L'alba di una nuova era per la tecnologia mobile è arrivata. Nel 2025, la domanda non è più "quale smartphone ha la fotocamera migliore?", ma "quale smartphone è il più intelligente?". L'intelligenza artificiale, d'altronde, è diventata il cuore pulsante dei dispositivi che teniamo in tasca, un copilota digitale che riscrive le regole dell'interazione, della produttività e della creatività.
Il campo di battaglia è definito da quattro attori principali, ognuno con la sua visione unica: Apple, con la sua fortezza incentrata sulla privacy chiamata Apple Intelligence; Samsung, che spinge sull'acceleratore con una Galaxy AI sempre più pervasiva e potente; Google, il pioniere, che infonde il suo onnisciente Gemini nel cuore di Android e dei suoi dispositivi Pixel; e Motorola, che si fa strada con una Moto AI pragmatica, focalizzata sulla semplificazione dell'esperienza utente e che sfrutta diversi provider di terze parti.
Tuttavia, la vera rivoluzione del 2025 non risiede solo dei top di gamma più costosi, ma nella democratizzazione dell'IA. Come vedremo, grazie a Google, la maggior parte degli smartphone Android ha ora accesso a un arsenale di funzionalità AI che fino a poco tempo fa sembrava fantascienza.
Che cos'è davvero uno smartphone AI nel 2025?
Andare oltre la semplice definizione è fondamentale. Uno smartphone AI del 2025 non si limita a eseguire comandi, ma comprende il contesto, impara dalle abitudini e agisce in modo predittivo. L'intelligenza artificiale si manifesta in tre aree principali: l'IA predittiva, che ottimizza la batteria e le prestazioni prevedendo quali app utilizzerai; la fotografia computazionale, che trasforma scatti normali in immagini mozzafiato ricostruendo dettagli, eliminando imperfezioni e persino cambiando le condizioni di luce; e, soprattutto, l'IA generativa, che permette di creare testi, immagini e riassunti, dialogando con il dispositivo in linguaggio naturale.
Questa rivoluzione è resa possibile da due approcci tecnologici che lavorano in sinergia. Da un lato, l'elaborazione on-device, gestita da chip sempre più potenti come i Google Tensor, i Qualcomm Snapdragon e gli Apple Bionic, dotati di NPU dedicate. Questo approccio garantisce velocità, funzionamento anche offline e, soprattutto, un livello di privacy superiore, poiché i dati sensibili non lasciano mai il telefono. Dall'altro lato, l'elaborazione in cloud sfrutta la potenza quasi illimitata dei data center per compiti di IA generativa estremamente complessi, come la creazione di video o l'analisi di documenti molto lunghi. I migliori smartphone del 2025 sono quelli che riescono a bilanciare magistralmente questi due mondi, scegliendo l'approccio giusto per ogni compito.
Ho davvero bisogno dell'IA sul mio smartphone?
Nel 2025, la domanda non è tanto "se" ne hai bisogno, ma "come" può aiutarti. Se usi lo smartphone solo per funzioni base, potresti non sfruttarne appieno il potenziale. Nonostante ciò, se anche solo una delle funzionalità descritte può farti risparmiare tempo o fatica, la risposta è sì. Pensa a dover trascrivere una lezione universitaria, riassumere un lungo articolo di lavoro, comunicare con un collega straniero o semplicemente scattare una foto di gruppo perfetta al primo tentativo.
L'intelligenza artificiale non è un'unica funzione, ma un insieme di strumenti. Circle to Search può farti risparmiare minuti preziosi ogni giorno, l'assistente di scrittura può migliorare la tua comunicazione professionale e l'editor fotografico generativo può salvare ricordi altrimenti rovinati. Avere queste funzionalità a disposizione significa possedere un dispositivo più capace e versatile, pronto ad assisterti quando ne avrai bisogno.
Cosa devo cercare quando acquisto uno smartphone IA?
