Il nuovo chip basato sulla luce apre la strada al 6G e al 7G

Recentemente, è stato annunciato un prototipo funzionante di un chip semiconduttore basato sulla luce progettato per la connettività 6G e 7G

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a cura di Andrea Maiellano

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Recentemente, è stato annunciato uno sviluppo significativo nel settore della tecnologia mobile: è stato creato un prototipo funzionante di un chip semiconduttore basato sulla luce progettato per la connettività 6G e 7G.

Questo chip, frutto di ricerche e sperimentazioni, promette di portare notevoli miglioramenti nelle reti wireless del futuro.

L'articolo, originariamente pubblicato su Nature Communications tramite LiveScience, ha rivelato che scienziati e ricercatori hanno progettato un chip semiconduttore fototonico basato sulla luce, in grado di connettersi a bande di frequenza radio estremamente elevate, aprendo così le porte non solo al 6G, ma anche al futuro 7G.

Il chip stesso, con dimensioni di appena 0,2 per 0,2 pollici (5 mm per 5 mm), è stato assemblato collegando chiplet elettronici e fototonici al die, seguendo un approccio simile a quello dell'assemblaggio dei mattoncini Lego da parte dei bambini.

Utilizzando questi componenti fototonici su una scheda circuitale tradizionale, gli scienziati sono riusciti ad aumentare la larghezza di banda RF e migliorare l'accuratezza del segnale nelle alte frequenze.

La caratteristica più rilevante di questo chip semiconduttore basato sulla luce è la sua capacità di connettersi a specifiche frequenze attraverso l'uso di filtri fototonici a microonde, eliminando interferenze indesiderate e consentendo la cattura di informazioni più precise. Questo passo avanti è cruciale per il futuro delle reti wireless ad alte prestazioni.

Ben Eggleton, pro-vice-cancelliere per la ricerca presso l'Università di Sydney, ha sottolineato l'importanza dei filtri fototonici a microonde nelle moderne applicazioni di comunicazione e radar, evidenziando la loro flessibilità nel filtrare diverse frequenze, riducendo le interferenze e migliorando la qualità dei segnali.

Il 6G, secondo le stime della Global Systems for Mobile Communications Association (GSMA), dovrebbe operare su frequenze più elevate, comprese tra 7 GHz e 15 GHz, e qui l'uso della fotonica diventa cruciale, consentendo ai dispositivi mobili di operare con bande mmWave sopra i 30 GHz.

Questi chip prototipo promettono di offrire capacità di larghezza di banda RF notevolmente superiori e, grazie ai filtri fototonici a microonde, di eliminare interferenze nelle bande ad alta frequenza, sfruttando le potenzialità delle frequenze ad alta energia, anche se viaggiano solo brevi distanze.

Nonostante il lancio del 6G sia previsto tra almeno sette anni, questa tecnologia dei chip di comunicazione fototonici basati sulla luce per dispositivi mobili si presenta come un passo importante da seguire attentamente, poiché porta con se importanti prospettive di miglioramento per le future reti wireless.