Nothing fa marcia indietro sulla pubblicità integrata nel lockscreen dopo le critiche della community tech. L'azienda guidata da Carl Pei ha annunciato la rimozione di Lock Glimpse, la controversa funzionalità che mostrava annunci pubblicitari nella schermata di blocco, dalla serie Phone (a). Una decisione che arriva dopo settimane di feedback negativi da parte degli utenti e che segna un momento significativo nel dibattito sull'equilibrio tra modelli di business alternativi e esperienza utente nel settore degli smartphone Android.
La retromarcia riguarda principalmente i dispositivi della gamma Phone (a), dove Lock Glimpse verrà completamente eliminato con il prossimo aggiornamento software. Nothing ha motivato la scelta dichiarando che la funzione potrebbe tornare in futuro solo quando sarà stata "significativamente migliorata per risultare meno intrusiva e più ponderata", senza però specificare parametri tecnici o tempistiche precise per questa evoluzione.
Il trattamento differenziato per i dispositivi più economici rivela la strategia di segmentazione dell'azienda. Sul Nothing Phone (3a) Lite e sui prodotti della linea CMF, Lock Glimpse rimarrà presente nel sistema operativo ma sarà disattivato di default. Gli utenti troveranno quindi la funzionalità preinstallata ma dormiente, con la possibilità di attivarla manualmente. Nothing ha inoltre promesso che aggiungerà presto l'opzione per disinstallare completamente l'applicazione, evitando così i problemi tipici della rimozione forzata tramite ADB o root che potrebbero compromettere la stabilità del sistema.
L'aggiornamento software che implementa questi cambiamenti introduce anche altre modifiche orientate alla pulizia del sistema operativo. Gli utenti del Phone (3a) Lite potranno ora disabilitare e rimuovere completamente il Meta App Installer e l'App Manager, componenti preinstallati legati all'ecosistema Meta. Questa mossa si allinea con la crescente sensibilità europea verso il controllo del software preinstallato, in linea con le direttive del Digital Markets Act che limitano il bundling forzato di applicazioni.
La vicenda Lock Glimpse rappresenta un caso emblematico delle tensioni nel mercato degli smartphone di fascia media. Diversi produttori cinesi utilizzano da anni modelli di business basati su pubblicità integrata e app preinstallate per ridurre i margini sul prezzo di vendita dell'hardware, una pratica comune sui dispositivi venduti sotto i 300 euro. Nothing aveva tentato di sdoganare questo approccio anche nel mercato occidentale, ma evidentemente ha sottovalutato la reazione della sua utenza, tradizionalmente più attenta alla pulizia software e all'estetica minimalista che caratterizza il brand.
La risposta rapida dell'azienda alle critiche dimostra comunque una certa sensibilità al feedback della community, aspetto non scontato nel panorama Android dove molti produttori mantengono bloatware e pubblicità integrate nonostante le lamentele degli utenti. Resta da vedere se Nothing riuscirà effettivamente a sviluppare una versione di Lock Glimpse sufficientemente raffinata da risultare accettabile, o se questa marcia indietro segnerà definitivamente l'abbandono della monetizzazione pubblicitaria diretta sui propri dispositivi.