Oltre alle ovvie specifiche di base, ci sono quattro elementi chiave da considerare. Primo, il processore: un chip con una NPU potente (come i Tensor di Google, gli Snapdragon serie 8 o i Bionic di Apple) è fondamentale per prestazioni AI veloci e reattive, specialmente per le funzioni on-device. Secondo, RAM e memoria: gli algoritmi AI sono esigenti; 8 GB di RAM sono il minimo sindacale nel 2025, e memorie veloci (UFS 4.0) garantiscono che il sistema non abbia colli di bottiglia.
Terzo, e forse più importante, il supporto software a lungo termine. Le funzionalità AI sono in continua evoluzione; un produttore che garantisce molti anni di aggiornamenti (come i 7 anni di Google e Samsung) assicura che il tuo dispositivo non diventi obsoleto e continui a ricevere le ultime innovazioni. Infine, valuta l'ecosistema AI: preferisci l'approccio integrato e conversazionale di Google Gemini o la suite di strumenti pratici di Samsung Galaxy AI? La risposta a questa domanda guiderà la tua scelta finale.
L'IA on-device è meglio di quella in cloud?
Non si tratta di una competizione, ma di una collaborazione. Entrambi gli approcci hanno vantaggi distinti e i migliori smartphone li usano entrambi in modo intelligente. L'IA on-device (eseguita localmente sul processore del telefono) è la scelta ideale per compiti che richiedono alta velocità, bassa latenza e massima privacy. Funzioni come lo sblocco facciale, la trascrizione in tempo reale o i suggerimenti proattivi della tastiera beneficiano enormemente dell'elaborazione locale, poiché i tuoi dati personali non devono essere inviati a un server esterno.
L'IA in cloud, d'altra parte, è indispensabile per i compiti di IA generativa più complessi che richiedono una potenza di calcolo immensa. La generazione di immagini fotorealistiche da una descrizione testuale, l'analisi di documenti di centinaia di pagine o la creazione di riassunti video sono operazioni che superano le capacità di un singolo smartphone. L'approccio ibrido, dove il dispositivo gestisce localmente i dati sensibili e si affida al cloud per il "lavoro pesante", rappresenta la soluzione ottimale che unisce il meglio di entrambi i mondi.
Le funzioni AI sono gratuite o dovrò pagare un abbonamento?
Questa è una delle questioni più calde del 2025 e la tendenza è ormai chiara: il modello è ibrido. La maggior parte delle funzionalità AI predittive e di ottimizzazione del dispositivo (come la gestione della batteria, la fotografia computazionale di base e gli assistenti di chat per la correzione del tono) sono generalmente incluse nel costo dello smartphone e rimangono gratuite. Queste funzioni, spesso eseguite on-device, sono considerate parte integrante dell'esperienza utente premium che i produttori vogliono offrire per differenziarsi dalla concorrenza.
Tuttavia, per le funzionalità di IA generativa più avanzate e dispendiose in termini di risorse computazionali (principalmente quelle che si appoggiano pesantemente al cloud), il modello ad abbonamento sta diventando la norma. Google, ad esempio, integra le funzioni base di Gemini in tutti i suoi dispositivi, ma l'accesso ai modelli più potenti e alle capacità multimodali più complesse (come l'analisi approfondita di video o la generazione di codice) richiede un abbonamento a Google One AI Premium. Similmente, si vocifera che Samsung potrebbe introdurre un "Galaxy AI Plus" per funzioni generative future che andranno oltre la suite offerta al lancio, specialmente per l'editing video avanzato e la collaborazione in tempo reale.
Come viene gestita la privacy con un telefono che "impara" tutto di me?
La privacy è diventata il principale campo di battaglia per i produttori di smartphone AI, spinti anche da normative sempre più stringenti come l'AI Act europeo. La strategia principale adottata dai leader di settore come Google e Samsung si basa sul concetto di "privacy by design", che privilegia il più possibile l'elaborazione on-device. Funzioni come i suggerimenti proattivi, l'organizzazione delle foto per volti e la trascrizione in tempo reale avvengono quasi interamente all'interno del "cervello" del telefono, ovvero la NPU, senza che i dati personali lascino mai il dispositivo. Google ha ulteriormente rafforzato questo approccio con il suo "Private Compute Core", un ambiente isolato all'interno di Android dove i dati sensibili vengono analizzati in totale sicurezza.
