritardi e percentuali
Le cinque ore che dovevano separarmi dal mio volo, diventano magicamente otto per via dell'ennesimo volo in ritardo, motivo per il quale, sfrutto il WiFi locale e mi metto a gironzolare fra negozi e ristoranti, sfruttando il GPS dell'HONOR 400 Smart per districarmi con la mappa dell'aeroporto. Come farei anche con il mio daily driver, sfrutto il momento per rispondere alle varie mail, navigare distrattamente fra i reel di Instagram e chiacchierare su Whatsapp e Telegram.
Fra foto improvvisate, un paio di pagamenti con Wallet, una manciata di video perché volevo testare la videocamera di questo smartphone, una volta in procinto di salire sull'aereo, noto che l'indicatore dell'autonomia mostra un sorprendente 85%. La voglia di scaricare qualche video da YouTube per distrarmi in volo è alta ma la promessa di usarlo esattamente come il mio daily driver mi frena e decido di metterlo in modalità aereo e affidarmi al mio tablet per passare il tempo in volo.
Atterro, decido di spostare la SIM del mio daily driver sull'HONOR 400 Pro (così da poter testare i consumi n roaming) chiamo un Uber, mi procaccio del cibo d'asporto, acquisto i biglietti per il treno che, dalla costa azzurra, mi avrebbe portato nella mia città natale e, prima di raggiungere la camera dove avrei passato la notte, ne approfitto per fare qualche foto in notturna con il sensore da 105 megapixel.
Scatti indubbiamente buoni per il prezzo a cui viene venduto questo modello, che vengono elaborati da un sistema di processing molto ben congegnato, che va a rimuovere l'ineluttabile rumore di fondo che inquina gli scatti in situazioni di scarsa luminosità.
Quando finalmente vado a dormire, prima di coricarmi, decido di fare il solito "giretto sui social" con l'HONOR 400 smart, appoggiandolo sul comodino con l'indicatore che mostra un rassicurante 74% di autonomia residua.
Domenica: il giorno in cui ho smesso di controllare la batteria
Ore sette, mi sveglio, mi preparo e, prima di uscire, controllo la batteria: 73%. Non mi succedeva da molto tempo di guardare uno smartphone con così tanta serenità.
Corro in stazione, salgo sul treno e, fra una galleria e l'altra, sfrutto il roaming per navigare sui social, guardare video su YouTube e scaricare un paio di episodi da Disney+ per essere sicuro di non rimanere senza distrazioni durante le due ore di viaggio.
Arrivo, faccio qualche foto di rito, e mi dirigo dove si celebrerà il matrimonio. Considerando che l'HONOR 400 Smart dovrebbe sostituire il mio daily driver in questo test, decido di fare il maggior numero di foto e video proprio con lui. In diurna gli scatti sono davvero convincenti. Un minimo di latenza fra pressione del pulsante di scatto ed effettiva realizzazione della foto, ma al netto di questo ogni immagine è un tripudio di colori, dettagli e naturalezza cromatica.
Mancano gli obiettivi aggiuntivi? A me si, ma io sono abituato a usarli. A un utente che non sente la necessità di avere un grandangolo o un teleobiettivo, l'HONOR 400 Smart risponde perfettamente alla sua esigenza principale: fare dei bei "punta e scatta" con pochissimi compromessi.
A partire dal pranzo di nozze, fino al momento in cui avrei dovuto riprendere un treno per recarmi, nuovamente in aeroporto, uso l'HONOR 400 Smart in modalità “uso reale”: foto ricordo, video su YouTube, chiamate, social, mail, messaggistica istantanea e un pò di musica in cuffia nel mio tragitto verso la stazione.
Lo Snapdragon 685 fa il suo dovere con compostezza. Non è un mostro di potenza, ma dimostra, ancora una volta, come i processori attuali riescano a garantire un'esperienza fluida e solida nelle attività quotidiane, anche sugli smartphone entry-level. Difatti tutto fila liscio e, al entto di una risoluzione del display meno elevata rispetto al mio daily driver, la giornata scorre tranquilla.
Domenica sera: chi ha bisogno di un carica batterie?
Dopo un viaggio speso a guardare video su YouTube, e una corsa in taxi per arrivare il prima possibile in aeroporto, alle 19:00 controllo l'autonomia residua: 45%.
