Tom's Hardware Italia
Android

Huawei P30 Pro, lo zoom periscopico offre una versatilità unica

Focus sullo zoom periscopico del P30 Pro di Huawei, che può spingersi fino all'incredibile valore di 50X.

Con il P30 Pro, Huawei ha certamente compiuto un ulteriore salto di qualità in ambito fotografico. Merito soprattutto dello zoom periscopico, che ha di fatto eliminato uno dei limiti atavici delle fotocamere degli smartphone. Lo zoom dei dispositivi mobili, infatti, ha sempre peccato in termini di risoluzione, essendo in buona parte affidato al software. L’azienda cinese è invece riuscita a introdurne uno ottico a 5X, in grado di spingersi fino ai 10X con un sistema ibrido e addirittura sino ai 50X in digitale.

Per dare un’idea del grande lavoro operato da Huawei basta osservare la tabella sottostante che confronta lo zoom del P30 Pro con quelli dei principali smartphone concorrenti. Dispositivi come il Galaxy S10+ o l’iPhone XS Max, posizionati anche a prezzi superiori rispetto alla creatura dell’azienda cinese, possono contare su zoom ottici che si fermano al 2X, senza la possibilità di spingersi fino ai 10X con il sistema ibrido. Insomma, una differenza importante.

Dispositivo Zoom Ottico
Huawei P30 Pro 5X
Samsung Galaxy S10+ 2X
iPhone XS Max 2X
Xiaomi Mi 9 2X
Sony Xperia 1 2X

Zoom periscopico, la configurazione tecnica

Partiamo innanzitutto dalla configurazione del comparto fotografico, realizzato in collaborazione con Leica. Sulla parte posteriore sono stati integrati ben quattro sensori: il principale è da 40 Megapixel con ottica da 27 mm, obiettivo f/1.6 e stabilizzazione ottica dell’immagine; rispetto al P20 Pro, il sensore secondario in bianco e nero è stato sostituito da uno grandangolare da 20 Megapixel con ottica da 16 mm e obiettivo f/2.4; il terzo sensore è un teleobiettivo da 8 Megapixel con ottica da 125 mm, obiettivo f/3.4 e stabilizzazione ottica dell’immagine; infine, il quarto è un sensore TOF per la profondità di campo, al fine di poter ottenere effetti bokeh (sfondo sfocato) più naturali e scansionare in 3D oggetti da poter inserire successivamente in foto e video.

Soffermiamoci però sul teleobiettivo da 8 Megapixel. Grazie alla differente lunghezza focale, abilita lo zoom ottico a 5X. Questo risultato è stato ottenuto servendosi di un vero e proprio prisma posizionato tra lenti e sensore e disposto a 90° che, osservando il sensore dall’esterno, dà una sensazione di “profondità”, così come potete osservare nell’immagine sottostante.

Huawei parla appunto di uno zoom periscopico, e la sensazione quando lo si utilizza è proprio quella di un elemento fisico che “fuoriesce” dalla scocca, per avvicinare appunto il soggetto. La versatilità offerta da questa tecnologia è sorprendente, soprattutto perché, prima del suo avvento, sarebbe stato necessario affiancare allo smartphone un altro dispositivo (come una fotocamera compatta) al fine di ottenere gli stessi risultati.

Partendo dalla focale principale 1X da 27 mm, è possibile dunque spingersi fino ai 125 mm (5X) del teleobiettivo passando per tutte le focali intermedie (2X, 3X, 4X ecc…), ottenute interpolando i dati del teleobiettivo con quelli del sensore da 40 Megapixel. Giungendo allo zoom 5X, si ottengono fotografie con risoluzione di 3.648 x 2.736 pixel, per cui superiori al valore nominale di 8 Megapixel del sensore (siamo nell’ordine del 10 Megapixel, proprio grazie all’interpolazione).

Da 5x fino a 10x (250 mm) entra in gioco l’intelligenza artificiale con le tecnologie di machine learning. In questo caso vengono combinati i dati raccolti dal teleobiettivo e quelli del sensore principale da 40 Megapixel, “conditi” da una tecnologia denominata “super resolution”, che opera un vero e proprio upscaling pensato per migliorare la definizione. Dal 10x al 50x vengono ovviamente meno i dati raccolti dai sensori, per cui si lavora solo con l’intelligenza artificiale.

La prova sul campo

L’azienda cinese ha approntato un’interfaccia software semplicissima per l’utilizzo dello zoom. Posizionando infatti il P30 Pro in orizzontale, sulla parte inferiore della schermata compaiono quattro switch. Selezionandoli progressivamente da destra verso sinistra, è possibile passare automaticamente dal sensore grandangolare a quello principale da 40 Megapixel, fino ad arrivare allo zoom ottico 5X e a quello ibrido 10X, tutto in maniera istantanea e senza perdersi in impostazioni e settaggi.

Una volta selezionato lo zoom 10X, basta semplicemente operare un “pinch to zoom” verso l’esterno con le dita per potersi spingere progressivamente fino ai 50X. Ovviamente, più si aumenta lo zoom e più diventa difficile riuscire a mantenere ferma l’inquadratura. In tal senso, sono gli algoritmi di intelligenza artificiale ad aiutare l’utente a stabilizzare l’immagine, al fine di ottenere scatti utilizzabili anche con il livello maggiore di zoom.

Abbiamo realizzato diversi scatti servendoci dello zoom periscopico. Come potete osservare voi stessi, i risultati sono letteralmente sorprendenti per uno smartphone, soprattutto in diurna. Avere la possibilità di avvicinare in questa maniera il soggetto torna davvero utile in tante circostanze nell’utilizzo quotidiano del P30 Pro, anche perché il livello di dettaglio rimane di alto livello, almeno fino ai 10X.

I 50X rappresentano oggi una prova di forza per Huawei, ma ovviamente a questo livello di zoom il livello di dettaglio scende e, inevitabilmente, è ancora più difficile tenere ferma l’immagine. Dal 10X al 50X però ci sono tutti i livelli intermedi, anche questi utilissimi nella quotidianità.

Un sistema che, a prima vista, sembra perfetto, ma che in realtà presenta margini di miglioramento. Ad esempio, sarebbe molto utile poter avere un pulsante fisico per lo scatto delle fotografie, che migliorerebbe l’ergonomia e, contestualmente, consentirebbe di ridurre i micro movimenti della mano in fase di realizzazione della foto, aiutando dunque l’intelligenza artificiale nella stabilizzazione. Chissà che Huawei decida di implementarlo nell’attesissimo Mate 30 Pro.

In ogni caso, come già affermato nella recensione del P30 Pro, lo zoom periscopico è destinato a diventare un nuovo standard nel mondo smartphone, esattamente come accaduto con i tre sensori posteriori del P20 Pro. In tal senso, basti pensare al recentissimo Oppo Reno 10X Zoom, per comprendere come l’industria dei dispositivi mobili si stia già muovendo in questa direzione. Insomma, Huawei ha nuovamente tracciato la strada.