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New York impone ai social delle etichette simili a quelle delle sigarette

Lo Stato di New York obbliga i social media a mostrare avvisi di pericolo per i minori, simili a quelli sulle sigarette, regolamentando funzionalità ritenute dannose.

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Avatar di Andrea Maiellano

a cura di Andrea Maiellano

Author @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 27/12/2025 alle 12:00

La notizia in un minuto

  • Lo Stato di New York introduce avvisi obbligatori sui rischi per la salute mentale dei minori sulle piattaforme social, simili a quelli presenti sui pacchetti di sigarette
  • La normativa colpisce funzionalità specifiche come infinite scrolling, auto-play, conteggio dei like e feed algoritmici, obbligando le piattaforme a mostrare etichette di avvertimento
  • L'iniziativa si inserisce in un trend globale con Australia e Danimarca già attive con divieti più radicali, mentre Meta, Snap e TikTok non hanno ancora reagito ufficialmente

Riassunto generato con l’IA. Potrebbe non essere accurato.

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Lo Stato di New York ha introdotto una normativa che ridefinisce le responsabilità delle piattaforme social verso i minori, imponendo l'obbligo di visualizzare avvisi di pericolo simili a quelli già presenti sui pacchetti di sigarette. La legge, approvata dal Parlamento dello Stato lo scorso giugno e firmata venerdì dalla governatrice Kathy Hochul, rappresenta uno dei tentativi più rigorosi negli Stati Uniti di regolamentare le funzionalità delle piattaforme digitali considerate potenzialmente dannose per la salute mentale dei giovani utenti. La misura si inserisce in un contesto di crescente preoccupazione istituzionale a livello globale, con Australia e Danimarca che hanno già adottato divieti ancora più radicali e la California che sta valutando provvedimenti analoghi.

La normativa newyorkese prende di mira specifiche caratteristiche tecniche ormai diventate standard nell'industria social: infinite scrolling (scorrimento infinito dei contenuti), auto-play (riproduzione automatica di video), conteggio pubblico dei like e feed algoritmici. Qualsiasi piattaforma che implementi una o più di queste funzionalità sarà obbligata a mostrare etichette di avvertimento che mettano in guardia sui potenziali rischi per il benessere psicologico dei minori. Gli avvisi dovranno comparire al primo utilizzo di queste funzioni da parte dell'utente e successivamente a intervalli regolari durante la navigazione.

L'applicazione territoriale della legge si basa sull'accesso geografico: qualsiasi piattaforma utilizzata da territorio dello Stato di New York sarà soggetta all'obbligo, indipendentemente dalla sede legale dell'azienda che la gestisce. Questo approccio ricorda le strategie normative europee come il GDPR e il Digital Markets Act, che hanno stabilito giurisdizione basata sull'ubicazione degli utenti piuttosto che delle società.

Le piattaforme dovranno mostrare avvisi sui rischi per la salute mentale ogni volta che un utente interagisce con funzionalità come infinite scrolling, auto-play o feed algoritmici

La governatrice Hochul ha giustificato la misura inquadrandola nella sua priorità di protezione della popolazione dello Stato: "Mantenere i newyorkesi al sicuro è stata la mia massima priorità da quando ho assunto l'incarico, e questo include proteggere i nostri ragazzi dai potenziali danni derivanti da funzionalità dei social media che incoraggiano un uso eccessivo". Questa legge si aggiunge ad altri due provvedimenti già firmati l'anno scorso dalla stessa governatrice, sempre mirati alla tutela dei minori nell'ecosistema digitale.

Il dibattito scientifico sull'impatto dei social media sulla salute mentale giovanile è in piena evoluzione. Lo scorso anno il Surgeon General degli Stati Uniti – la massima autorità sanitaria federale – aveva già sollecitato l'introduzione di etichette di avvertimento, citando ricerche che correlano l'utilizzo dei social media con aumenti significativi di ansia e depressione tra adolescenti e preadolescenti. Gli esperti concordano che i rischi siano multifattoriali e richiedano ulteriori studi per essere compresi nella loro complessità, ma convergono sulla necessità di interventi preventivi.

La reazione delle big tech interessate dalla normativa – Meta (Facebook e Instagram), Snap (Snapchat) e TikTok – non è ancora arrivata ufficialmente. Le aziende potrebbero contestare l'implementazione tecnica degli avvisi o sollevare questioni relative alla libertà di espressione e alla regolamentazione del commercio interstatale, argomenti storicamente sensibili nel contesto costituzionale americano. Resta da vedere se altre realtà del settore, come YouTube o X (ex Twitter), che utilizzano anch'esse feed algoritmici e riproduzione automatica, saranno incluse nell'applicazione pratica della normativa.

La tendenza globale verso una regolamentazione più stringente dei social media sembra destinata ad accelerare. Oltre ai precedenti australiano e danese, diversi Stati membri dell'Unione Europea stanno valutando misure specifiche per integrare il quadro normativo comunitario già esistente. Il modello newyorkese potrebbe rappresentare un punto di riferimento per altri Stati americani, rendendo sempre più probabile un mosaico di regolamentazioni locali che le piattaforme dovranno gestire simultaneamente, con evidenti complessità tecniche e legali nell'implementazione differenziata per area geografica.

Fonte dell'articolo: www.engadget.com

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