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Trump attacca Apple: “Si è rifiutata di sbloccare gli iPhone di criminali”

Nuovo scontro tra gli Stati Uniti e Apple circa lo sblocco degli iPhone di criminali. L’attacco questa volta arriva direttamente dal Presidente degli Stati Unti, Donald Trump, che su Twitter ha dichiarato che la società di Cupertino “si sta rifiutando di sbloccare i dispositivi utilizzati da assassini, criminali e altri elementi pericolosi”. È solo l’ultimo di una serie di scontri sulla questione tra la Casa Bianca e il colosso californiano.

La vicenda che sta facendo discutere in questi giorni riguarda le indagini sulla sparatoria del 6 dicembre avvenuta alla base militare di Pensacola, in Florida, in cui sono morti tre ufficiali militari. L’atto è stato considerato di natura terroristica. Per portare avanti le indagini, il procuratore generale USA William Barr ha chiesto ad Apple di avere accesso all’iPhone dell’attentatore ma – stando a quanto dichiarato – la società non sarebbe stata di aiuto.

Le osservazioni di Trump fanno dunque seguito alle accuse di Barr. Il Presidente Usa si spinge oltre nel suo tweet invitando Apple ad aiutare il Paese e ricordando alla compagnia californiana di “essere stata aiutata su questioni commerciali e su molto altro”. A quanto pare sarebbe stato concesso solo l’accesso ai dati del killer presenti sul cloud e non a quelli presenti sullo smartphone. Da Cupertino, controbattono che le risposte alle numerose richieste dell’FBI sono state tempestive, approfondite e in corso aggiungendo di aver saputo dell’esistenza di un secondo iPhone collegato all’indagine solo lo scorso 6 gennaio.

Tuttavia, Apple resta ferma sulle proprie posizioni circa l’accesso ai dispositivi da soggetti diversi dal proprietario dichiarando che “non ci sono accessi secondari per i buoni (forze dell’ordine, autorità, ecc). Accessi secondari possono essere sfruttati anche da coloro che minacciano la nostra sicurezza nazionale e la sicurezza dei dati dei nostri clienti”.

Barr ha fatto appello a tutte le società tecnologiche affinché forniscano “un aiuto per trovare una soluzione che consenta di proteggere meglio le vite degli americani e di prevenire futuri attacchi“. Rendere disponibile una versione non criptata di iOS, come era stato suggerito dall’Fbi dopo la strage di San Bernardino del 2015, metterebbe a rischio la sicurezza di ogni singolo utente, ha ribadito Apple.

La questione riaccende così il complesso dibattito tra industria tecnologica e forze dell’ordine. La prima ricorda l’importanza della crittografia per la protezione della privacy delle persone, mentre le altre chiedono collaborazione per evitare problemi alle indagini su attacchi criminali.

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