Android

Maxi sequestro a Vicenza, aveva ragione Samsung

Ricordate il mega-sequestro di smartphone e tablet Samsung avvenuto a gennaio in 26 punti vendita del vicentino? Ebbene, il Tribunale di Milano ha dato ragione al colosso sudcoreano, sconfessando la tesi della società Edico s.r.l che sosteneva una violazione di un suo brevetto.

vicenza2
Vetrine spoglie

Esattamente il 18 gennaio 2017 un cospicuo numero di agenti della Guardia di Finanza di Vicenza aveva sequestrato smartphone e tablet Samsung presso Mediaworld (Palladio), Expert in viale della Scienza, Interspar di via del Mercato Nuovo e Auchan in via delle Cattane. L'operazione faceva parte dell'indagine "Patent App". In pratica Edico s.r.l era certa che Samsung avesse impiegato sui suoi dispositivi una tecnologia protetta da un suo brevetto europeo registrato nel 2002.

Nello specifico l'interfaccia del volume audio che compare sulle piattaforme multimediali quando si impiegano gli auricolari. Il danno presunto sarebbe stato di 60 milioni di euro a livello europeo e 10 milioni di euro in Italia.

vicenza3
Vetrina

Il sequestro di smartphone e tablet venne effettuato "al fine di procedere ad una perizia che consenta di definire con maggiore compiutezza di elementi le diverse varianti di contraffazione a seconda del modello e del tipo di sistema operativo utilizzato".

Samsung ai tempi assicurò che si sarebbe rivolta "alle competenti autorità civili e penali per ottenere la revoca immediata di questi provvedimenti e il ristoro dei danni patrimoniali e di immagine".

Ieri il Presidente della Sezione Specializzata del Tribunale di Milano, dott. Claudio Marangoni, ha accolto la tesi di Samsung, riconoscendo i prodotti dell'azienda non violano in alcun modo il brevetto EP '693 di titolarità di Edico Srl. Per altro il brevetto stesso è scaduto.

Samsung ha già richiesto il risarcimento di tutti i danni, anche di immagine, subiti.