L'industria videoludica sta assistendo a uno dei più grandi rivolgimenti proprietari della sua storia: Electronic Arts, colosso americano dietro a franchise come FIFA (ora EA Sports FC), Battlefield, The Sims e Apex Legends, sta per passare nelle mani di un consorzio guidato dal fondo sovrano dell'Arabia Saudita. Gli azionisti hanno appena dato il loro via libera a questa operazione da 55 miliardi di dollari, la più grande acquisizione privata mai registrata nel settore. Un cambio di proprietà che solleva interrogativi sul futuro di alcuni dei titoli più giocati al mondo e sul crescente ruolo del capitale mediorientale nel gaming globale.
L'approvazione degli investitori rappresenta un passo cruciale verso la conclusione dell'affare, che ora dovrà superare l'ultimo ostacolo: l'approvazione delle autorità regolatorie. Ogni singolo azionista di EA riceverà 210 dollari per azione, un premio sostanzioso considerando che prima dell'annuncio dell'acquisizione, avvenuta lo scorso settembre, le azioni della compagnia viaggiavano a 174 dollari. Un balzo che riflette la fiducia del mercato nella solidità dell'operazione, con il titolo che ieri ha chiuso a 203,79 dollari.
Il consorzio acquirente è composto da tre attori finanziari di peso: il Public Investment Fund saudita (PIF), Silver Lake Capital e Affinity Partners. Quest'ultima società, fondata da Jared Kushner, genero dell'attuale presidente USA Donald Trump, potrebbe accelerare l'iter di approvazione regolatoria negli Stati Uniti grazie ai collegamenti politici del suo fondatore. Una dinamica che non è passata inosservata tra gli osservatori del settore, considerando quanto siano diventate stringenti le verifiche antitrust nel mondo del gaming dopo le vicende dell'acquisizione di Activision Blizzard da parte di Microsoft.
Andrew Wilson, CEO di EA, rimarrà alla guida della compagnia e ha cercato di rassicurare sia i dipendenti che la community videoludica. In un memo interno ai dipendenti, l'executive ha sottolineato che "la missione, i valori e l'impegno di EA verso i giocatori e i fan in tutto il mondo rimangono invariati", aggiungendo che il publisher manterrà il controllo creativo e che la tradizione di libertà creativa e l'approccio player-first della compagnia resteranno intatti.
Quando l'acquisizione fu annunciata a settembre, Wilson si era mostrato entusiasta delle prospettive future: "I nostri team creativi e appassionati in EA hanno realizzato esperienze straordinarie per centinaia di milioni di fan, costruito alcune delle IP più iconiche al mondo e creato valore significativo per il nostro business. Guardando avanti, continueremo a spingere i confini dell'intrattenimento, dello sport e della tecnologia, sbloccando nuove opportunità".
L'ingresso del capitale saudita nel gaming non è una novità assoluta: il PIF ha già investito massicciamente nel settore, acquisendo quote in compagnie come Nintendo, Capcom ed Epic Games, oltre ad aver fondato Savvy Games Group, holding che controlla ESL Gaming e FACEIT, due dei più importanti organizzatori di tornei esports al mondo. Questa acquisizione di EA rappresenta però un salto di scala senza precedenti, portando sotto controllo saudita un portfolio di franchise che generano miliardi di dollari annui attraverso vendite di giochi, microtransazioni e Ultimate Team.
La transazione dovrebbe concludersi entro il 30 giugno 2026, nel primo trimestre dell'anno fiscale 2027 di EA. Per i giocatori, almeno sulla carta, non dovrebbero esserci cambiamenti immediati: i titoli in sviluppo come il prossimo capitolo di Battlefield e gli aggiornamenti continui di EA Sports FC 26 e Apex Legends seguiranno le roadmap previste. Resta da vedere se nel lungo termine questa concentrazione di potere influenzerà le politiche aziendali su temi sensibili come le loot box, i season pass e il modello free-to-play con monetizzazione aggressiva che caratterizza molti giochi EA.