Samsung si prepara a estendere l'intelligenza artificiale di Google su scala planetaria, con un obiettivo ambizioso che ridefinisce gli equilibri nell'ecosistema mobile. Il colosso sudcoreano punta a integrare Gemini AI su ben 800 milioni di dispositivi entro la fine del 2026, raddoppiando la diffusione già raggiunta nei primi mesi dell'anno. Una mossa strategica che consolida la partnership con Mountain View e che trasforma Samsung nel principale canale di distribuzione per l'intelligenza artificiale di Google, andando ben oltre lo spazio degli smartphone e dei tablet per abbracciare l'intera gamma di prodotti connessi dell'azienda.
Il co-CEO di Samsung Electronics TM Roh, nominato a novembre scorso, ha delineato una visione chiara durante recenti dichiarazioni pubbliche: applicare l'intelligenza artificiale a tutti i prodotti, tutte le funzioni e tutti i servizi nel minor tempo possibile. Una strategia di saturazione tecnologica che riflette la convinzione di Samsung che l'AI non sia una tendenza passeggera, ma una trasformazione fondamentale nel modo in cui interagiamo con la tecnologia quotidiana.
I numeri parlano chiaro. Samsung ha già distribuito Gemini AI su oltre 400 milioni di dispositivi nel 2025, coprendo smartphone e tablet della serie Galaxy. L'obiettivo di raggiungere quota 800 milioni entro la fine del nuovo anno non è solo ambizioso dal punto di vista quantitativo, ma rappresenta anche un'accelerazione senza precedenti nell'integrazione di capacità di intelligenza artificiale avanzata su dispositivi consumer. Per Google, questo si traduce in una penetrazione di mercato che nessun altro partner hardware potrebbe garantire, nemmeno i produttori di dispositivi Pixel.
La strategia di Samsung si estende ben oltre il segmento mobile tradizionale. L'azienda sta integrando Gemini AI anche negli elettrodomestici smart, inclusi i frigoriferi connessi, aprendo scenari inediti per l'intelligenza artificiale contestuale nell'ambiente domestico. Questa diversificazione amplifica ulteriormente la portata della collaborazione con Google, trasformando la casa connessa in un ecosistema dove l'AI di Mountain View può operare su scala ancora più vasta rispetto ai soli dispositivi portatili.
Dal punto di vista del mercato, l'efficacia della strategia AI di Samsung trova conferma nei dati interni. La consapevolezza del marchio Galaxy AI tra i consumatori è schizzata all'80% rispetto al modesto 30% registrato solo un anno fa. Un balzo significativo che testimonia come le funzionalità di intelligenza artificiale non siano più percepite come semplici aggiunte opzionali, ma come elementi distintivi nella scelta d'acquisto. Questo cambio di percezione sta spingendo l'intera industria a intensificare gli investimenti in capacità AI, con Samsung in posizione di vantaggio grazie alla partnership strategica con Google.
La scelta di Gemini come motore AI primario per l'ecosistema Samsung non è casuale. L'intelligenza artificiale di Google vanta capacità multimodali avanzate, gestione contestuale sofisticata e integrazione nativa con i servizi cloud di Mountain View. Per Samsung, questo significa poter offrire funzionalità come traduzione in tempo reale, assistenza contestuale, elaborazione di immagini e sintesi intelligente dei contenuti senza dover sviluppare da zero una propria infrastruttura AI competitiva. Una divisione del lavoro che libera risorse ingegneristiche per l'ottimizzazione hardware e l'integrazione a livello di sistema operativo.
Guardando al panorama competitivo, questa mossa posiziona Samsung con un vantaggio sostanziale rispetto ai produttori che stanno ancora definendo le proprie strategie AI. Mentre Apple continua a sviluppare le proprie soluzioni con Apple Intelligence e altri produttori Android sperimentano con modelli diversi, Samsung può contare su una piattaforma AI già matura e in continua evoluzione. L'obiettivo dichiarato di portare AI su ogni prodotto e servizio potrebbe ridefinire le aspettative dei consumatori, rendendo l'intelligenza artificiale ubiqua piuttosto che un privilegio dei dispositivi di fascia alta.
Resta da vedere come questa diffusione massiva influenzerà l'esperienza utente concreta e se l'infrastruttura cloud di Google riuscirà a sostenere un carico di inferenza AI così esteso senza compromettere tempi di risposta e privacy dei dati. Con l'avvicinarsi del 2026, il mercato osserverà attentamente se Samsung riuscirà a mantenere la promessa di raddoppiare la base installata di Gemini AI, consolidando così la propria posizione come principale alleato di Google nell'era dell'intelligenza artificiale pervasiva.