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The Elder Scrolls Online: Markarth | Recensione

Tornati su The Elder Scrolls Online, abbiamo affrontato numerose minacce nel nuovo DLC ambientato a Markarth per il Cuore Oscuro di Skyrim.

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Avatar di Alessandro Palladino

a cura di Alessandro Palladino

- @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 12/11/2020 alle 10:00
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  • Pro
    • - Storia ben ritmata e missioni interessanti
    • - Un mistero tematicamente intrigante sia nel gameplay che nella narrazione
    • - La nuova arena è una sfida ottima per tutti i tipi di giocatori
  • Contro
    • - Le battute finali della "campagna" sono un po' simili ad altre avventure
    • - I contenuti per il sottosuolo potevano essere un po' più ricchi

Il verdetto di Tom's Hardware

8.5

The Elder Scrolls Online: Markarth è un ottimo DLC conclusivo per la storia del Cuore Oscuro di Skyrim. Ha una trama avvincente capace di coinvolgere il giocatore grazie a un saggio utilizzo del cast comparso nei vari contenuti dell'anno corrente, nonché un'ambientazione trattata con il giusto rispetto e una serie davvero interessante di misteri da scoprire. La deriva "antica" e sconosciuta della metà principale della campagna al centro di Markarth è forse l'attrattiva migliore e il fattore che eleva questo pacchetto ben al di sopra di altri DLC conclusivi come Dragonhold. Se poi ci si aggiunge una nuova Arena da affrontare e la doppia mappa che porta con sé, è davvero difficile rinunciare a calcare le lande del Reach.

Informazioni sul prodotto

Un altro anno per The Elder Scrolls Online giunge al termine, questa volta segnato dall'avventura di Dark Heart of Skyrim il cui fulcro è stato il capitolo di Greymoor, portato infine a termine dall'oggetto di questa recensione, The Elder Scrolls Online: Markarth, che tra le altre cose è il contenuto che farà da ponte verso la nuova generazione di console.

Ambientato nella famosa città del Reach esplorata più e più volte dai giocatori amanti del marchio, Markarth è un DLC dalla "piccola" zona incentrato sulla fine della caccia a Rada Al-Saran, il capo di Gray Host e nemico della casta dei Ravenwatch, i quali ci hanno accompagnato per tutto l'anno gotico di The Elder Scrolls Online. Per quanto rimaniamo comunque nella sfera di contenuti che arrivano in tandem all'abbonamento ESO Plus (e acquistabili separatamente con le Crown Gem nello store), Markarth è un'aggiunta di grande spessore che ancora una volta dimostra l'impegno massiccio per la year-long adventure di quest'anno.

L'oscurità pulsa sotto la terra

Grande attenzione è senza dubbio mirata alla narrativa dell'intera zona, ancora una volta divisa in due mappe che approfondiscono sia il Reach che il sottosuolo di Blackreach. Entrambe presentano un'ampiezza soddisfacente e dei punti chiave tematicamente interessanti, i quali fanno da traino cardine per tutta la storia principale e alcune quest secondarie di spessore. A farla da padrone sarà la caccia all'arci nemico sfuggitoci da Solitude, rintanato nel Reach alla ricerca di un antico manufatto a metà tra il nostro mondo e quello del Vuoto. E non a caso questo oggetto del mistero dona il nome a tutta l'avventura dell'anno, garantendo ai giocatori una bella catena di missioni dall'alto impatto visivo e tematico, con tanto di interazioni particolari e leggende da scoprire mano a mano.

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L'alone di mistero e le avventure nel sottosuolo ben distaccano Markarth dalla goticità dell'avventura, senza però sacrificarne le sensazioni, dimostrandosi quindi un ottimo modo per fare qualcosa di diverso pur incasellandosi nell'atmosfera già creata in precedenza. Si avverte il senso di urgenza, l'indecisione e la meraviglia di fronte allo sconosciuto. Per ritmo e struttura, Markarth è una delle espansioni più intriganti dell'offerta presente su ESO Plus, sempre escludendo i capitoli principali più corposi per ovvi motivi.

