PlayStation 4

E3 2019: abbiamo provato Journey to the Savage Planet

Nell’accogliente booth di 505 Games, publisher italiano che annovera tra i suoi titoli Brothers: A Tale of Tw Sons e il più recente Control di Remedy, abbiamo potuto provare per circa un’ora Journey to the Savage Planet, titolo d’esordio del team Typhoon.
Si tratta di un action-adventure in prima persona, in cui vestiremo i panni di un anonimo impiegato della Kindred Airspace, una popolare compagnia aerospaziale. Compito del nostro protagonista sarà quello di esplorare un misterioso pianeta per catalogare flora e fauna, per consentire la futura colonizzazione umana.

Nonostante la missione altisonante, Journey to the Savage Planet è un titolo fortemente scanzonato, che basa la sua componente stilistica sull’ironia e sull’umorismo.
Il nostro protagonista è infatti un pover’uomo armato di pistola al plasma e bomboletta di gelatina, guidato da un’intelligenza artificiale dotata comunque di una certa simpatia.

Nel provato che abbiamo effettuato ad E3 2019, durato circa un’ora, abbiamo avuto modo di assimilare l’essenza humor del titolo ma anche di apprezzare la varietà ambientale del pianeta: ghiacciai, piante rampicanti, ruderi alieni, ecc.
La prima cosa che risalta all’occhio giocando a Journey to the Savage Planet è la lucentezza dei colori. Il mondo di gioco è vivido, composto da cromatismi variegati, grazie a una flora e fauna inedita. Proprio per questo, attraverso il comando scan, possiamo catalogare quanto visto e arricchire la nostra avventura.
In generale l’esplorazione prosegue in maniera lenta ma con fascino. Raggiungere l’obiettivo segnalato sulla mappa non è automatico, in quanto Journey to the Savage Planet ha una struttura che si dirama in maniera non lineare, spesso in verticale.

Per avanzare occorre aguzzare la vista, arrampicarsi, usare l’astuzia. Durante la nostra passeggiata (si corre solo fino a quando non si esaurisce la Stamina) ci siamo imbattuti in diverse creature e piante, ognuna di diverse attitudini. Ad esempio, i Puffebird sono degli uccelli tondi e rugosi praticamente innocui, ma occhio a incrociare il Pikemander, una lucertola che lancia sassi e ci si rotola contro. L’unico suo punto debole? La coda. Le interazioni con gli esseri del pianeta non sono scontate, e diverse volte è necessario andare oltre la banalità. Per esempio, nel tentativo di raggiungere l’obiettivo segnalato dalla mappa, siamo stati bloccati da una pianta vorace dotata di rami spinosi. Per fare in modo di liberare il passaggio, abbiamo lanciato la nostra bomboletta di gelatina di fronte al bulbo dentato, così da attirare dei puffebird, che in pochi secondi sono stati divorati – in maniera un po’ cruenta – dalla pianta, la quale una volta sazia ci ha lasciati passare.

Nonostante i pochi e semplici comandi, vale a dire sparare/ricaricare e saltare con l’aiuto di un jetpack, il gioco richiede concentrazione. Non è infatti così raro morire in Journey to the Savage Planet. A noi è successo diverse volte, ma in un paio di casi è stata colpa della visuale in prima persona, che durante i momenti più concitati contro i nemici in piccoli spazi, ci ha spaesati, lasciandoci precipitare nel vuoto.
Quando succede una cosa del genere, si riparte dalla navicella. È possibile trovare dei reperti alieni che possono essere utilizzati come check-point/teletrasporto e quindi evitarci di dover compiere lo stesso percorso ogni volta che veniamo eliminati.

A tutto ciò si aggiunge pure una piccola componente ruolistica. Possiamo infatti scegliere il nostro equipaggiamento, oltre al fatto che il protagonista è dotato di una barra per la vita e una per la stamina, che come abbiamo preannunciato prima ci consente di correre per brevi tratti. Salendo di livello queste due barre aumentano. Crescere avviene per mezzo di strani bulbi nascosti tra la vegetazione aliena del pianeta. Questo, e in generale il level design, accrescono davvero la voglia di esplorare: più volte infatti siamo stati tentati di abbandonare l’obiettivo principale, catturati da un luccichio sopra un’altura o celato dal fogliame.

Tutto sommato, questo provato di Journey to the Savage Planet si è rivelata un’esperienza sfiziosa, definibile quasi come una parodia di No Man’s Sky per il concept spaziale e la vividezza dei colori, ma dotata di un umorismo tutto suo.
Il titolo arriverà nella prima parte del 2020 per PlayStation 4, Xbox One e store di Epic Games.