Il panorama degli studi first-party di PlayStation sta attraversando una fase di turbolenza senza precedenti, con la recente chiusura di Bluepoint Games che porta a sei il numero totale di team smantellati nell'arco di questa generazione. Una statistica che fa riflettere, soprattutto considerando che Sony ha investito miliardi di dollari in acquisizioni strategiche negli ultimi anni, ottenendo risultati ben al di sotto delle aspettative. La gestione di Herman Hulst alla guida dei PlayStation Studios sta sollevando interrogativi sempre più pressanti tra fan e addetti ai lavori, con una strategia che sembra aver privilegiato quantità sulla qualità e una spinta verso i live-service che si è rivelata deleteria.
L'elenco delle vittime eccellenti è lungo e doloroso per chi segue le fortune della casa giapponese da anni. Bluepoint Games, chiuso nel 2026, era reduce dal successo del remake di Demon's Souls su PS5, uno dei titoli di lancio più apprezzati della console. Prima ancora, nel 2024, Sony aveva già fatto scattare la mannaia su Firewalk Studios e Neon Koi, mentre il 2023 aveva visto la fine di PixelOpus. Ancora più indietro nel tempo, il 2021 aveva segnato la chiusura traumatica di Japan Studio, uno dei team più iconici nella storia PlayStation, responsabile di opere seminali come il Demon's Souls originale per PS3.
La perdita di Japan Studio e London Studio rappresenta probabilmente il colpo più duro all'heritage di PlayStation. Il primo aveva contribuito a definire l'identità della piattaforma sin dall'era PS1, mentre London Studio aveva firmato classici come The Getaway: Black Monday. Questi non erano semplici studi di supporto, ma pilastri della tradizione creativa Sony, sacrificati sull'altare di una ristrutturazione che doveva portare maggiore efficienza ma ha invece generato un vuoto creativo preoccupante.
Il paradosso diventa ancora più evidente analizzando la strategia di acquisizioni messa in atto da Sony nell'ultimo sessennio. La compagnia ha rilevato ben 10 studi per rafforzare la lineup first-party: Insomniac Games, Bluepoint Games, Nixxes Software, Housemarque, Firesprite, Firewalk, Bungie, Haven Studios, Neon Koi e Valkyrie Entertainment. Di questi, tre sono già stati chiusi, mentre gli altri faticano a giustificare gli investimenti sostenuti.
Haven Studios, per esempio, sta lavorando a Fairgame$ ma non ha ancora rilasciato nulla di concreto per PlayStation. Stessa situazione per Valkyrie Entertainment, presentato come un team con esperienza trasversale in diversi generi ma rimasto finora nell'ombra. Firesprite ha pubblicato solo Horizon: Call of the Wild dal momento dell'acquisizione, con voci su un horror game e un possibile Twisted Metal cancellato che rimangono nel limbo dei progetti mai concretizzati.
Il caso Bungie merita un capitolo a parte. Lo studio dietro Destiny ha attraversato un periodo estremamente difficile, con la popolarità di Destiny 2 in costante declino e ondate di licenziamenti che hanno colpito duramente il team. Le speranze sono ora riposte su Marathon, il battle royale in sviluppo, ma finora Sony non ha nascosto la propria insoddisfazione per i risultati ottenuti da questo costoso acquisto.
In questo scenario desolante, solo tre acquisizioni sembrano aver dato frutti concreti. Insomniac Games si conferma probabilmente il miglior asset first-party di PlayStation, con una produttività impressionante tra Spider-Man, Ratchet & Clank e Wolverine in arrivo. Nixxes Software ha dimostrato il proprio valore nella gestione dei port PC, contribuendo ad ampliare il pubblico dei titoli PlayStation. Infine, Housemarque si prepara al lancio di Saros previsto per quest'anno, dopo il successo critico di Returnal.
La spinta verso i live-service emerge come il denominatore comune di molti fallimenti recenti. Sony aveva annunciato piani ambiziosi per lanciare numerosi giochi as-a-service, ma progetti come quelli affidati a Firewalk e Neon Koi sono naufragati prima ancora di vedere la luce. Anche gli studi sopravvissuti hanno subito pesanti riorganizzazioni e ondate di licenziamenti, con interi team ridimensionati per allinearsi a una visione strategica che continua a evolversi.