Per le funzioni che inevitabilmente richiedono l'accesso al cloud, i produttori sono tenuti a garantire la massima trasparenza. Nel 2025, ogni smartphone AI offre una dashboard della privacy dettagliata, che permette all'utente di vedere esattamente quali dati vengono utilizzati, da quale funzione e per quale scopo. È possibile revocare i permessi in modo granulare e richiedere la cancellazione della propria cronologia dai server. La regola d'oro per l'utente rimane quella di essere consapevole: leggere le informative sulla privacy al primo avvio e personalizzare le impostazioni per condividere solo le informazioni con cui ci si sente a proprio agio, garantendo che l'assistenza dell'IA non avvenga mai a scapito del controllo sui propri dati.
Le funzionalità AI avanzate funzionano bene anche in lingua italiana?
Il supporto per la lingua italiana ha fatto passi da gigante e, alla fine del 2025, la maggior parte delle funzionalità chiave è pienamente operativa. I modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) che alimentano assistenti come Gemini e le funzioni di Galaxy AI hanno raggiunto un livello di comprensione e generazione dell'italiano quasi pari a quello dell'inglese, specialmente per i compiti più comuni. Funzioni come la traduzione in tempo reale, la trascrizione di registrazioni audio e la generazione di riassunti di testi funzionano in modo eccellente e affidabile nella nostra lingua.
Dove possono ancora emergere lievi differenze è nelle capacità creative e di "sfumatura" più complesse dell'IA generativa. Ad esempio, la richiesta di scrivere un testo emulando lo stile di un autore italiano specifico o la comprensione di modi di dire dialettali molto stretti potrebbero non essere ancora perfette come in inglese. Tuttavia, le funzionalità pubblicizzate come centrali nell'esperienza d'uso – dalla scrittura di email all'editing fotografico tramite comandi vocali, fino alla ricerca contestuale – sono state completamente localizzate dai principali produttori. Il divario linguistico che caratterizzava i primi lanci si è ormai quasi del tutto colmato per l'utente medio.
Apple Intelligence
Apple è entrata nell'arena dell'AI generativa con un approccio che riflette la sua filosofia di sempre: privacy, sicurezza e un'integrazione hardware-software senza soluzione di continuità. Apple Intelligence, introdotta con iOS 18, non è un'app singola, ma un'intelligenza diffusa in tutto il sistema operativo, progettata per essere profondamente personale e contestuale.
La strategia ibrida: on-device e private cloud compute
La vera prodezza di Apple risiede nel suo modello ibrido. La maggior parte delle elaborazioni AI, come la sintesi di notifiche, la correzione di testi e l'organizzazione delle foto, avviene direttamente sul dispositivo, grazie alla potenza dei chip della serie A e M. Questo approccio on-device garantisce due vantaggi fondamentali: velocità fulminea e, soprattutto, una privacy ferrea. I tuoi dati personali non lasciano mai il telefono per le operazioni quotidiane.
Quando una richiesta necessita di una potenza di calcolo superiore, entra in gioco il Private Cloud Compute. A differenza delle tradizionali soluzioni cloud, Apple ha progettato server basati sul proprio silicio (Apple Silicon) che non memorizzano i dati dell'utente. La richiesta viene inviata in modo anonimo, elaborata e il risultato restituito al dispositivo, senza lasciare tracce. È un'impresa ingegneristica che mira a risolvere il dilemma tra potenza e privacy.
Funzionalità chiave nel 2025:
- Writing Tools (strumenti di scrittura): Integrati a livello di sistema, permettono di riscrivere, riassumere e correggere testi in Mail, Note, Pages e app di terze parti. Lo stile può essere adattato da professionale a informale, rendendo la comunicazione più efficace.
- Image Playground e Genmoji: La creatività diventa un gioco. Image Playground consente di creare immagini e animazioni partendo da semplici descrizioni testuali. Le Genmoji portano le emoji a un livello successivo, generando icone personalizzate al volo in base al contesto della conversazione.
