Samsung potrebbe compiere una scelta moto ambiziosa per il suo prossimo smartphone pieghevole a conchiglia: secondo fonti industriali sudcoreane, il Galaxy Z Flip8 monterà con ogni probabilità il nuovissimo Exynos 2600, il primo processore per smartphone al mondo realizzato con processo produttivo a 2 nanometri Gate-All-Around (GAA). Si tratterebbe del secondo anno consecutivo in cui il produttore coreano affida i propri pieghevoli flip a una soluzione interna anziché ai chip Qualcomm, in un contesto di mercato caratterizzato dall'aumento dei costi delle memorie e dalla necessità di ottimizzare le spese di produzione.
Il quotidiano economico The Bell riporta che Samsung sta valutando attivamente l'Exynos 2600 per il Galaxy Z Flip8, previsto per l'estate 2026. Le fonti anonime citate dalla testata sottolineano come l'azienda sia soddisfatta delle prestazioni interne del processore, e che solo l'emergere di problematiche critiche impreviste potrebbe far cambiare strategia al colosso di Suwon. La decisione finale non è ancora stata formalizzata, ma gli indizi tecnici ed economici puntano decisamente verso questa direzione.
L'Exynos 2600 rappresenta un salto generazionale significativo nell'arsenale tecnologico di Samsung. Il SoC integra una CPU a 10 core basata sull'architettura Arm v9.3 di ultima generazione, con una configurazione asimmetrica che comprende un core principale C1-Ultra a 3,8 GHz, tre core ad alte prestazioni C1-Pro a 3,25 GHz e sei core a efficienza energetica C1-Pro a 2,75 GHz. Secondo i dati ufficiali del produttore, questa architettura garantisce un incremento prestazionale della CPU del 39% rispetto all'Exynos 2500, il chip che equipaggia alcuni modelli della serie Galaxy S25 in determinati mercati.
Il comparto grafico affidato alla GPU Xclipse 960 e la NPU potenziata completano il quadro tecnico, con quest'ultima che vanta un miglioramento delle prestazioni del 113% rispetto alla generazione precedente. Si tratta di numeri particolarmente rilevanti per l'elaborazione di carichi di lavoro legati all'intelligenza artificiale on-device, un ambito sempre più centrale nell'esperienza utente degli smartphone moderni, dalle funzionalità fotografiche computazionali alle operazioni di traduzione e sintesi vocale.
La scelta di utilizzare un chip proprietario per il Galaxy Z Flip8 presenta diverse implicazioni strategiche. Da un lato, permette a Samsung di verticalizzare ulteriormente la propria catena produttiva, riducendo la dipendenza da fornitori esterni in un momento in cui i costi delle memorie registrano tensioni al rialzo sui mercati globali. Dall'altro, consente al gruppo di dimostrare la maturità tecnologica delle proprie foundry, che con il nodo produttivo a 2nm hanno raggiunto un traguardo che competitor come TSMC stanno ancora inseguendo nel segmento mobile.
Resta da vedere se questa strategia convincerà pienamente il mercato europeo e italiano, tradizionalmente attento al rapporto tra prestazioni e consumi energetici. L'esperienza con precedenti generazioni di Exynos ha talvolta evidenziato criticità in termini di efficienza termica e gestione energetica rispetto alle controparti Qualcomm, aspetti particolarmente rilevanti in dispositivi pieghevoli dove lo spazio per dissipazione e batteria è più limitato. Samsung sembra però puntare proprio sull'architettura a 2nm per superare queste limitazioni storiche.
Curiosamente, precedenti indiscrezioni avevano ipotizzato l'utilizzo di uno Snapdragon 8 Elite Gen 5 in edizione speciale per il Galaxy Z Flip8, ipotesi che ora appare meno probabile alla luce di queste nuove informazioni. Non è escluso tuttavia che Samsung adotti una strategia di diversificazione geografica, riservando l'Exynos 2600 ad alcuni mercati e mantenendo soluzioni Qualcomm per altri, secondo una prassi consolidata negli ultimi anni per la serie Galaxy S.
Il Galaxy Z Flip8 dovrebbe debuttare nell'estate 2026, probabilmente tra luglio e agosto seguendo il calendario tipico dei lanci pieghevoli Samsung. Per il mercato europeo sarà fondamentale valutare non solo le prestazioni pure, ma anche l'efficienza energetica, la gestione termica durante sessioni d'uso prolungate e il supporto software a lungo termine, elementi che determinano sempre più le scelte d'acquisto in una fascia di prezzo che per i pieghevoli si attesta tipicamente sopra i 1.000 euro. Le prossime settimane potrebbero portare ulteriori conferme o smentite su questa strategia processore, con Samsung che mantiene al momento un rigoroso riserbo sulle specifiche tecniche dei dispositivi della seconda metà del 2026.