L'industria videoludica continua a evolversi verso una maggiore rappresentatività, e i recenti Gayming Awards hanno dimostrato quanto questo cambiamento sia apprezzato dalla comunità LGBTQ+. Alla quinta edizione di questi premi, dedicati al riconoscimento dell'inclusività nei videogiochi, si è assistito a una scelta che ha sorpreso molti osservatori del settore. Il mondo del gaming inclusivo ha infatti deciso di celebrare titoli che hanno saputo mettere al centro della narrazione personaggi e storie rappresentative di diverse identità.
Il trionfo inaspettato di The Veilguard
Dragon Age The Veilguard si è aggiudicato il titolo di Miglior Gioco dell'Anno ai Gayming Awards, superando una concorrenza di tutto rispetto che includeva The Last of Us Part 2 Remastered, Dragon's Dogma 2 e Life is Strange: Double Exposure. La vittoria del titolo BioWare rappresenta un riconoscimento significativo per un gioco che ha diviso profondamente la critica e il pubblico tradizionale della serie.
La doppia vittoria si è completata con il premio per il miglior personaggio LGBTQ+ assegnato a Rook, il protagonista del gioco, insieme alla sua doppiatrice Erika Ishii. Quest'ultima, tra l'altro, interpreterà anche Atsu in Ghost of Yotei, il prossimo titolo di Sucker Punch che sarà protagonista dello State of Play di questa sera.
Un successo che fa riflettere
Robin Gray, fondatore dell'iniziativa, ha sottolineato come tutti i giochi premiati abbiano contribuito a trasformare l'industria videoludica "a piccoli passi", offrendo maggiore diversità e creando spazi dove ogni giocatore può "essere semplicemente sé stesso". Parole che assumono un significato particolare in un momento in cui il dibattito sull'inclusività nei videogiochi è particolarmente acceso.
Parallelamente ai premi della giuria, The Last of Us Part 2 Remastered ha conquistato il riconoscimento come scelta dei lettori, dimostrando come esistano diverse sensibilità all'interno della stessa comunità.
Le contraddizioni del mercato
Il contrasto tra questo riconoscimento e l'accoglienza commerciale di The Veilguard è stridente. Il gioco è infatti disponibile già a prezzo scontato su diverse piattaforme, segno che le vendite non hanno soddisfatto le aspettative di Electronic Arts. Una situazione che evidenzia la complessità del panorama videoludico contemporaneo, dove successo critico, commerciale e di rappresentatività non sempre coincidono.
Lo sviluppo travagliato del titolo, caratterizzato da numerosi cambiamenti dell'ultimo minuto, ha certamente influito sulla percezione finale del prodotto. Particolarmente significativo è emerso il dettaglio del sottomarino che doveva fungere da quartier generale, probabilmente simile alla celebre Normandy di Mass Effect, ma poi eliminato dalle versioni finali del gioco.
I Gayming Awards hanno dunque messo in luce una realtà composita: da un lato un titolo che ha faticato a convincere i puristi della serie Dragon Age, dall'altro un'opera che ha saputo parlare a una comunità spesso poco rappresentata nel medium videoludico, ottenendo riconoscimenti che vanno oltre le logiche puramente commerciali.