- Siri rinasce: L'assistente vocale di Apple è stato potenziato, diventando più conversazionale e consapevole del contesto sullo schermo. Può comprendere richieste complesse e interagire con le app in modi più profondi. Inoltre, grazie a un'integrazione opzionale e trasparente con ChatGPT-4o, Siri può attingere a una base di conoscenza più ampia per domande complesse, sempre con il consenso esplicito dell'utente per ogni singola richiesta.
- Editing fotografico intelligente: L'app Foto ora include strumenti come "Ripulisci" (Clean Up), che permette di rimuovere oggetti o persone indesiderate dagli sfondi con una naturalezza impressionante, rivaleggiando e in alcuni casi superando il Magic Eraser di Google.
Samsung Galaxy AI
Samsung ha abbracciato l'intelligenza artificiale con un'aggressività che ha scosso il mercato. Galaxy AI, potenziata da una stretta collaborazione con Google, è una suite di funzionalità onnicomprensiva che mira a migliorare ogni aspetto dell'esperienza mobile. I modelli del 2025, come la serie Galaxy S25, non solo affinano le funzioni esistenti ma ne introducono di nuove, con un occhio di riguardo alla multimedialità.
La partnership con Google e il modello ibrido
A differenza dell'approccio più chiuso di Apple, Samsung sfrutta una partnership strategica con Google, integrando il modello Gemini in molte delle sue applicazioni native. Questo le permette di beneficiare della vastissima conoscenza e delle capacità di ragionamento del modello di Google. Similmente ad Apple, anche Samsung adotta un modello ibrido: le attività più semplici e sensibili alla privacy sono gestite on-device dal potente processore (spesso uno Snapdragon di ultima generazione), mentre le funzioni più complesse, come l'editing generativo avanzato, si appoggiano al cloud di Google.
Samsung è stata chiara: le funzionalità di Galaxy AI saranno gratuite fino alla fine del 2025. Questo ha sollevato interrogativi su un possibile futuro modello di abbonamento. L'ipotesi più accreditata è che le funzioni di base rimarranno gratuite, mentre le capacità più avanzate e computazionalmente onerose (come la generazione video AI o l'editing fotografico ultra-complesso) potrebbero richiedere un canone. Una strategia che, se confermata, potrebbe ridefinire il valore percepito del software su uno smartphone.
Funzionalità distintive del 2025:
- Live Translate e Chat Assist: Funzioni che abbattono le barriere linguistiche. Live Translate offre traduzioni vocali e testuali in tempo reale durante le telefonate, mentre Chat Assist traduce i messaggi direttamente all'interno delle app di messaggistica e suggerisce risposte in stili diversi.
- Circle to Search (Cerchia e Cerca): Una delle innovazioni più intuitive, sviluppata con Google. Permette di cerchiare, scarabocchiare o toccare qualsiasi elemento sullo schermo per avviare una ricerca immediata, senza cambiare app.
- Editing generativo potenziato: Galaxy AI porta l'editing fotografico a un livello superiore. È possibile spostare, ridimensionare o eliminare completamente oggetti e persone dalle foto, con l'AI che ricostruisce lo sfondo in modo coerente. La novità del 2025 è l'estensione di queste capacità anche ai video.
- Note assist e transcript assist: Strumenti per la produttività che trasformano l'app Note e il Registratore Vocale in assistenti intelligenti. Note Assist può formattare, riassumere e organizzare automaticamente appunti disordinati, mentre Transcript Assist trascrive le registrazioni audio, le riassume e le traduce, identificando anche i diversi interlocutori.
Google Gemini
Quando si parla di intelligenza artificiale, Google è il punto di riferimento. Per anni ha sviluppato modelli linguistici e algoritmi di machine learning che ora trovano la loro massima espressione negli smartphone. La sua strategia è duplice: offrire l'esperienza AI più pura e all'avanguardia sui suoi dispositivi Pixel e, contemporaneamente, estendere gran parte di questa intelligenza all'intero ecosistema Android.
Gemini
Il cuore pulsante dell'AI di Google è Gemini, il suo modello multimodale più potente, capace di comprendere e interagire con testo, immagini, audio e video. Sugli smartphone, Gemini si manifesta in diverse forme:
- Gemini Nano: Una versione efficiente del modello, progettata per funzionare interamente on-device. Gestisce attività come le risposte intelligenti in Gboard, i riassunti nel registratore e altre funzioni che richiedono velocità e privacy.
