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Chicory: A Colorful Tale | Recensione, libertà assoluta

All’interno delle nostre pagine abbiamo sempre parlato dell’arte nei videogiochi. L’abbiamo esplorata in articoli dedicati come quello sulla pixel art, tra i paragrafi delle nostre recensioni e anche nelle tante interviste che abbiamo condotto proprio su questo aspetto, vissuto tra le illustrazioni di un gioco di carte o i bozzetti di un piccolo studio indipendente. Per quanto questo ci abbia condotto in un mondo fatto di creatività e genio, difficilmente abbiamo esplorato l’arte da un punto di vista espressivo e diretto nei confronti del giocatore. O, per dirla in parole più semplici, un progetto che dia il pennello in mano all’utente. Questo fino a quando non abbiamo incontrato Chicory: A Colorful Tale di Greg Lobanov e Finji.

Nella nostra intervista al game designer della scena indie, conosciuto per titoli come Wandersong, avevamo subito intuito quanto Chicory fosse una creazione speciale e allo stesso tempo il naturale proseguimento della filosofia che l’autore ha nei confronti del videogioco come mezzo espressivo. Non voleva creare un videogioco d’avventura dove la parte creativa fosse solo un minigioco come spesso succede nelle produzioni più mainstream, no. L’intento era quello di metterci davanti a un titolo dove potevamo disegnare dall’inizio alla fine della sua avventura. E così è: Chicory può essere descritto solamente come la libertà fatta videogioco, ed è una sensazione talmente unica da renderlo una di quelle gemme indipendenti che spesso sogniamo.

Chicory

Sei tu, il maestro pittore

Chicory è la storia di un cane, personalizzabile da voi nel nome e nel pronome con cui volete farvi chiamare, dalle fattezze umanoidi che lavora come assistente per Cicoria (senza salsiccia), uno dei detentori del pennello magico che ha il potere di cambiare il mondo per il meglio. Mentre vi ritrovate a pulire le stanze della magione di Cicoria, un forte rumore vi chiama fuori dalle vostre faccende e vi fa trovare il pennello in questione abbandonato a terra. Un’occasione più unica che rara per dimostrare il proprio valore e passare da assistente a grande artista riconosciuto da tutti, dimostrando quel talento latente che almeno credete di possedere dentro di voi. Per sfortuna (o fortuna, in base alla vostra prospettiva) l’intera zona fantastica in cui è ambientato Chicory ha perso tutti i suoi colori, quindi starà a voi il compito di ridare un po’ di vita a ciò che vi circonda e ritrovare la dispersa Cicoria, facendo attenzione a un’oscurità dilagante che può inghiottirvi da un momento all’altro.

Fin dal primissimo secondo in cui accederete al gioco, avrete in mano il pennello con cui poter colorare, disegnare e ideare liberamente. Quando Greg Lobanov ci diceva che intendeva far sì che non ci fosse un singolo momento in cui vi fosse proibito far quello che volevate sullo schermo, diceva assolutamente il vero. Che sia nei dialoghi, nelle storie, nei puzzle o in qualsiasi altro esempio, potrete pasticciare all’infinito e dar sfogo alla vostra creatività. Potremmo dirvi che Chicory dura circa una ventina di ore, ma sarebbe falso: la vostra voglia di disegnare può basarsi solo su quanto dura il blocco da disegno che avete comprato? Oppure finito quello correte a comprarne un altro per continuare ad alimentare la vostra creatività? Ecco, Chicory è forse il mondo aperto più aperto che ci sia nei videogiochi, l’unico che vi permette di personalizzare, modificare e fare tutto ciò che si vuole in qualsiasi contesto.

Chicory

La possibilità meramente creativa offerta da Chicory lascia, senza giri di parole, a bocca aperta in ogni momento. L’implementazione del disegno, oltre a poter essere fine a se stessa anche solo per disegnare senza avanzare nella storia, è geniale nei puzzle e nel modo in cui il nostro avatar canino riesce a interagire con ciò che lo circonda. Si può colorare, far esplodere cose, dar vita ad altre, creare una nuova moda per gli abitanti del luogo, cimentarsi in quadri di arte contemporanea e una marea di altre robe da far esplodere la testa. E come se non bastasse poter fare quello che si vuole in senso letterale, Chicory può essere giocato anche in cooperativa locale e online per disegnare con i vostri amici o partner. E, ancora, se lo acquistate su PlayStation 5 avete tutta una serie di funzioni aptiche e sul touchpad come già descritto nella nostra intervista a Greg nei riguardi del DualSense.

Il puro divertimento che abbiamo provato con Chicory, o meglio con il suo game design nello specifico, è stato lo stesso di quando da piccoli immaginavamo i nostri mondi e davamo sfogo alla nostra immaginazione semplicemente con un paio di Crayon e dei fogli di carta rimediati dalla risma per la stampa utilizzata dai nostri genitori. O sul banco di scuola, in quell’ora noiosa di lezione che faceva salire la nostra testa fra le nuvole. O sul taccuino appena comprato alla stazione, giusto perché avevamo quell’ora di ritardo del treno e il via vai di persone ci ha ispirato. Chicory è quella sensazione lì che non capiamo fino in fondo se non al momento in cui prendiamo in mano la matita, il pennarello o il pennello. Ed è un unicum, per esecuzione e idea, nell’intero settore dei videogiochi moderni.