Dopo dodici ore spese a utilizzarlo come il mio smartphone, mi trovo con la stessa autonomia che il mio device preferito avrebbe avuto alle 18:00 del giorno prima. Realizzo poco alla volta che non solo questo smartphone lo sto usando dal giorno prima senza accusare eccessivamente l'assenza di tute le feature che mi hanno fatto scegliere il mio daily driver, ma soprattutto che è il primo viaggio dove non ho preso in mano una powerbank per arrivare a fine giornata a causa del mio utilizzo.
Fatto sta che spendo le ultime due ore in aeroporto guardando un paio di episodi di una serie su Netflix e navigando fra i vari social prima di imbarcarmi nuovamente a bordo, e lasciar riposare per qualche ora l'HONOR 400 Smart.
L'ultima notte in viaggio
Atterro e sono le 00:35 di lunedì. L'HONOR 400 Smart è oramai al 38% di autonomia e io ho ancora 4 ore di viaggio, salvo ritardi di sorta, per tornare finalmente a casa. Fino a che sono in aeroporto, decido di rimettere la SIM nel mio daily driver per sfruttarlo nuovamente come hotspot ma mi rendo conto che si è spento, chissà quando, perché mi sono completamente dimenticato di caricarlo.
È destino... non c'è altra spiegazione. Trovo l'autista all'uscita dell'aeroporto, entro in macchina, collego le mie cuffie bluetooth all'HONOR 400 Smart e passo le ultime ore di viaggio alternando social, YouTube e musica in streaming. Nessuna foto, non avrebbe senso farle visot che non le avrei fatte nemmeno con il mio smartphone principale.
Il viaggio scorre veloce e alle 04:15 circa infilo finalmente la chiave nella toppa della porta di casa. Stanco, un pò rintronato ma onestamente sorpreso di vedere che l'HONOR 400 Smart indica ancora un 21% di autonomia.
Vado in studio collego entrambi gli smartphone ai caricabatterie e vado a dormire con la consapevolezza che qualcosa, da qualche parte, è profondamente sbagliata.
Mi godo la libertà di poter usare lo smartphone per quello che è: uno strumento, non una preoccupazione.
Nel corso degli ultimi 20 anno ho avuto parecchi smartphone che superavano vertiginosamente la soglia dei 1000 euro e che, al netto di schede tecniche da capogiro, si arrendevano dopo 12 ore di utilizzo misto. Il mio attuale daily driver, raggiunge a stento la fine di una giornata se lo suo con le dovute accortezze, abbandonandomi poco dopo pranzo se decido di scattare troppe foto o, addirittura, di registrare qualche video in 4K.
Con l'HONOR 400 Smart, che costa quasi un decimo dello smartphone che porto tutti i gironi con me, mi ritrovo con oltre due giorni di autonomia e pochissimi compromessi nell'utilizzo quotidiano.
Per carità mi è mancato il display AMOLED, due ottiche in più e quella potenza aggiuntiva offerta da un processore più potente per poter, magari, compiere un paio di editing al volo in mobilità... ma è anche vero che se mi fossi, davvero, dimenticato il caricabatterie in quel breve, ma intenso, viaggio di due giorni, sarei rimasto senza smartphone la prima sera; così come è indubbio che se mia figlia avesse fatto cadere il mio daily driver lo avrebbe ammaccato sicuramente.
Ciò che mi ha colpito di più della mia esperienza con l'HONOR 400 Smart non è tanto la sua enorme autonomia, i suoi pochi compromessi nell'utilizzo di tutti i giorno e la sua resistenza... ma la sua capacità innata di rimettere in discussione le mie certezze.
HONOR con questo 400 Smart ha realizzato uno smartphone entry-level concreto, onesto e privo di compromessi reali. Un device la cui scheda tecnica fa storcere il naso agli enthusiast come me, ma che, all'atto pratico, dimostra che nella vita di tutti i giorni, quanto ti servono tre camere, un processore potente quanto quello di un laptop e un display con una risoluzione alla pari della televisione che sovrasta il tuo salotto, se poi devi sempre preoccuparti di avere con te un powerbank per poter arrivare a fine giornata?
L’Honor 400 Smart 5G non è un telefono per fare colpo. Non ha specifiche tecniche futuristiche, né materiali pregiati.
Però ha qualcosa che molti top di gamma si dimenticano di offrire da tanto, troppo tempo: l’affidabilità.