- Gemini Pro (in Cloud): Quando serve più potenza, le richieste vengono gestite dalla versione Pro nel cloud, che alimenta l'Assistente Gemini, le capacità di ricerca avanzate e le funzioni di AI generativa più complesse.
I Pixel 9, equipaggiati con il nuovo chip Google Tensor G4, sono progettati specificamente per ottimizzare l'esecuzione di questi modelli, offrendo un'integrazione ancora più profonda e funzionalità esclusive, come un Magic Editor ancora più potente e l'anteprima di progetti futuri come Project Astra, l'assistente AI contestuale in grado di "vedere" il mondo attraverso la fotocamera e rispondere in tempo reale.
Funzionalità iconiche di Google AI:
- Magic Editor e Best Take: Il Magic Editor nei Pixel va oltre la semplice cancellazione (Magic Eraser), permettendo di ricomporre interamente una scena. Best Take, invece, è perfetto per le foto di gruppo: scatta una raffica di immagini e permette di scegliere l'espressione migliore per ogni singola persona, combinandole in un unico scatto perfetto.
- Assistente con Gemini: L'Assistente Google si è evoluto in un vero e proprio copilota AI. Può comprendere contesti complessi, pianificare itinerari, riassumere pagine web o video di YouTube e interagire con le app Google (Gmail, Drive, Docs) in modi che nessun altro assistente può fare.
- Call Screen e Clear Calling: Funzionalità che migliorano l'esperienza di chiamata. Call Screen risponde alle chiamate da numeri sconosciuti per vostro conto, mentre Clear Calling utilizza l'AI per ridurre drasticamente i rumori di fondo durante una conversazione.
Motorola Moto AI
Motorola si ritaglia uno spazio distintivo nel panorama AI con Moto AI. Invece di puntare su una suite di funzionalità onnicomprensiva, l'approccio di Motorola è più focalizzato sulla semplificazione delle interazioni quotidiane e sulla fornitura di un'assistenza contestuale e non invasiva. Moto AI non cerca di reinventare la ruota, ma di renderla più scorrevole, integrando sapientemente le potenti capacità di Google AI in un'interfaccia pulita e intuitiva.
Semplificare il quotidiano
L'essenza di Moto AI è rendere l'uso dello smartphone più immediato. Spesso, questo si traduce nel dare all'utente un accesso più rapido e contestuale alle funzionalità AI di Google che già esistono, ma con un tocco di personalizzazione Motorola. Molti dispositivi recenti includono un tasto AI dedicato per richiamare istantaneamente le funzioni intelligenti.
Funzionalità chiave di Moto AI:
- Aggiornami (Catch Me Up): Una funzione geniale nella sua semplicità. Con un gesto o un comando, lo smartphone fornisce un riepilogo conciso e prioritizzato di tutte le notifiche perse, messaggi e chiamate.
- Attenzione (Attention) e Ricorda (Remember): La funzione "Attenzione" può trascrivere e riassumere conversazioni o riunioni in tempo reale. "Ricorda", invece, permette di catturare istantaneamente informazioni importanti sullo schermo, che siano testi o immagini, e le salva in un'area dedicata per un facile recupero.
- Image Studio: Anche Motorola offre il suo strumento per la generazione di immagini basato su prompt testuali, dimostrando come questa tecnologia stia diventando uno standard del settore.
- Integrazione con l'ecosistema: Moto AI si estende anche agli accessori, come i Moto Buds, permettendo di accedere a riepiloghi e risposte rapide senza nemmeno sbloccare il telefono.
Chi vince la corsa all'AI nel 2025?
Decretare un vincitore assoluto è complesso, poiché ogni ecosistema eccelle in aree diverse.
- Apple vince sulla privacy e sull'integrazione. Per l'utente che vive nell'ecosistema Apple e mette la sicurezza dei propri dati al primo posto, Apple Intelligence offre un'esperienza coesa, potente e rassicurante. L'approccio ibrido con Private Cloud Compute è una mossa da maestro.
