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iMac e MacBook con chip ARM: Apple pronta a mollare Intel

Apple sta pensando di rimpiazzare i processori Intel dei Mac con quelli ARM, unificando le piattaforme tra il mondo dei computer e quello del mobile. L'ultima notizia è di Bloomberg, ma torna ciclicamente in auge e non si può negare che abbia quantomeno un fondamento logico, almeno osservando le scelte compiute dalla casa di Cupertino negli ultimi anni.

"Gli ingegneri di Apple hanno maturato una maggiore sicurezza sul fatto che un giorno i chip usati nei dispositivi mobile saranno abbastanza potenti per i computer desktop e i portatili", ha scritto Bloomberg mettendo nero su bianco quanto le avrebbero confidato tre fonti rigorosamente anonime. L'arrivo delle architetture Cortex A57 e Cortex A53 compatibili con le istruzioni a 64 bit nel 2014, nonché l'annuncio di AMD, pronta ad abbracciare questi design per usarli in ambito server, ci sembrano ottimi argomenti a testimonianza di come le deduzioni degli ingegneri Apple siano corrette, quasi scontate.

"Apple ora è legata a Intel nei computer ed è probabile che avvenga un cambio nei prossimi anni. Alcuni ingegneri affermano che un passaggio a design interni è inevitabile, poiché le funzioni dei dispositivi mobile e dei PC stanno diventando sempre più simili", ha aggiunto Bloomberg. D'altronde se ci si sofferma, si tratta solo di unire i punti. È chiaro che Apple sta investendo molto nella progettazione di chip. L'acquisizione di PA Semi nel 2008 e poi quella di Intrinsity, nonché la campagna acquisti che ha visto ingegneri con grandissime competenze come Jim Mergard e John Bruno passare da AMD ad Apple, la dicono lunga sui piani dell'azienda guidata da Tim Cook.

La fusione tra PC e mobile sta già avvenendo. Lo sta facendo la stessa Apple ma anche Microsoft, che con Windows RT ha gettato le basi per la diffusione di portatili basati su architettura ARM, e non solo dispositivi mobile come i tablet. "Se l'amministratore delegato di Apple Tim Cook vuole offrire ai consumatori del 2017 un'esperienza simile su portatili, telefoni, tablet e televisioni, sarà più facile realizzarla se tutti i dispositivi hanno un'architettura sottostante comune", ha dichiarato una delle fonti a Bloomberg.

In passato Apple ha già riscritto OS X per l'architettura Intel (2005), abbandonando il mondo PowerPC. Ha quindi le competenze per affrontare la sfida dal lato software (e supportare gli sviluppatori nel passaggio) e tra l'altro oggi può destinare più risorse economiche a un progetto di questo tipo rispetto a quanto potesse fare nei primi anni 2000. Inoltre il recente terremoto societario, che ha portato alla cacciata di Scott Forstall, potrebbe favorire l'impegno in questa direzione.

Apple ha da poco annunciato che Bob Mansfield, in passato sull'orlo di abbandonare l'azienda, ha preso il timone della nuova divisione Technologies, che amalgama in un unico gruppo tutti i team di Apple che si occupano di wireless e progettazione dei chip. Nel comunicato distribuito dall'azienda si legge a chiare lettere che Apple ha "piani ambiziosi per il futuro". Un'affermazione, che se vogliamo essere maliziosi, vale una mezza ammissione.

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Secondo Bloomberg, Mansfield sta lavorando da tempo per unificare il sistema iOS con quello OS X, ma finora si è sempre scontrato con Forstall, più concentrato nel migliorare iOS che a sostenere la fusione tra i due sistemi. Forstall però ora è stato messo alla porta e il dirigente, insieme a Craig Federighi e Jony Ive, può lavorare senza il timore di essere ostacolato."A dire il vero, non è stata presa nessuna decisione definitiva e Apple potrebbe scegliere di continuare a lavorare con Intel per gli anni a venire", ha specificato Bloomberg, anche se la sensazione è che la strada sia ormai tracciata.

La teoria dell'ecosistema unificato ha una sua logica, così come l'investimento che Apple sta facendo nella progettazione di chip, e che le sta consentendo di fare le proprie scelte e controllare maggiormente i costi. Tutto questo porta a pensare che l'adozione dell'architettura ARM su iMac e MacBook sia qualcosa di ineluttabile, figlio della direzione intrapresa da Apple e dal mercato, ma anche di una visione di lungo periodo.