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Activision Blizzard: dipendenti minacciati denunciano l’azienda

Un gruppo di dipendenti di Activision Blizzard sotto il nome di ABK Workers Alliance, con il supporto della corporazione Communications Workers of America (CWA), hanno presentato una causa per pratiche di lavoro scorrette al National Labor Relations Board (NLRB), organo di controllo americano in materia di occupazione. Questa nuova denuncia arriva dopo il terremoto legale che ha sconvolto l’azienda californiana negli scorsi mesi a causa delle molestie sessuali, con conseguenti rivolte interne, licenziamenti e addirittura interferenze nelle indagini.

Il motivo di questa nuova causa legale, stavolta portata avanti dagli stessi dipendenti di Activision Blizzard, è da individuare nelle presunte minacce che l’azienda avrebbe rivolto ai suoi stessi lavoratori per evitare la formazione di sindacati. In un comunicato stampa congiunto del gruppo ABK Workers Alliance e del CWA si legge: “Activision Blizzard usa tattiche coercitive per tentare di impedire ai suoi dipendenti di esercitare i loro diritti di lottare insieme e di chiedere un posto di lavoro più equo, sostenibile e diverso. È un loro diritto, come lavoratori, organizzarsi per un ambiente di lavoro libero da abusi, discriminazioni e molestie sessuali, e questo diritto è protetto dalla legge federale sul lavoro.

Nella denuncia si legge che Activision Blizzard ha minacciato i dipendenti esplicitamente, riferendo che non potevano discutere dei salari, degli orari e delle condizioni di lavoro. Secondo ABK Workers Alliance, l’azienda avrebbe mantenuto una politica molto aperta sui social media mentre invece al suo interno si è impegnata a sorvegliare i suoi dipendenti stringendo le sue politiche contro di loro. Nei giorni scorsi vi avevamo già parlato, per esempio, del controllo ossessivo e bizzarro di un dirigente delle Risorse Umane.

Un dipendente anonimo ha riferito alla testata Vice che alcuni dipendenti che hanno dato voce alle proteste in questi mesi sono stati recentemente contattati dai dirigenti di Activision Blizzard perché “il loro rendimento lavorativo non era al livello degli standard“, nonostante non abbiano mai avuto problemi prima di questo momento. Un altro dipendente anonimo invece ha riferito che molte persone hanno lasciato volontariamente l’azienda. La denuncia di ABK Workers Alliance si conclude spiegando che secondo gli accusatori Activision Blizzard non ha affrontato in modo significativo le richieste di cambiamento che includono nuove politiche di reclutamento, dei colloqui, delle promozioni e della pubblicazione dei dati retributivi dei dipendenti. Da mesi ormai questa storia non accenna a terminare, vedremo come continuerà a svilupparsi sperando per il meglio.

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