- Samsung vince sull'ambizione e sulla completezza delle funzionalità. Galaxy AI è la suite più ricca e aggressiva, toccando quasi ogni aspetto dell'uso dello smartphone, dalla comunicazione alla produttività alla creatività multimediale. La sua stretta integrazione con Gemini le conferisce una potenza smisurata.
- Google vince sull'intelligenza pura e sull'ecosistema. I Pixel offrono l'esperienza AI più avanzata e "pura", con Gemini profondamente radicato nel sistema. Tuttavia, la sua vera vittoria è aver reso questa intelligenza una colonna portante di Android, elevando l'intero mercato e offrendo a milioni di utenti strumenti potentissimi.
- Motorola vince sulla pragmatica semplicità. Per l'utente che cerca un'intelligenza artificiale che semplifichi la vita senza essere invadente, Moto AI offre soluzioni intelligenti e mirate che migliorano l'usabilità quotidiana.
Insomma, il vero vincitore nel 2025 è l'utente. La competizione feroce tra questi colossi ha accelerato l'innovazione a un ritmo senza precedenti, trasformando i nostri smartphone da semplici strumenti di comunicazione a veri e propri partner intelligenti, pronti ad assisterci in ogni momento della nostra giornata digitale. La scelta dipende da ciò che si valuta di più: la fortezza della privacy, la suite di funzionalità più completa, l'intelligenza contestuale più profonda o la semplicità più elegante.
I migliori smartphone AI del 2025
La vera battaglia per la supremazia nell'intelligenza artificiale si gioca sia sull'hardware che sulle suite software che i produttori hanno sviluppato. Vediamo i principali contendenti che definiscono il mercato nel 2025.
Samsung Galaxy S25 Ultra
Il Samsung Galaxy S25 Ultra si conferma il punto di riferimento per chi cerca un'esperienza AI completa, versatile e perfettamente integrata nell'uso quotidiano. Il cuore di tutto è la suite Galaxy AI, che nel 2025 ha raggiunto una maturità impressionante. Funzioni come Circle to Search, ora potenziata dall'integrazione con la S Pen, rendono la ricerca visiva un gesto istantaneo e naturale. L'assistente di chat (Chat Assist) non solo corregge la grammatica, ma è in grado di adattare il tono di un messaggio, trasformandolo da informale a professionale con un solo tocco. La traduzione vocale in tempo reale, sia nelle chiamate che di persona, abbatte le barriere linguistiche in modo fluido ed efficace.
Ma è nelle nuove funzionalità che il Galaxy S25 Ultra mostra i muscoli. Now Brief è un hub informativo che organizza la giornata dell'utente in modo proattivo, fornendo al mattino un riepilogo sul sonno e sugli impegni e suggerendo percorsi ottimizzati durante il giorno. L'editor di immagini basato sull'IA generativa è diventato ancora più potente, permettendo non solo di rimuovere oggetti o riflessi, ma anche di espandere l'inquadratura in modo creativo e realistico. Con la promessa di 7 anni di aggiornamenti, Samsung garantisce che l'investimento odierno continuerà a dare i suoi frutti, ricevendo le future innovazioni AI per quasi un decennio.
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Ideale per: il professionista e l'utente "power" che desidera un'intelligenza artificiale pratica, che semplifichi compiti reali e offra la massima versatilità grazie alla S Pen.
Google Pixel 10 Pro XL
Se Samsung rende l'IA pratica, il Google Pixel 10 Pro XL è lo smartphone per chi vuole l'intelligenza artificiale nella sua forma più pura e avanzata. Essendo il dispositivo "fatto in casa" da Google, offre l'integrazione più profonda e nativa con Gemini, il modello AI multimodale più potente dell'azienda. Questo si traduce in un'esperienza conversazionale e di assistenza che nessun altro dispositivo può eguagliare. Gemini non è solo un assistente vocale, ma un vero partner creativo e analitico, in grado di comprendere richieste complesse che includono testo, immagini e voce contemporaneamente.
