Arc Raiders sta ridefinendo le meccaniche degli sparatutto a estrazione con un sistema di matchmaking innovativo che tiene traccia del livello di aggressività dei giocatori, abbinando chi preferisce un approccio più pacifico con altri utenti dalla medesima filosofia di gioco. Una soluzione che potrebbe cambiare radicalmente l'esperienza nei titoli PvPvE, dove la tensione tra cooperazione e conflitto rappresenta da sempre un equilibrio delicato da gestire.
Durante un'intervista condotta da Games Beat, Patrick Söderlund, CEO di Embark Studios, ha svelato i dettagli di questa particolare implementazione. Il sistema si basa inizialmente su criteri di abilità tradizionali, ma integra un secondo livello di analisi comportamentale che monitora la propensione di ciascun giocatore verso il combattimento PvP o le attività PvE. L'obiettivo dichiarato è creare lobby più coerenti con le preferenze individuali, pur mantenendo sempre un elemento di imprevedibilità.
"Il gioco non riguarda principalmente lo scontro con altri giocatori", ha precisato Söderlund, "anche se questa opzione rimane disponibile per chi lo desidera". Il PvP in Arc Raiders funziona essenzialmente come catalizzatore di tensione, un elemento che mantiene alta l'attenzione senza trasformare necessariamente ogni partita in un bagno di sangue. La componente competitiva resta una minaccia costante, ma non costituisce il fulcro dell'esperienza.
Le metriche precise utilizzate dal sistema rimangono volutamente oscure, e probabilmente questa opacità è intenzionale per prevenire tentativi di manipolazione. Non è chiaro se il matchmaking consideri parametri come frequenza di ingaggio, tempo medio prima del primo conflitto, rapporto uccisioni-morti in contesti PvP, o altre statistiche comportamentali. Söderlund ha ammesso candidamente che "non è una scienza esatta", lasciando intendere che il sistema opera con margini di tolleranza piuttosto che con categorizzazioni rigide.
Questa implementazione solleva interrogativi interessanti sul piano del game design. Teoricamente, giocatori estremamente aggressivi che cercano di dominare le fasi iniziali delle partite potrebbero ritrovarsi in lobby più competitive, rendendo paradossalmente più difficile ottenere vantaggi precoci. Al contrario, chi adotta un approccio puramente cooperativo per numerose sessioni consecutive potrebbe aspettarsi ambienti di gioco significativamente più pacifici, anche se l'efficacia reale di questo adattamento resta da verificare sul campo.
Non sono molti gli sparatutto che implementano sistemi di matchmaking basati sullo stile di gioco oltre alle metriche di abilità tradizionali. Alcuni titoli utilizzano pool separati per isolare giocatori particolarmente tossici o sanzionati, ma l'analisi comportamentale preventiva applicata a preferenze di gameplay legittime rappresenta un territorio relativamente inesplorato. La sfida per Embark sarà calibrare il sistema affinché funzioni come strumento di miglioramento dell'esperienza senza compromettere l'elemento di imprevedibilità che rende gli shooter a estrazione così avvincenti.
Il rischio, infatti, è che un matchmaking troppo efficiente in questo senso possa paradossalmente erodere la tensione che Söderlund stesso identifica come componente essenziale. Negli sparatutto a estrazione, gran parte del fascino deriva dall'incertezza: ogni incontro con uno sconosciuto potrebbe risolversi in alleanza temporanea, confronto o tradimento improvviso. Se il sistema separasse troppo nettamente le diverse filosofie di gioco, questa ambiguità fondamentale potrebbe affievolirsi progressivamente.
Arc Raiders si posiziona così come esperimento significativo nel panorama competitivo degli extraction shooter, un genere dominato da titoli come Escape from Tarkov e Hunt: Showdown che tendono a premiare l'aggressività tattica. Il lancio del gioco permetterà di valutare concretamente se questo approccio più inclusivo riuscirà ad ampliare il pubblico del genere o se invece diluirà eccessivamente l'esperienza core che ne ha decretato il successo presso la community hardcore. La disponibilità su PC tramite Steam dovrebbe garantire una base utenti sufficientemente ampia per testare l'efficacia di queste meccaniche su scala significativa nei prossimi mesi.