Chicory

Una notte nella foresta colorata

Chicory però avrebbe potuto fermarsi qui e sarebbe stato già un gioco eccellente, solo disegnando e creando. Invece però Finji si è superata, realizzando un mondo divertente e pieno di personaggi interessanti dalla caratterizzazione fenomenale. Non a caso, nel team di lavoro c’è gente che ha lavorato a Night in the Woods e a Celeste, e i più attenti di voi potranno ritrovare alcuni elementi in comune, seppur Chicory sia un prodotto più che originale. La somiglianza arriva nel modo moderno con cui i personaggi parlano e interagiscono, nell’attenzione a un umorismo accessibile, irriverente ma anche sensibile nei confronti del pubblico odierno. Quando si riesce a essere rispettosi di ogni tipo di persona e ad avere il giusto tocco pungente, anche appellandosi a un pubblico di ogni età, allora si ha di fronte un ottimo lavoro di scrittura: un risultato sorprendente per tanti guizzi creativi che costellano i dialoghi e le situazioni irriverenti del gioco.

Vogliamo tuttavia soffermarci su due aspetti particolari che Chicory fa particolarmente bene: il sound design e la localizzazione italiana. Il primo è frutto del grande lavoro di Em Halberstat, la quale è stata premiata per ciò che ha realizzato in hit come Untitled Goose Game e Night in the Woods, e infatti in entrambi gli esempi troviamo una grande rilevanza dell’esperienza sonora come veicolo dell’atmosfera, del gameplay e del feedback del giocatore. In Chicory, proprio perché c’è grande importanza alla sensazione che deve dare il pennello e il disegnare, il lavoro di Halberstat raggiunge una nuova vetta e dimostra ancora la sua qualità dando il giusto tocco a ogni pennellata, oltre che a utilizzare le voci stile Animal Crossing per i suoi protagonisti e mercando quindi la differenza tra la dolcezza del character design e la “moderna schiettezza” della scrittura dei dialoghi, senza dimenticarci delle tematiche serie che costellano alcuni momenti chiave.

Chicory

E parlando di quest’ultimi, la localizzazione italiana ha fatto un lavorone nell’adattare gli slang ed eventuali particolarità linguistiche anglosassoni nei nostri corrispettivi. Abbreviazioni o modi di dire vengono tradotti con rispetto e non perdono quindi della ricchezza che apporterebbero nella loro versione originale, da noi possibile grazie ai dialetti regionali. Queste scelte coraggiose, adatte al contesto e ben pensate nell’ecosistema del gioco, sono da premiare e in questo caso ci teniamo particolarmente a farlo. Chiaro che poi, nel quadro complessivo, questa è solo la ciliegina sulla torta di un gioco estremamente visivo in grado di giocare bene le sue carte. Rimanendo in uno stile cartoony, Chicory sfrutta la bellezza del fumetto e dei libri da colorare stilizzati per trovare la sua quadra. Può non essere gradito da molti, magari da chi cerca qualcosa di più dettagliato, ma il bello di Chicory è che se proprio non vi piace quello che vedete su schermo potete arrestare le critiche e “farvelo da soli” disegnando. Purtroppo, e forse l’unica nota di demerito, è qualche puzzle non proprio azzeccatissimo e meno arguto rispetto ad alcuni dei suoi elementi migliori, ma si tratta di un’inezia trascurabile, in virtù di tutto ciò che è possibile plasmare con le proprie idee.

9

Chicory: A Colorful Tale


Chicory: A Colorful Tale è semplicemente bello, libero e personalizzabile. È un gioco unico nel suo genere dove voi e la vostra creatività siete protagonisti, modellatori e destinatari. Non c’è nulla di simile sulla scena videoludica e se siete giocatori di vecchia data avrete la stessa meraviglia di quando le pennellate in Okami si tramutavano in azioni, ma decuplicata in potenza espressiva. Al netto di qualche difetto infinitesimale e trascurabile, Chicory è una fonte inesauribile di divertimento, valvola di sfogo per la vostra immaginazione e commedia dalla scrittura eccellente oltre che adatta a qualsiasi età. Fatevi un favore e vivetevelo con la genuina innocenza di quando vi mettete davanti a un foglio bianco, lasciando che sia la vostra mano, più che la vostra mente, a guidarvi in questa avventura come la prima linea faceva quando passava dai pensieri al pennello.

Pro

  • Geniale nel game design
  • Divertente come pochi giochi
  • Assoluta libertà di disegnare ovunque e in ogni momento
  • Localizzazione italiana ottima

Contro

  • Qualche puzzle o dinamica ambientale poco azzeccata
9