Molte delle prime missioni hanno l'obiettivo di far conoscere il Reach ai giocatori, indugiando nelle sue tradizioni e personaggi storici, come Ard Addach doppiato dal leggendario Wes Johnson, il quale da solo fornisce una chiara indicazione di quanto Zenimax Online Studios tenga davvero tanto ai personaggi all'interno del gioco, tanto che ad accompagnarlo in Markarth troveremo (di nuovo) Robbie Daymond per Fennorian (e molti di voi lo ricorderanno per la recente e straordinaria performance di Akechi su Persona 5) e Jennifer Hale nei panni di Lyris Titanborn.

Leggi anche The Elder Scrolls Online: Greymoor | Recensione

La caratterizzazione di tutti i personaggi chiave per l'intera campagna annuale del Cuore Oscuro di Skyrim è stata davvero una sorpresa gradita e ancora una volta si conferma estremamente centrale negli eventi di Markarth, i quali avranno conseguenze decisamente particolari e su cui non vogliamo spoilerare troppo, sebbene siamo rimasti un po' scottati dalla "struttura" della missione finale, forse fin troppo abusata nelle storie complessive di The Elder Scrolls Online.

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Ma in ogni caso, l'avventura di Markarth vale il viaggio per arrivarci, a prescindere da quando la si stia seguendo. Attenta ai personaggi, interessata alla storia dietro il mondo da cui deriva e piena di sorprese a ogni angolo, è difficile trovarsi annoiati di fronte a questo o quel passaggio. Tanto che anche le quest secondarie di poca rilevanza (cioè quelle non legate a ricompense/obiettivi specifici) hanno tanto da dire e se si ha la voglia di leggere un po' senza saltare ogni singola linea di testo, allora si potranno assaporare un sacco di racconti persi nei meandri del Reach.

Le prove del Reach

Chiaramente non tutto passa per una lunga catena di quest: ci sono infatti diverse attività da poter svolgere nel classico filone di ogni zona di The Elder Scrolls Online, quindi Delve, Boss e punti d'interesse da scoprire. La vera chicca per Markarth è però la presenza di un'arena nuova che si può affrontare solamente come singoli: Vateshran, una serie di tre portali legati a principi daedrici in cui combattere boss e mostri di ogni genere per raggiungere ricompense succose. Non è una sfida facile da affrontare, sebbene all'inizio possa sembrare più permissiva rispetto alla precedente arena solitaria già conosciuta.

Leggi anche The Elder Scrolls Online: Stonethorn | Recensione

Tuttavia, appena si inizierà ad alzare il livello della propria istanza, vi accorgerete presto che vi serviranno tutte le vostre abilità, nonché un sano pizzico di ingegno, per riuscire a superare la sfida incolumi. È sicuramente uno degli incentivi maggiori, legati all'overworld, di questo DLC e non a caso i set che porta (insieme alle armi) sono più che degni di essere aggiunti alla vostra lista dei desideri.

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Parlando di lista di oggetti, la grandissima novità dell'aggiornamento di Markarth (gratuita per tutti) è stata l'aggiunta di una Collezione per i Set d'equipaggiamento, i quali adesso occuperanno degli slot in una sorta di album da cui potrete riprenderli semplicemente usando le gemme di trasmutazione. Un'iniziativa tanto richiesta dai giocatori, i quali finalmente potranno liberare tasche e banche da una marea di oggetti lasciati in deposito per paura di perderli per sempre. Da oggi in poi nulla sarà perduto e ogni pezzo potrà essere rievocato alla rarità desiderata con i tratti voluti, a patto di conoscerli e avere i materiali necessari.

L'unica forse nota di demerito, a livello meramente contenutistico, è una poca attenzione alla controparte di Blackreach, che forse avrebbe meritato qualche elemento in più almeno per mettersi al pari con il Reach. Per non parlare dei soliti problemi tecnici occasionali, ovviamente già in via di risoluzione. A prescindere da questo però c'è davvero abbastanza valore da poter coprire il prezzo d'ingresso, specialmente per la storia e l'arena da affrontare, non dimenticando sempre un'attenzione minuziosa alla direzione artistica dell'ambientazione e delle città come la stessa Markarth: davvero bella da vedere in ogni suo angolo molto familiare ai Sangue di Drago.

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