Il cuore del sistema è il nuovo chip Tensor G5, progettato su misura da Google per accelerare i suoi modelli di machine learning. Questo si traduce in funzionalità esclusive e fulminee. La suite fotografica, già leggendaria, raggiunge nuove vette con strumenti come il Camera Coach, che usa l'IA per suggerire in tempo reale la composizione migliore per uno scatto. La funzione di filtro chiamate è diventata ancora più intelligente, gestendo le chiamate spam in modo quasi umano. Anche qui, Google promette 7 anni di aggiornamenti, assicurando che il Pixel rimanga sempre all'avanguardia con le ultime novità software e i modelli AI più recenti direttamente dalla fonte.
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Ideale per: l'appassionato di tecnologia, il "purista" Android e chiunque voglia l'esperienza AI più avanzata, conversazionale e profondamente integrata con l'ecosistema Google.
Motorola Razr 60 Ultra
Se Google punta sulla purezza dell’intelligenza artificiale, il Motorola Razr 60 Ultra rappresenta l’unione perfetta tra design iconico e funzionalità AI al servizio della vita quotidiana. Il suo formato pieghevole non è solo una scelta estetica, ma la cornice ideale per un’esperienza smart che sfrutta l’IA in maniera pratica e sorprendente.
Al centro c’è il nuovo chip Snapdragon ottimizzato per l’AI, che alimenta funzioni intelligenti in tempo reale. L’IA lavora dietro le quinte per ottimizzare consumi energetici, personalizzare l’esperienza d’uso e rendere più fluida l’interazione con lo smartphone. Con il supporto a Moto AI, il dispositivo diventa un assistente proattivo: dalle traduzioni istantanee alle risposte suggerite nelle chat, fino alla gestione del multitasking tra schermo interno e display esterno.
La fotografia sfrutta algoritmi avanzati per garantire scatti perfetti in ogni condizione. L’IA interviene in tempo reale regolando esposizione, dettagli e colori, e introduce funzioni creative come il Photo Reimagine, che permette di modificare gli scatti con semplici comandi naturali.
Non manca l’integrazione con l’ecosistema Google e Gemini, ma il vero punto di forza sta nella filosofia Motorola: mettere l’intelligenza artificiale al servizio della semplicità. Il Razr 60 Ultra non vuole stupire con funzioni futuristiche fini a sé stesse, ma aiutare concretamente a lavorare meglio, comunicare più rapidamente e vivere in maniera più smart, senza rinunciare allo stile.
- Ideale per: chi cerca un pieghevole di design che sfrutti l’IA per semplificare le attività quotidiane, unendo eleganza, innovazione e praticità.
iPhone 17
Con l’iPhone 17, Apple non solo alza il livello dell’hardware, ma fa un grande salto anche con l’intelligenza artificiale. Il nuovo chip A19 integra accelerator neurali e unità AI capaci di elaborare modelli complessi direttamente on-device, per funzioni intelligenti più veloci, sicure e rispondenti alle tue esigenze quotidiane.
Uno dei pilastri dell’esperienza AI su iPhone 17 è la modalità Apple Intelligence inclusa in iOS 26, che unisce visione, linguaggio e contesto per offrire automazioni, suggerimenti e traduzioni in tempo reale.
Tra le funzioni più evidenti: la Center Stage front camera con sensore quadrato — grazie all’IA la fotocamera frontale regola automaticamente l’inquadratura (auto-zoom e auto-rotate) durante videochiamate o selfie, passando dal verticale all’orizzontale per includere più persone o garantirti sempre al centro; Adaptive Power Mode: l’IA intercetta le tue abitudini d’uso per gestire in modo intelligente consumi, frame rate e attività in background, estendendo l’autonomia senza interventi manuali; Display smart: il Super Retina XDR con ProMotion a 120Hz si adatta in modo fluido grazie all’IA; diminuisce il refresh rate per contenuti statici e lo aumenta immediatamente per gaming o animazioni complesse, ottimizzando qualità e consumi.
In aggiunta, l’IA migliora la fotografia con algoritmi che ottimizzano esposizione, bilanciamento del bianco e messa a fuoco, producendo scatti migliori anche in condizioni di luce difficili.
- Ideale per: chi vuole uno smartphone potente e “intelligente”, capace di anticipare bisogni, semplificare la comunicazione, migliorare le foto e gestire l’autonomia in modo trasparente.