Tom's Hardware Italia
Nintendo Switch

Daemon X Machina, abbiamo provato una versione più rifinita del gioco

Abbiamo provato una missione di Daemon X Machina, l'atteso videogioco esclusivo Nintendo Switch ispirato ad Armored Core.

Daemon X Machina è uno dei titoli facente parte dell’enorme e varia line up Nintendo Switch prevista per questo fine 2019. Il titolo ispirato ad Armored Core ha da subito colpito per la sua vena artistica e il suo gameplay dinamico, ma la demo dedicata alle “Missioni Prototipo” di qualche mese fa, non era assolutamente esente da difetti.

Il team ha quindi ascoltato i feedback e lavorato per cercare di proporre al pubblico il miglior gioco possibile. Per questo motivo siamo stati invitati da Nintendo per provare una nuova versione del gioco fortemente rivista che ha risolto la maggior parte delle problematiche rilevate in passato.

Un piccolo ripasso

Daemon X Machina è uno shooter mech a tema fantascientifico, ambientato in un futuro dove la Luna si è schiantata sulla terra e l’umanità, in preda alla disperazione, si è affidata a delle potenti macchine capeggiate da un’intelligenza artificiale, per ricostruire il pianeta e difenderlo da eventuali altri cataclismi o attacchi esterni. Questo si è successivamente rivelato un errore, poiché l’I.A. si è rivoltata contro i suoi stessi creatori, contaminando la terra con il Femto, una forma d’energia misteriosa e mai vista prima.

Ancora una volta, l’umanità è destinata a cadere da queste potenti macchine senzienti chiamate “Immortals”, fino a quando un gruppo di persone entra in contatto con il Femto, ottenendo dei poteri straordinari capaci di pareggiare nei combattimenti le macchine ostili. Nonostante questi individui chiamati “Outer” riescano a combattere in maniera più efficace rispetto alle semplici persone, non sono visti di buon occhio e per questo vengono banditi completamente dalla stessa società e dirottati a semplici mercenari in cerca di soldi.

Nel gioco prendiamo le redini proprio di un nuovo Outer e del suo Arsenal – il mech da combattimento  – pronti a svolgere una serie di missioni per guadagnare denaro da spendere successivamente in potenziamenti per l’Arsenal e migliorie biotecnologiche per il nostro corpo.

Le missioni non sono mai troppo lunghe e sono tutte delineate in un luogo specifico che è possibile esplorare per trovare segreti e materiale aggiuntivo, anche uscendo dallo stesso mech, utilizzando il personaggio attraverso un pod armato, sfruttabili anche durante i combattimenti stessi che risultano caotici – a volte fin troppo – ma sempre estremamente frenetici e dinamici. È possibile utilizzare armi a lungo, medio, corto raggio e persino colpire corpo a corpo, insomma è il classico videogioco shooter di stampo nipponico non troppo semplice d’approcciare nei primi minuti, ma che potrebbe risultare davvero divertente con le passare delle ore. Da questo punto di vista si nota la mano del producer Kenichiro Tsukuda che ha già lavorato ad Armored Core di From Software.

Mech e proiettili

Durante la prova di quindici minuti che ci è stata offerta, siamo riusciti a esplorare l’HUB di gioco centrale e giocare una missione molto rapida in cui abbiamo potuto apprezzare tutte le migliorie legate al gioco. L’HUB permette di modificare il nostro personaggio e il nostro Arsenal, sia dal punto di vista delle caratteristiche puramente legate al gameplay – come abilità passive e armi – sia da un punto di vista puramente estetico.

I principali cambiamenti sono però legati al gameplay vero e proprio. Innanzitutto è stato modificato il muro virtuale che impediva al nostro Arsenal di superare la zona di combattimento, ora lo stesso è presente ma permette di essere attraversato per un tempo limitato. Per chi gioca in modalità portatile, Marvelous ha introdotto il giroscopio, caratteristica che aiuta tantissimo nei combattimenti in mobilità. Anche il frame-rate e la telecamera hanno subito un corposo miglioramento; il gioco è ora solido, con ancora qualche piccolo calo probabilmente dovuto a un’ottimizzazione ancora incompleta.

A livello stilistico il gioco è molto godibile esattamente come lo era mesi fa, con il suo stile cyberpunk, cartoon e cell-shading ispirato e assolutamente non banale, anche per quanto concerne i modelli dei mech, anche se con un aliasing forse troppo accentuato che andrebbe forse sistemato per l’uscita del gioco. Oltre a questo, il gioco è contornato da una una colonna sonora sempre perfettamente coerente con le situazioni di gioco.

Tirando le somme

La nostra prova di Daemon X Machina ci ha fatto tirare un bel sospiro di sollievo. Il gioco ci è sembrato profondo e divertente da giocare. Non facilissimo d’approcciare in poco tempo, ma neanche così difficile da padroneggiare con qualche ora di gioco in più. Marvelous ha lavorato davvero con passione per cercare di sistemare i problemi rilevati in passato e sembrerebbe esserci riuscita. Difficile dare un giudizio preliminare sul titolo, ma sicuramente questa versione ci guida verso l’uscita ufficiale, prevista a settembre, con delle aspettative decisamente rinnovate e più ottimistiche, per quello che potrebbe divenire, l’erede perfetto di Armored Core.